TAGLI ALLA GIUSTIZIA
Moscardelli: “Quei Tribunali non vanno eliminati”

moscardelliLATINA – Le condizioni della Giustizia in Italia sono critiche ma in provincia di Latina assumono connotati di emergenza, condizionando la nostra comunità sul piano della sicurezza e dell’economia. Si registrano da anni difficoltà sia sul piano della cronica insufficienza di organici, per i magistrati e per il personale amministrativo, sia sul piano della carenza di strutture. Notevoli sono i disagi determinati dalla frammentazione dei servizi di giustizia, sparsi a Latina tra diversi e distanti immobili. I fondi per il nuovo Palazzo di Giustizia, che nel 1998 assicurò l’allora Ministro Fassino del governo di centrosinistra guidato da Prodi pari a 18 miliardi di vecchie lire, sono rimasti gli unici fondi dati dal Governo a Latina, nonostante due legislature con il Governo Berlusconi dal 2001 al novembre 2011 senza un euro. Su una condizione così difficile che si aggiunge alle problematiche comuni a tutto il Paese, si è prodotto negli ultimi anni un aggravamento non tollerabile né sopportabile. La carenza di personale è aumentata. Per l’organico dei magistrati siamo in piena emergenza e oggi manca ancora la nomina del nuovo Presidente del Tribunale. In questo contesto il provvedimento del Governo con cui sono state azzerate tutte le 220 sezioni distaccate di Tribunale in Italia, comprese Terracina e Gaeta, ha rappresentato un taglio immotivato e che aggraverà i problemi. Le sezioni tagliate hanno carichi di lavoro altissimi con una notevole capacità di produttiva, smaltendo ad organici ridotti una gran mole di lavoro. Inoltre, il Governo ha salvato alcuni Tribunali in zone ad alta presenza criminale e ha ricompreso nel novero Cassino con lo smembramento del Tribunale di Latina, accorpando Gaeta a Cassino. La preoccupazione del Presidente dell’Ordine degli Avvocati Giovanni Malinconico, che si è battuto con competenza e determinazione, è totalmente condivisibile. Il nuovo Parlamento dovrà bloccare l’intero provvedimento che è sbagliato e che non fa risparmiare, ingolfa la giustizia, spreca risorse per tutte le strutture nuove che non saranno utilizzate e sguarnisce territori. Occorrerà una riforma vera con il nuovo Governo ed è evidente che un riordino ed accorpamento di alcune diverse sedi di tribunale e di sezioni distaccate doveva e deve essere operato. In questo caso il provvedimento è del tutto illogico e produttivo di conseguenze negative. Il sud pontino, nel territorio compreso tra Terracina e Formia, è interessato da alta presenza di criminalità organizzata, come è pure a Latina. Dal punto di vista investigativo, tutta la provincia dipende sempre dalla Questura, dai Comandanti Provinciali dei Carabinieri e della Guardia di Finanza, mentre per la Procura, per l’area di competenza della sezione distaccata di Gaeta, si farebbe riferimento a Cassino con tutti i disservizi e le inefficienze conseguenti. Facciamo un regalo alla criminalità organizzata, che avrebbe minore efficacia di contrasto. Se a ciò aggiungiamo che un’altra eccezione si è verificata con l’accorpamento della sezione distaccata di Aversa al costituendo Tribunale di Napoli Nord, tutto da mettere in piedi, avremo un risultato drammatico. Tutta l’area intorno al Garigliano verrebbe depotenziata. E’ inaccettabile. Sottoporrò il caso al partito e al gruppo al Senato e in particolare al Senatore Pietro Grasso perché ci sia un impegno a correggere un provvedimento palesemente sbagliato e con gravi danni al territorio sotto il profilo della giustizia e dell’azione di contrasto alla criminalità . occorre subito un provvedimento che sospenda l’efficacia per varare una riforma vera e mediata.

 

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