TURISMO, AMBIENTE E DECORO
Le idee di Claudio Moscardelli

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LATINA – Ripercorrendo le nostre autostrade dal Nord al Sud quello che più rimane impresso nella nostra memoria sono le splendide visuali delle bellezze del paesaggio circostante e così anche i vistosi e ammiccanti cartelli collocati da Comuni illuminati, lungo il percorso stradale che annunciano orgogliosi: campanili, castelli, borghi e antiche vestigia. Una “miniera d’oro” per lo sviluppo turistico-culturale, per il lavoro e l’attività economica locale e così il grado di civiltà di queste comunità si giudica anche per l’attenzione posta alle loro risorse storiche e ambientali. L’importanza di coniugare i pur nuovi interventi con il contesto circostante, viene preso in seria considerazione, affinché le nuove opere non danneggino la prospettiva e la luce richiesta dai monumenti e al fine di preservarlo da danni conseguenti all’uso “improprio” dell’area contigua. Così l’attenzione che attiene la luce e la prospettiva’, finalizzata a mantenere la visibilità di scorcio e d’insieme, da vari punti di visuale e, in taluni casi, li consiglia di prescrivere limitazioni sino ad aree più lontane per la conservazione dei cosiddetti “coni ottici”.

Anche “L’ambiente e il decoro”, viene mantenuto privo di attività e funzioni incompatibili con la storia, la dignità e le caratteristiche artistiche del monumento. Ma da noi tutto questo non avviene e la speranza di valorizzare e riqualificare i “Luoghi della memoria”, è lungi da addivenire. E’ l’esempio dell’antico Borgo di Campoverde già San Pietro in Formis e Campomorto del Capitolo di San Pietro, così oggi paragonare ad un saccheggio lanzichenecco, l’azione antropica ai suoi danni, è un vero e proprio eufemismo. Stessa sorte è toccata all’antico granaio, prezioso esempio di architettura rurale del 700, al cui interno sono state eseguite “spontanee” opere in cemento armato e danneggiate le capriate in legno di quercia che si ergono e si impongono nel maestoso spazio, come le navate di una basilica. Ora tra l’area a verde e l’antico insediamento si interporrà una imponente stazione di servizio della superficie di un ettaro che occulterà definitivamente la visione del Borgo. L’azione mortifera ai danni del nostro patrimonio storico che in questi ultimi venti anni ha assunto proporzioni seconde solo ai danni causati dal secondo conflitto bellico, continua con una imperiosa, ignorante e arrogante attività antropica. Cancellare le ultime speranze di sviluppo economico e culturale e soprattutto la potenziale risorsa turistica, equivale a togliere il futuro ai nostri giovani e quindi ai nostri figli. Come in questo caso, azioni scellerate, dettate da logiche che non hanno nulla a che vedere con le più semplici scelte di buon governo del territorio legate al rispetto del paesaggio e dei cittadini. Ricordiamo inoltre la decisione di spendere 3 milioni di euro pubblici per seppellire il cinquecentesco ponte de Le Ferriere a favore di un famelico ampliamento che favorisce solo il passaggio dei mezzi di trasporto della nettezza urbana che sversano nella vicina discarica di Borgo Montello i rifiuti provenienti dalla provincia e da Roma. Questo territorio allora dei Latini e poi dei Volsci, e ancora avamposto rurale della campagna romana, oggi inglobato nei Comuni di Aprilia e Latina, conserva ancora le vestigia di un tempo in un contesto ambientale e archeologico di rilevante importanza che se percepito come una risorsa, può portare un sicuro sviluppo culturale ed economico. Pensare alla valorizzazione e il recupero del corso fluviale lungo la “Valle dell’Astura” mediante un organico collegamento naturalistico e ambientale tra questi antichi insediamenti, può favorire il sinergico sviluppo del trinomio: agricoltura, turistico e culturale.

 

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