VIGILI DEL FUOCO
I sindaci del sud pontino: “Il distaccamento di Castelforte? Indispensabile per la sicurezza: va riattivato”

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Vigili del fuoco in azione (foto d’archivio)

CASTELFORTE – I sindaci di quattro Comuni del sud pontino – Castelforte, Santi Cosma e Damiano, Minturno e Spigno Saturnia – sono preoccupati per l’improvvisa sospensione del distaccamanto dei Vigili del Fuoco di Castelforte. “Non ci sono – scrivono in una nota congiunta – giustificazioni plausibili quando di mezzo c’è la sicurezza dei cittadini e del territorio. Fin dalla sua attivazione, il distaccamento di Castelforte ha svolto un necessario ed insostituibile servizio a favore della popolazione dei quattro comuni sui quali ha eseguito centinaia di interventi dimostrando quanto sia stata importante la sua istituzione. Solo qualche giorno fa i vigili del fuoco di stanza a Castelforte sono intervenuti su varie frane che hanno messo in pericolo la viabilità lungo la via delle Terme e quella dei residenti che vi abitano. E che dire dell’intervento presso la ex Prima Iver di Minturno colpita da un incendio. Ci sono poi i numerosi altri interventi su segnalazione dei cittadini e quelli per gli allagamenti a seguito delle ingenti piogge del fiume Garigliano o del rio Ausente. Tutto questo per dire che la presenza del distaccamento dei Vigili del Fuoco di Castelforte costituisce una scelta irreversibile”.

I sindaci dei quattro Comuni interessati si sono già riuniti e presto chiederanno un incontro urgente con i referenti istituzionali alla sicurezza del territorio. Nei prossimi giorni produrranno anche un documento congiunto attraverso il quale chiedere al Ministero dell’Interno, alla Regione Lazio, alla Provincia di Latina e al Prefetto di Latina di ripristinare la piena operatività del distaccamento dei Vigili del Fuoco di Castelforte. I sindaci sottolineano anche che il distaccamento più vicino è, altrimenti, quello di Gaeta, che dista circa 35 chilometri e risulta mal collegato.

“I rischi di cui si parla – aggiungono i primi cittadini – riguardano un ampio ventaglio ampio di situazioni critiche sulle quali occorre non solo vigilare ma, purtroppo, intervenire con ritmo quasi quotidiano. Senza creare allarmi non vanno sottaciuti i rischi derivanti sia dal corso del Garigliano e dei ruscelli di raccolta di acqua piovana, ma anche quelli potenziali di frane dei costoni rocciosi di via delle Terme o quelli derivanti dalla presenza di varie industrie e non ultimi quelli temuti dalla presenza di impianti di varia natura fra i quali anche quello della centrale nucleare del Garigliano interessata da un programma di decommissionig che merita grande attenzione”.

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