ELEZIONI
La Sisca punta su qualità e meritocrazia nella scuola

siscaLATINA  – «La scuola del domani deve puntare alla qualità e alla meritocrazia. Dobbiamo concentrarci su azioni concrete e non parlare in modo astratto di quel che la scuola deve essere. Occorrono fondi per risanare una situazione che tutte le forze politiche al Governo hanno contribuito, negli anni, a creare». Questo l’intervento della Delegata Pari Opportunità e candidata al Consiglio della Regione Lazio per MCL, Filomena Sisca, durante l’incontro organizzato dall’associazione GILDA insegnanti con i candidati per sottoporre loro le esigenze di un settore in profonda crisi.

«Deve essere dato ampio spazio ai meriti. Si deve assolutamente prediligere la qualità in tutti i gradi del sistema scolastico. I docenti che si sono trovati ad avere un carico di lavoro maggiore a parità di trattamento economico dovranno essere premiati qualora il loro contributo dia un valore all’insegnamento, dovrà esserci un sistema di carriere e così per chi collabora nella scuola. Non è più il tempo di spendere inutili parole sulla scuola come comunità, la scuola forma le generazioni future e deve far comprendere ai nostri giovani che solo l’impegno e il merito portano alla realizzazione personale e, in futuro, lavorativa. Tutti i bei discorsi sulle difficoltà della scuola italiana portano a un unico grande problema, la mancanza di fondi.

 

Io sono convinta che la battaglia che porta avanti il movimento civico in cui sono candidata, MCL, sia una soluzione ai numerosi problemi che affliggono il nostro territorio, primo tra tutti la scuola. Sono un’insegnante e ben conosco le difficoltà di un settore in cui da anni lavoro e vedo come gli strumenti a nostra disposizione, come docenti, siano diminuiti a dismisura, vedo come unica soluzione per reperire risorse economiche necessarie, fondamentali, al risanamento della drammatica situazione della scuola pontina quella della Regione delle Province e di Roma Capitale. MCL sostiene che dare a Roma la dignità di Capitale, con la potestà legislativa di cui ha diritto, potrebbe restituire alle altre province del Lazio gran parte delle risorse economiche che, ad oggi, cedono a Roma. Tutto ciò darebbe ampio respiro a un territorio che soffre la vicinanza con la Capitale d’Italia e che da troppo tempo ricopre lo scomodo ruolo della periferia».

 

 

 

 

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