NUOVO MAXI SEQUESTRO ALLA EX DESCO
La Forestale mette i sigilli all’area di 3 ettari
La Procura: “Lottizzazione abusiva e abuso d’ufficio”

Il cantiere nell'area ex Desco

Cantiere nell’area ex Desco

TERRACINA – Nuovo maxi sequestro per la ex  Desco a Terracina. Il Nucleo Investigativo del Corpo Forestale dello Stato di Latina ha sequestrato oggi in collaborazione con i carabinieri di Terracina,  su provvedimento del sostituto procuratore, Giuseppe Miliano, l’area di 3 ettari alle porte di Terracina dove fino a qualche anno fa sorgeva una fabbrica di pomodori in scatola e sulla quale è in corso ora un progetto di riqualificazione urbanistico-edilizia approvato dal Comune di Terracina con la procedura dell’accordo di programma. Nell’area si lavora alla realizzazione di un complesso turistico/ricettivo, residenziale e sociale da 63.000 metri cubi che prevede la costruzione di due alberghi, un centro commerciale, un centro sociale e 60 appartamenti per un valore di oltre 30 milioni di euro.

Le ipotesi di reato contestate sono lottizzazione abusiva e abuso di ufficio ” in quanto dalle indagini esperite  – si legge in una nota – è emersa la mancanza oggettiva dei presupposti per attuare la variante urbanistica. Il sequestro ha colpito la società “M.P.M. Immobiliare S.r.l.” con sede in Napoli proprietaria dell’area in esame e beneficiaria dei titoli edificatori e già finita all’attenzione della Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di Napoli che nel marzo del 2010 eseguì un primo sequestro per l’ipotesi di riciclaggio di capitali illeciti dal momento che i rappresentanti della società apparivano vicini ad organizzazioni criminali. Il sequestro della DDA venne poi revocato dal Tribunale del Riesame di Napoli.

Per quanto riguarda l’assenza delle dovute finalità pubbliche della variante urbanistica con la quale è stato autorizzato il mega progetto gli inquirenti rilevano che: “anche servizi a supporto delle predette strutture edilizie come parcheggi, strade e condotte fognarie, sono strettamente funzionali e connessi ai soli interventi edilizi previsti, senza il benché minimo potenziamento dei servizi a favore delle aree finitime non lascerebbero dubbi circa la non rilevanza pubblica del poderoso intervento edilizio. Nell’accordo di programma si osserva inoltre la mancata previsione degli atti d’obbligo, sottoscritti dai beneficiari degli effetti della variante urbanistica, di precisi vincoli volti a garantire l’immutabilità nel tempo delle destinazioni d’uso turistico sociali e turistico ricettiva”.

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