OCCUPAZIONE ROSA
La piece sulla Tacconi in scena al Ponchielli

Nicola Zingaretti e  Rosa Giancola

Nicola Zingaretti e Rosa Giancola

LATINA – Venerdì 22 presso va in scena al teatro Ponchielli di Latina alle 20.30 (ad ingresso libero) la pièce teatrale ‘L’occupazione Rosa’ sull’esperienza dei  550 giorni di presidio all’Ex Tacconi Sud. L’evento chiude la campagna elettorale di Rosa Giancola (Listino Zingaretti)

La pièce è diretta dal regista Massimo Ferrari, con gli attori AnnaMaria Teresa Ricci ed Enzo Provenzano, musiche originali di Francesco Ruggiero, attori Annamaria Teresa Ricci e Enzo Provenzano. Seguirà concerto della band ‘Valentina Ferraiuolo & Trillanima’. Lo spettacolo è tratto dai diari di Rosa  Giancola con immagini del documentario ‘Atlantis’ di Massimo Ferrari e Gaia Capurso, prodotto MaGa Production.

«Mi chiamo Rosa Giancola, sono un’operaia della Tacconi Sud. Questa è la prima notte di presidio all’interno della fabbrica…». Questo è l’incipit dell’opera: è il 19 gennaio del 2011, da questa data comincia la storia della Giancola e delle altre operaie, che termina dopo 550 notti nel luglio 2012, in quella fabbrica in cui molte di loro hanno lavorato per vent’anni. «Qui il tempo scorre in modo diverso, siamo noi a gestirlo perché non abbiamo altro, la nostra fabbrica e quello che è rimasto…»  «Nel silenzio di questo capannone siamo riuscite ad ascoltare meglio cosa accadeva oltre il cancello, confinate nelle nostre ragioni abbiamo osservato la deriva economica di questa provincia, le proteste di altri operai, da altre fabbriche, chiuse con gli stessi copioni, che hanno guardato ‘alle donne della Tacconi Sud’ come un esempio da seguire, una strenua resistenza di un Paese che non c’è più», continua Rosa nel suo diario portato in scena.

«L’idea è quella di portare come esempio la nostra lotta –dice oggi Rosa Giancola- , che ripeto è una lotta per l’esercizio del diritto alla cittadinanza. In questi giorni ho ascoltato le esigenze degli operai e degli impiegati delle tante aziende oggi in crisi sul nostro territorio. Le soluzioni alternative esistono e le istituzioni sono gli organi preposti per trovare una risposta adeguata a chi oggi è in difficoltà. E gli esempi possono arrivare anche da ex stabilimenti sparsi in Europa, riconvertiti non solo come centri di nuova produzione ma scoprendo anche che i distretti industriali dismessi di alcune città europee sono divenuti con investimenti mirati dei distretti culturali e di intrattenimento che impiegano personale senza limiti anagrafici».

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