PROCESSO VACCARO
Ascoltati i consulenti della parte civile

LATINA – La pistola scacciacani trovata sul luogo del delitto non poteva sparare e non ha sparato. E’ stato questo uno dei passaggi della deposizione dei consulenti della parte civile, il Generale dei Carabinieri Luciano Garofano e il perito balistico Martino Farneti che sono stati ascoltati oggi nel corso del processo per l’omicidio di Matteo Vaccaro.
“Questa pistola sicuramente non ha sparato – ha assicurato il consulente – altrimenti sarebbe stata trovata con l’otturatore vuoto”.
L’arma giocattolo era stata trovata sulla scena del crimine al Parco Europa di via Bruxelles dove il giovane era stato ucciso, i due consulenti hanno parlato anche delle tracce di polvere da sparo ritrovate sulla vittima e su due dei sei imputati, tra cui Alex Marroni e Paolo Peruzzi. “Non è stato colpito soltanto lo sparatore – ha detto Garofano – ma anche chi era vicino a partire dalla vittima che era a distanza ravvicinata d alla bocca di fuoco”.
Stesso discorso anche per Paolo Peruzzi, anche dal suo esame stub sono emerse delle tracce di polvere da sparo perché dopo il colpo si è sprigionata una nube che ha contaminato, alcune persone che erano vicine al punto di origine del fuoco. E’ quella che in maniera più tecnica i due consulenti hanno definito “contaminazione artificiale”. “Proprio per questo sia Peruzzi che la vittima possono essere stati contaminati”, hanno aggiunto i consulenti. Il processo che è terminato nel pomeriggio è stato rinviato al prossimo otto aprile.
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