SGOZZATE PER UN DEBITO MADRE E FIGLIA
Confessa l’ex marito, un indiano
Indagini-lampo ora l’autopsia

Ray Kumra, cittadino indiano, ha confessato il duplice omicidio

CISTERNA – E’ stato risolto in poche ore dai carabinieri del Comando provinciale di Latina diretti dal colonnello Giovanni De Chiara, il giallo del duplice omicidio avvenuto sabato a Borgo Flora, alle porte di Cisterna. In carcere con l’accusa di duplice omicidio c’è Kumar Raj, 36 anni, ex marito di Francesca Di Grazia. L’uomo, con un solo fendente alla gola ha prima ucciso la donna che aveva sposato nel 2008 in India, poi la figlia di lei, Martina Incocciati, appena 18enne. L’indiano, sul quale dopo poche ore dalla scoperta dei corpi erano ricaduti i sospetti degli investigatori, è stato fermato ieri mattina a Nettuno e portato nella caserma di Aprilia per essere sottoposto ad interrogatorio. Alla fine ha confessato: “Mi chiedeva soldi, ne voleva sempre di più”, ha detto ai militari rivelando anche una storia di pratiche e permessi “facili” per fare entrare in Italia cittadini indiani. L’uomo, che sul volto aveva ancora i graffi provocatigli da Martina nel tentativo estremo di difendersi, ha anche indicato agli investigatori il punto esatto in cui avrebbero trovato l’arma, un coltello da cucina.

IL MOVENTE –  Il movente è dunque riconducibile ad una storia di soldi e a richieste di denaro continue che la vittima avrebbe fatto a Ray Kumar: “Se non mi ridai i soldi ti denuncio”, avrebbe minacciato la donna poco prima di morire, riferendosi ad una somma di ottomila euro prestata all’ex, e che ha acceso la miccia della follia:  Francesca Di Grazia, 57 anni, è stata uccisa per prima, la figlia Martina Incocciati che era ancora a letto e in pigiama, poco dopo, accoltellata anche lei alla gola perché sarebbe stata una testimone. Madre e figlia sono state ritrovate in una pozza di sangue sabato sera perché alcuni parenti non le sentivano da giorni e si erano preoccupati. Dopo la terribile scoperta dei due cadaveri sono scattate le indagini lampo dei carabinieri che hanno scavato nella vita privata della donna, accantonato la pista iniziale dell’omicidio-suicidio,  e in una manciata di ore hanno risolto il caso.

Il sostituto procuratore, Giuseppe Miliano che ha voluto sulla scena del crimine anche il Ris, ritiene che l’uomo abbia agito d’impeto, in un raptus scatenato dalla discussione avuta con la donna e lo accusa di duplice omicidio volontario. Per il momento il magistrato non ha contestato l’aggravante della premeditazione.

LE AUTOPSIE – E’ un esame di rito a questo punto l’autopsia sui corpi di Francesca Di Grazia e Martina Incocciati. Il medico legale che ha eseguito il sopralluogo sulla scena del delitto, il dottor Saverio Potenza, ha riscontrato un solo fendente che ha reciso la gola della madre, mentre sul corpo della ragazza  ci sono almeno tre ferite, segno che la ragazza ha lottato con l’assassino sperando di riuscire a salvarsi. La diciottenne, che dormiva, si sarebbe svegliata per le urla della madre, avrebbe cercato riparo sotto il letto, graffiato sul viso il suo assassino e infine sarebbe stata uccisa. L’arma del delitto è stata trovata in un fosso in Via Guardabassi, nei pressi di Via del Bonificatore.

Dopo l’arresto il Prefetto di Latina Antonio D’Acunto ha espresso apprezzamento all’Arma e al Comandante provinciale Giovanni De Chiara per la rapida individuazione del responsabile dell’efferato duplice omicidio. Analogo apprezzamento è stato rivolto alla magistratura per la tempestiva e immediata soluzione del caso. Ieri anche il sindaco Antonello Merolla aveva raggiunto Piazza del Bonificatore dove al civico 5 abitavano le due vittime: “Questo delitto ha scolvolto la città”, ha commentato il primo cittadino. All’uscita dall’appartamento, le salme sono state benedette dal Parroco, Don Amedeo Passera.

CHI ERANO LE VITTIME – La signora Francesca aveva avuto Martina dal rapporto con un italiano e poi si era sposata con Ray Kumra, cittadino indiano, il suo assassino.  Francesca di Grazia non aveva un lavoro fisso e si “arrangiava” facendo la cartomante. La figlia invece aveva abbandonato gli studi ed era in cerca di un lavoro.

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