CITTADINANZA DI GENERE
La chiede la consigliera Giancola

rosa-giancola-225x300LATINA – Lavorare a una legge sulla “Cittadinanza di genere”, con l’obiettivo di favorire la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro delle donne, tutelare l’occupazione femminile e valorizzare le differenze tra uomo e donna. E’ la necessità emersa ieri nel corso di una riunione della Consulta regionale femminile che si è tenuta presso la Regione Lazio.

La proposta di una legge regionale che promuova le pari opportunità e rimuova attraverso azioni concrete gli ostacoli che oggi impediscono alle donne l’esercizio dei propri diritti è stata avanzata dalla consigliera regionale della lista Per il Lazio Rosa Giancola.

Il progetto nasce sulla scorta di una puntuale analisi, presentata ieri durante i lavori della Consulta, relativa alla situazione occupazionale nel Lazio. Il dato di partenza è un vertiginoso aumento del ricorso alla cassa integrazione ordinaria e in deroga e delle richieste di Aspi (la nuova indennità di disoccupazione introdotta dalla Riforma Fornero) che hanno coinvolto tutte le province del Lazio, in particolare Roma e Latina (Latina + 80% di cassa integrazione ordinaria e +13% Aspi). In questo scenario generale, aumenta ovunque nel Lazio il fenomeno dell’abbandono del lavoro da parte delle donne, spesso a causa della mancata concessione del part time o del mancato accoglimento dei figli al nido in caso di lavoratrici madri. E non è ancora superato il problema delle dimissioni in bianco.

“Il risultato – ha spiegato la consigliera Giancola – è che in un periodo di crisi si riducono le risorse e si riducono al contempo anche i diritti. A farne le spese sono soprattutto le donne, che restano ancora, nel mondo del lavoro, una categoria poco tutelata. Ecco perché una legge regionale sulla Cittadinanza di genere può offrire uno sguardo diverso sul mondo del lavoro e della precarietà, mettendo in campo strumenti concreti che promuovano l’esercizio delle pari opportunità e contribuiscano a superare le difficoltà che le donne incontrano in ogni dimensione della vita sociale e lavorativa”.

Accanto a questo, la consigliera Rosa Giancola ha proposto l’istituzione di laboratori di genere nelle scuole, con l’obiettivo di educare le generazioni più giovani al valore della diversità. “Le complesse condizioni economiche e sociali attuali generano fragilità, nelle donne quanto negli uomini – spiega ancora Rosa Giancola – Educare alle differenze di genere i ragazzi e le ragazze è allora la risposta a una necessità sociale, lo strumento culturale indispensabile per tenere insieme la società e governare le complessità”.

La Consulta regionale femminile, a cui hanno partecipato anche le delegate di Cgil, Cisl, Uil e Ugl, ha accolto con favore queste proposte e ha aggiornato i lavori ribadendo la necessità di svolgere un’analisi più dettagliata della situazione del lavoro nel Lazio prendendo in esame dati disaggregati per genere.

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