ESUBERI ALLA SELEX
Riaperto il tavolo sindacale

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selexCISTERNA – E’ arrivata alle OO.SS. Ugl, Fim, Uilm , Fiom, la convocazione per la riapertura del tavolo sindacale per la discussione della gestione degli 1938 esuberi alla Selex, dichiarati a livello nazionale il 6 giugno scorso  e che aveva portato le maestranze dei 48 stabilimenti Selex-Es in tutta Italia ad incrociare le braccia con 4 ore di sciopero nella giornata di martedì 11 giugno dopo le assemblee con lavoratori.

Il 20 giugno, sempre presso la Uir si riapre quindi la trattativa che vede in particolare su Cisterna di Latina la gestione di 105 esuberi, dopo il precedente annuncio del sito di Cisterna come Sito di eccellenza per la produzione e il trasferimento di parte dei lavoratori della Selex Galileo di Pomezia proprio sul sito di Latina. Dichiarazione di esuberi criticata aspramente dai sindacati. Dalla segreteria della Ugl Metalmeccanici di Latina, Maria Antonietta Vicaro ribadisce che ” la proposta dell’azienda di porre 105 lavoratori in CIGS a zero ore per 2 anni, forse 3, per un eventuale aggancio alla legge 92 Fornero, oltre a 4 ore a settimana sempre di cigs per tutti gli altri lavoratori e in aggiunta alla cig ordinaria per eventuali scarichi di lavoro, è inaccettabile”.

“Un piano industriale che ricade  – aggiunge Ugl in una noat – quindi sulle buste paga dei lavoratori, e che non darebbe certo le prerogative di eccellenza necessarie a far ripartire il sito di Cisterna, come l’azienda ha dichiarato in più occasioni di voler fare. Tutto questo nello scenario Finmeccanica, in cerca di garanzie dal suo principale finanziatore: lo Stato Italiano (partecipata al 30%) e che in un momento di tagli ha smesso di finanziare i programmi in essere proprio con le aziende di Finmeccanica, tra cui Selex Es”.

“ Non accetteremo scelte unilaterali, l’azienda ha sempre evidenziato la necessità di condividere il nuovo percorso legato al piano industriale conseguente alla fusione delle tre Selex (Elsag, Sitemi Integrati e Galileo) che coinvolge 12.500 lavoratori in Italia, ma proprio per questo l’unico ammortizzatore che potremmo valutare e’ quello legato alla solidarietà. Nessuno deve essere discriminato, nessun lavoratore deve sentirsi penalizzato. La scelta per ognuno nell’essere inserito in un percorso di pensionamento, deve, come e’ stato finora, essere di volontarietà. Anche negli ultimi incontri con i lavoratori e i direttivi, il mandato dato ai sindacati e’ stato questo. Auspichiamo una serena discussione, ma se così non fosse, siamo pronti a dare di nuovo battaglia, visto il sostegno e l’unità di tutti i lavoratori .”

 

 

 

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