CONGRESSO DEL PD
“Basta incertezze”

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LATINA – Claudio Moscardelli, Enrico Forte e Maurizio Mansutti chiedono al Pd nazionale un chiarimento sul congresso nazionale: “Il senso di responsabilità del P.D. nei confronti dei cittadini impone alla dirigenza nazionale, a partire dal Segretario Epifani, di essere chiari e determinati sul congresso del partito. La data del 24 novembre deve essere certa ed occorre garantire che i congressi locali e nazionale vengano svolti rispettando lo Statuto, che prevede primarie aperte, con il voto degli elettori. Da sempre siamo favorevoli all’estensione del voto aperto agli elettori anche per i livelli provinciale e comunale, tuttavia, se la possibile modifica delle regole deve essere l’alibi per ritardare il congresso oppure per stravolgere le regole del PD e limitare il voto ai soli iscritti, si proceda con chiarezza ed immediatezza. Il tentativo di una marcia indietro rispetto alla direzione nazionale e giocare con le date non accettabile. Chi tenta di rinviare o di alterare le regole mette in crisi il PD e la sua capacità di iniziativa politica per sostenere il Governo. La preoccupazione di tutto il PD deve essere la situazione economica e sociale dell’Italia e non di bloccare la candidatura di Matteo Renzi alla segreteria nazionale. Il Segretario Epifani non può prestarsi ai tentativi di chi preferisce mandare in crisi il Governo Letta per evitare il congresso del PD, ingessare l’attuale dirigenza nazionale e mandare Renzi al voto, previe primarie di coalizione, con un partito differente per profilo e per posizione rispetto al candidato Premier. E’ assurdo essere favorevoli alla modifica costituzionale della forma di governo, in senso semipresidenziale o con il cancellierato o premierato, per poi teorizzare che il segretario nazionale del PD debba essere distinto dal leader che guida il governo del Paese. Occorre anche maggiore coraggio da parte di molti esponenti nazionali e regionali del PD che hanno in animo di sostenere Renzi al congresso nazionale senza attendere che questo venga convocato e ci sia la formale candidatura di Matteo Renzi. Forse è proprio questa chiarezza senza tatticismi che ha portato ad esprimere apprezzamenti non usuali per la nostra presa di posizione. Il progetto politico di Renzi è per un partito aperto ed è aperto al contributo di tutti, senza passaggi a livello o improbabili tribunali inquisitori a difesa di piccole posizioni di rendita. Le polemiche di questi giorni insistite, ripetute e ancora riproposte sono stucchevoli e danno il senso di una preoccupazione personale, visto che non si è riusciti ad esprimere sul territorio alcuna credibilità né come proposta né come candidati presso gli elettori – candidature ormai di lungo corso – sia in occasioni di primarie che di competizioni elettorali a vari livelli. Il progetto politico di Renzi per il PD e per l’Italia non è un elenco di precetti declinato come dogmi indiscutibili da difendere con qualche guardiano o addetto al passaggio a livello. Abbiamo davanti sfide importanti e ciascuno potrà dare il suo contributo di idee e di credibilità: poi saranno, per fortuna, gli elettori a decidere.

 

 

 

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