PARTI CESAREI
Riduzione record del 3% a Latina

L'ospedale "Goretti" di Latina

L’ospedale “Goretti” di Latina

LATINA – Aver indicato obiettivi di salute precisi ai direttori generali si sta rivelando una decisione vincente. Nel corso di un convegno di formazione che si è svolto oggi nell’Aula Magna del Forlanini sono stati presentati i dati della riduzione dei parti cesarei nella Asl di Latina. In poche settimane la riduzione infatti è stata del 3%. Si è passati da un globale del 28%, già lusinghiero rispetto all’attuale media regionale del 43%, al 25%. Sulle donne al primo parto si è arrivati addirittura al 15,5% di tagli cesarei concorrendo all’aumento considerevole del numero delle nascite naturali, a tutto vantaggio della salute delle donne e dei neonati.

Il metodo che ha permesso di ottenere questa performance è stato al centro del convegno al Forlanini e ha visto la partecipazione di oltre 40 tra ginecologi e ostetriche. Il dibattito è stato focalizzato sulla gestione delle attività in sala parto e sui fattori organizzativi che hanno prodotto la riduzione. Ora il progetto clinico punta ad ampliarsi, unificando le esperienze dei punti nascita del San Camillo (con oltre 3400 parti all’anno) e del Santa Maria Goretti di Latina (2100), interesserà il 10% delle 55mila nascite nel Lazio. Un’esperienza pilota, insomma, che si aprirà ad altri punti nascita della regione. La riduzione dei tagli cesarei è, da molti anni, fra gli obiettivi prioritari di salute delle istituzioni sanitarie, tanto che il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti lo ha incluso, tre mesi fa, tra i 5 criteri di valutazione dell’operato dei direttori generali di ospedali e Asl. Un obiettivo raggiungibile grazie a nuove formule di gestione delle attività cliniche di sala parto e al confronto fra punti nascita diversi per livello di assistenza perinatale, per numero dei parti assistiti, per collocazione territoriale.

Altro elemento innovativo del progetto è che lo stesso è sostenuto dalla moderna tipologia formativa della “Formazione sul Campo”, già avviata nel punto nascita di Latina con ottimi risultati. L’orientamento è la sperimentazione del nuovo modello di formazione: la “Comunità di Pratica”, per sorreggere i progetti dei punti nascita della Regione, finalizzati a ridurre il ricorso al taglio cesareo.

Il fine è delineare un percorso integrato di assistenza alle gestanti per ridurre il dato negativo che “regala” all’Italia la maglia nera in Europa per il ricorso abnorme a questa pratica chirurgica che comporta un rischio maggiore per la salute della madre e del neonato, oltre che un uso inefficiente delle risorse.

 

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