FONDI EUROPEI
Oggi l’incontro con Zingaretti

Nicola Zingaretti

Nicola Zingaretti

ZOTTOLA – I FONDI EUROPEI – I fondi europei possono e devono dare una risposta al rilancio. Concordiamo pertanto con le politiche della Regione Lazio, volte a redistribuire le risorse non spese a valere sul POR 2007/2013 e a sfruttare al meglio le opportunità del prossimo POR 2014/2020. Le Camere di Commercio rappresentano il partner giusto per definire e programmare le strategie di sviluppo della nostra regione e dei vari territori. Ma per far questo bisogna rendere prima di tutto semplici le modalità di accesso ai bandi, assistere le imprese dal progetto alla rendicontazione fino al pagamento del finanziamento.

 IL COORDINAMENTO ISTITUZIONALE  – E’ altrettanto importante creare un coordinamento istituzionale (Tavolo di Coordinamento) in cui i territori e le imprese possano esprimersi per costruire un unico grande progetto di sviluppo attraverso la pianificazione 2014/2020, evitando la polverizzazione delle energie finanziarie e la frammentazione di progettualità. Un patto per il lavoro e lo sviluppo è sicuramente la chiave di lettura per il futuro delle nostre imprese. La Camera di Commercio in questi anni di attività ha lavorato in stretta collaborazione con gli Enti locali, favorendo delle vere e proprie start up di progetti di sviluppo, sostenendo finanziariamente i Comuni che non disponevano da soli delle risorse necessarie. Pensiamo ai protocolli di intesa con il Comune di Ventotene per la qualificazione delle aree portuali, con il Comune di Minturno per la riqualificazione e regolamentazione della Foce del Garigliano, con il Comune di Cisterna per la valorizzazione ambientale e con il Comune di Gaeta per la pianificazione strategica sui temi dell’Economia del Mare. Più in generale insieme agli Enti locali stiamo lavorando ad un Piano di sviluppo strategico finalizzato alla programmazione di azioni condivise territoriale sui Fondi comunitari 2014/2020. Abbiamo poi il Programma territoriale Bandiere arancioni, il marchio di qualità turistico-ambientale lanciato insieme al Touring Club Italiano rivolto alle piccole località dell’entroterra italiano che si distinguono per un patrimonio storico-culturale e ambientale di pregio e un’accoglienza di qualità. Il numero dei comuni certificati si è raddoppiato e molti sono quelli che stiamo assistendo per raggiungere i prerequisiti necessari. Nel progetto Pianura Blu sono coinvolti 19 Comuni, 2 Consorzi di Bonifica, Autorità di bacino del Lazio, il Parco Nazionale del Circeo, 11 Associazioni di Categoria e 350.000 abitanti. Oggi stiamo lavorando insieme alla Regione al primo progetto sperimentale denominato Bonifica 2.0. Con gli Enti locali si lavora ad un Piano di sviluppo strategico finalizzato alla programmazione di azioni condivise territoriale sui Fondi comunitari 2014/2020. Con Regio Prima, l’intesa delle Camere di Commercio costiere di Lazio e Campania guidata da Latina, stiamo portando avanti azioni specifiche di sostegno alle imprese dell’Economia del Mare. Pensiamo inoltre ai protocolli siglati con enti pubblici e privati del mare, come il RINA.

IL TERRITORIO PROVINCIALE – Il territorio provinciale necessita di alcune azioni trasversali volte al sostegno delle imprese e alla valorizzazione dei suoi punti di forza. Accesso al credito, semplificazione della macchina burocratico-amministrativa, innovazione e ricerca nelle Piccole e Medie Imprese, qualificazione delle filiere esistenti, potenziamento delle eccellenze e delle produzioni tipiche, sostegno a una formazione realmente volta all’occupazione sono alcuni dei punti su cui pensiamo che la Regione Lazio dovrebbe incentrare le sue scelte, anche in materia di attribuzione dei finanziamenti comunitari. Questo discorso vale per settori maturi come l’agroalimentare, l’artigianato, il commercio e il turismo, ma anche per quelli emergenti come l’Economia del Mare.

 Riteniamo strategiche azioni trasversali riguardanti:

1.ACCESSO AL CREDITO L’accentuarsi della crisi ha determinato l’ulteriore deterioramento del rapporto tra domanda e offerta di credito. I volumi complessivamente erogati ammontano a 7.393 milioni di euro e a giugno 2013 risultano in calo tendenziale del 2,9%, consolidando una serie mensile costantemente negativa nell’ultimo anno. Più consistente la flessione dei prestiti al tessuto produttivo: le imprese pontine hanno avuto a disposizione il 6,5% in meno di risorse economiche da parte degli Istituti bancari, circa 232 milioni di euro. A giugno 2013 i crediti alle imprese scendono a livello regionale del 15% sui 24 mesi, dato senz’altro influenzato dalla variazione capitolina di pari entità; a livello nazionale la contrazione, sebbene più contenuta, è comunque significativa (-11%). Riteniamo essenziale che il sostegno pubblico arrivi direttamente alle imprese, senza il ricorso a strutture intermedie che allungano i tempi e aumentano i costi. E’ importante mettere tutte le risorse disponibili in un unico sistema regionale, che coinvolga istituzioni e imprese.

2.SEMPLIFICAZIONE Assolutamente prioritaria è l’azione di sburocratizzazione e semplificazione amministrativa. Gli ultimi dati Unioncamere riferiti al 2012 ci dicono che gli impegni amministrativi costano al sistema produttivo una cifra che supera l’1% del Pil nazionale. In media per ciascuna impresa, l’aumento dei costi per la burocrazia è stato del 2,4% rispetto all’anno precedente. Sulla base dei risultati dell’indagine, tra le imprese che hanno deciso di effettuare in modalità telematica quelle operazioni amministrative già disponibili online, ben il 43,4% dichiara che il loro utilizzo ha indotto una riduzione delle spese: in media, il calo stimato è stato del 4,7%. Le Camere di Commercio possono mettere a disposizione fin da subito una rete fatta innanzitutto di competenze (SUAP, registro imprese, comunicazione unica, autorizzazione unica ambientale) e poi di strumentazioni informatiche (firma digitale e portale impresainungiorno.gov). Strumenti già previsti dalla normativa vigente, richiamati dalla direttiva servizi dell’Unione Europea e già condivisi con Agenzia delle entrate, Inps, Inail e Ministeri, oltre a capitanerie di porto, agenzie delle dogane, autorità portuali nell’Economia del Mare. A Gaeta siamo partiti con un laboratorio nazionale sui temi dell’economia del mare che mette insieme tutti gli enti più importanti. Tale modello è replicabile a tutti i settori economici. Il Lazio può diventare la prima Regione in Italia. Dobbiamo attivarci per definire in tempi brevissimi la mappa delle complicazioni per avviare già dagli inizi del 2014 un programma operativo di semplificazione. Le imprese hanno bisogno di operazioni celeri e risposte certe.

 3.FORMAZIONE Sostenere la formazione di figure professionali realmente utili alle imprese. Ci vuole un cambio di rotta adottando sistemi formativi che vedano e garantiscano in modo immediato l’impiego e non più formule inutili che servano a sostenere solo chi forma. Tra tutti, come è stato confermato recentemente da autorevoli rappresentanti governativi, gli Istituti Tecnici Superiori appaiono i più adatti. In provincia ne sono già attivi due: quello agroalimentare di Borgo Piave e quello dedicato al mare di Gaeta. La Fondazione – ITS “G. Caboto”, in particolare, ha assunto una leadership nazionale grazie alla qualità della sua offerta formativa, alle opportunità occupazionali che offre e all’innovazione della proposta. Siamo convinti che sia possibile individuare nuovi settori legati al tessuto produttivo provinciale su cui investire, pensiamo ad esempio al turismo.

4.RETI DI IMPRESA, DISTRETTI E INNOVAZIONE Se è vero che le nostre imprese più vive hanno superato la crisi grazie al potenziamento delle esportazioni, diventano ancora più importanti politiche aggregative in grado di sostenere processi di internazionalizzazione delle Piccole e Medie Imprese. Solo in forma aggregata molte nostre eccellenze hanno la possibilità di accedere ai mercati esteri, condividendo risorse e investimenti. Ma è un altro lo strumento principe di competitività sui mercati: l’innovazione. Le nostre PMI potranno crescere solo mettendo in campo processi, prodotti e servizi di eccellenza in grado di competere a livello globale. Pertanto, sostenere anche finanziariamente, processi di ricerca, innovazione e trasferimento tecnologico nelle PMI diventa inevitabile per le istituzioni che vogliano rendere competitivo il proprio tessuto imprenditoriale. Questo principio deve necessariamente essere applicato anche alle tre filiere esistenti nel nostro territorio (agroindustria, chimico-farmaceutico e nautica), che necessitano di nuove strategie volte proprio all’innovazione, alla qualificazione e all’internazionalizzazione. La Camera di Commercio di Latina ha individuato nell’Economia del Mare e nel Turismo due ambiti di intervento con enormi potenzialità di crescita:

ECONOMIA DEL MARE – L’Economia del Mare è il settore trasversale capace di tenere insieme sostanzialmente tutte le principali vocazioni produttive del nostro territorio. Nel nostro progetto è, infatti, nautica, portualità turistica e commerciale, logistica e trasporti, pesca, formazione, innovazione, turismo, editoria, musica, agroalimentare, artigianato, arte, cultura, valorizzazione delle produzioni di qualità. Grazie al lavoro svolto dalla Camera di Commercio di Latina in questi anni in primis nel sistema imprenditoriale e camerale e poi in ambito istituzionale, l’Economia del Mare ha iniziato ad assumere un ruolo di primo piano nelle strategie di sviluppo del nostro Paese. Fino ad ora non esisteva un’elaborazione tale da individuare politiche condivise a favore delle imprese operanti nei vari settori interessati. Oggi possiamo dire che da Latina e dal Lazio è partita una sfida che punta a conquistare una leadership nel mercato euro-mediterraneo. Gli ultimi dati Unioncamere ci dicono che tutto il comparto arriva a produrre 118 miliardi di euro di valore aggiunto, pari all’8,4% dell’economia complessiva. Siamo diventati un vero e proprio laboratorio nazionale, punto di riferimento per imprese, associazioni e istituzioni di tutto il Paese. E siamo pronti per attivare lo Sportello Unico del Mare. Ora dobbiamo essere bravi e veloci per mantenere la nostra posizione. Sono diverse nel dettaglio le azioni che abbiamo già attivato. Cito tra queste: la semplificazione nella portualità commerciale, nel diporto e nella pesca, un progetto che mira al riconoscimento della qualità degli approdi e dei porti turistici italiani, la riqualificazione del Garigliano e la navigabilità dei canali dell’agro pontino con Pianura Blu. Lo Yacht Med Festival, in particolare, si è attestato in questi anni come l’unico grande evento in grado di attrarre risorse esterne al territorio provinciale e di coinvolgere una platea nazionale e internazionale.

TURISMO – Il turismo merita alcune azioni precise finalizzate sostanzialmente alla valorizzazione della qualità e dell’accoglienza. Questo vale in tutti i settori, che necessitano di un adeguamento delle strutture: stabilimenti balneari, campeggi, ricettivo. Riteniamo indispensabile attuare un’unica politica di sviluppo turistico, senza sovrapposizioni. Ecco perché abbiamo già iniziato a lavorare in questa direzione. Prima tra imprese e associazioni con il Tavolo Tecnico delle Imprese del Turismo Integrato in Unioncamere Lazio e ora anche con la Regione. Ci auspichiamo di sottoscrivere presto con il Presidente Zingaretti e la Giunta regionale un protocollo di intesa che sancisca le modalità e gli obiettivi per uno sviluppo turistico coeso e condiviso. La domanda turistica laziale sempre di più deve riconoscersi in un unico sistema aggregato che possa soddisfare le nuove richieste di mercato, generando opportunità di business e riposizionando il Lazio come prima destinazione turistica euro-mediterranea. Sono diversi i progetti e i temi su cui già oggi con la Regione Lazio possiamo lavorare insieme: Osservatorio sul Turismo, Expo 2015, attività di promo-commercializzazione uniche e condivise, semplificazione del sistema burocratico-amministrativo. Le Camere si candidano fin da subito a costruire punti di informazione, assistenza e accoglienza sia per il turista che per l’impresa.

 

FORTE E GIANCOLA – “I fondi europei rappresentano l’unica opportunità di sviluppo per la questa provincia. La circostanza che il presidente della Regione Nicola Zingaretti e i competenti assessori abbiano dedicato una giornata al mondo produttivo pontino rappresenta l’inizio di un nuovo modo di ‘fare politica’ sui territori”.

I consiglieri regionali Enrico Forte (Pd) e Rosa Giancola (Per il Lazio) sottolineano l’importanza degli incontri odierni tra i vertici della Regione Lazio e tutte le realtà imprenditoriali della provincia di Latina nel convegno organizzato, d’intesa con la Camera di Commercio sul tema dell’utilizzo dei fondi europei.

“La presenza di oltre 400 realtà produttive del territorio – aggiungono i due consiglieri – è il nuovo segnale di una sinergia che la Regione sta costruendo nell’ottica di programmare il rilancio economico, d’intesa con chi da anni quotidianamente vi opera. Per le imprese pontine ci sono ottime prospettive di rilancio grazie ai 450 milioni di euro recuperati dalla Regione. La sfida è ora sul migliore utilizzo possibile di queste risorse per la provincia di Latina per alcuni settori chiave del suo sistema economico. Il nuovo corso della Regione trova una ulteriore conferma nei workshop pomeridiani durante i quali i tecnici di Sviluppo Lazio hanno messo a disposizione di tutti gli imprenditori le loro competenze per agevolare l’accesso ai fondi comunitari”.

SIMENONI  – Non posso che condividere il quadro e gli obiettivi illustrati dal presidente della regione Lazio, Nicola Zingaretti, nel corso dell’incontro sui fondi europei che si è svolto questa mattina presso la sede della facoltà di Economia a Latina. La situazione economica in cui il Lazio ma anche il resto dell’Italia si trova è gravissima. I suoi effetti si stanno ripercuotendo sulla qualità della vita dei nostri cittadini. Attendere che una soluzione arrivi è impossibile. Bisogna agire e farlo in modo intelligente. Per questo sono felice di leggere nelle parole del presidente una apertura in questo senso. Conciliare l’azione, intesa come intercettazione e utilizzo dei fondi europei, con le esigenze delle imprese e di tutto il tessuto produttivo del Lazio è l’unica strada possibile per dare ossigeno ai nostri territori e far ripartire l’economia. Tuttavia ora si deve essere consequenziali. Tagli indiscriminati alla spesa sociale, pressione fiscale, blocco delle attività produttive, un processo di deindustrializzazione che sta smantellando il nostro apparato produttivo, una disoccupazione che è arrivata alla soglia del 40%, la migrazione di giovani diplomati e laureati sono i nemici da abbattere. Sulla politica di riduzione delle società regionali e il conseguente abbattimento di costi e burocrazia non possiamo che essere concordi. Non accetteremo, per queste decisioni, passaggi poco chiari o nei quali, come sta accadendo per le comunità montane, sotto l’alea del cambiamento si nasconda un mero mantenimento di stati di fatto. Attendiamo che tutti i progetti, le linee programmatiche espresse in merito, arrivino in consiglio e si apra una fase di discussione e di confronto per rendere reali processi di sviluppo nei settori della green economy, ricerca, infrastrutture, integrazione socio-sanitaria e cultura. Non vogliamo scontrarci con annunci e slogan ma collaborare e dare tutto il nostro supporto, in termini di idee e progetti, all’azione di una Regione che deve essere non matrigna ma espressione e punto di riferimento di tutte le province del Lazio. I fondi europei devono essere canalizzati verso obiettivi che coinvolgono il mondo delle imprese e delle attività produttive creando stimoli importanti per le economie locali. Il nostro obiettivo deve mirare al rafforzamento del credito, attraverso il fondo nazionale di garanzia in particolare a sostegno delle piccole e medie imprese, ma anche a provvedimenti che intervengano a favore dell’erogazione di finanziamenti a tassi agevolati per l’acquisto di nuovi macchinari o di servizi di ricerca e per l’informatizzazione da parte delle imprese. Dobbiamo implementare le misure a sostegno dello sviluppo locale, a partire dal completamento delle opere che sono già avviate e che sono ferme per mancanza di fondi oppure dagli interventi per edifici pubblici, quali ad esempio le scuole, le carceri, gli ospedali

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