LATINA SCALO – VERTENZA SCM
I lavoratori: “Basta bugie”

ScmLATINA – Hanno espresso tutta la loro amarezza in una nota i lavoratori della Scm, l’azienda di Tor Tre Ponti occupata dal 31 maggio dello scorso anno dai dipendenti ai quali il prossimo aprile scadrà la cassa integrazione. A ferirli è stato il commento del segretario della Ugl Chimici Giuseppe Verardi secondo il quale bisognerebbe studiare più attentamente il piano presentato in Tribunale dall’impreditore che ha risposto al secondo bando di gara. Per i lavoratori però, si tratta di un vero e proprio affronto che umilia tutto quello che fino ad ora è stato fatto.

ECCO IL TESTO INTEGRALE DELLA LETTERA

Siamo molto stupiti di quanto pubblicato quest’oggi dal Vostro giornale in merito alla vicenda SCM di Tor Tre Ponti. Soprattutto siamo rimasti sorpresi ed amareggiati nel leggere le dichiarazioni del segretario provinciale dell’Ugl Verardi quando definendoci avventati ed irresponsabili afferma che non è ragionevole bocciare preventivamente l’unica offerta presentata senza aver avuto la possibilità di esaminarla nel dettaglio. Questo fa apparire i lavoratori della SCM come persone irragionevoli, stupide o, peggio, senza voglia di lavorare dimenticando che dal 31 maggio dello scorso anno, cioè da quasi nove mesi, siamo in assemblea permanente all’interno dello stabilimento, presidiando giorno e notte il nostro posto di lavoro.

Il piano industriale presentato è stato invece attentamente letto e commentato in ogni suoi aspetto dai lavoratori nel corso di una assemblea alla quale erano stati invitati tutti, compresi coloro che non si sono presentati ed oggi, sulle pagine dei giornali si permettono di dare giudizi negativi e mettere i voti. Quel piano è stato respinto dai lavoratori perchè non dava nessuna certezza sul futuro, perchè parlava genericamente di poche assunzioni, tutte a tempo determinato e nell’arco temporale di ben quattro anni e di produzioni che sarebbero ricadute in quello stesso mercato, ormai saturo, dal quale la SCM era stata costretta ad uscire ed poi era fallita… Quindi non siamo irresponsabili ed avventati, ma pienamente coscienti che il piano presentato, oltre che ad essere improponibile sul piano occupazionale e finanziario, avrebbe potuto rivelarsi ancora più negativo per il proseguo della nostra vicenda..
Abbiamo più volte auspicato la presenza delle istituzioni al nostro fianco e non saremo certo noi a dire di no a tavoli istituzionali che dovessero aprirsi sul caso, sperando però che si affrontino temi seri e concreti per il lavoro ed il nostro futuro e non certo fumo e proposte evanescenti come è stato fino ad oggi. 

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