Bilancio consuntivo, le maggiori criticità secondo la Zuliani

Una su tutte: Acqualatina

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zulianiLATINA – “Da quando l’amministrazione Di Giorgi si è insediata, non si è fatto alcun ordine nei conti del Comune di Latina”. A dirlo è Nicoletta Zuliani, consigliera del PD e vice presidente del consiglio comunale, che nel suo intervento nella seduta odierna sul bilancio consuntivo ha posto l’accento sulle maggiori criticità nei conti dell’ente. La prima tra queste è senza dubbio quella riguardante gli oneri di urbanizzazione: “Per le casse comunali sono un introito di circa 3 milioni e 900mila euro, una cifra che rispetto a quella del 2012 – 5 milioni e 333mila euro – è in netto calo. Senza la norma che, da giugno 2013, consente ai Comuni di utilizzare fino al 50% dei proventi degli oneri di urbanizzazione per spese correnti, e fino al 25% in più per la manutenzione ordinaria, già dallo scorso anno saremmo stati un Comune in dissesto finanziario”.

Zuliani affonda poi sulla questione dell’acqua: “Acqualatina è in perdita, non riesce ad incassare i crediti e seppure abbiamo una quota del 10,85% non possiamo esimerci dal controllo. La controversia relativa alle caditoie mai risolta ora pare in contenzioso. Come mai la società non è stata in grado di fornire acqua ai cittadini di Borgo Baisizza e Montello a ridosso della discarica? Perché non ci siamo fatti carico, come Comune, di questo servizio primario e vitale, visto che i pozzi in quelle zone sono altamente inquinati?”

In base ai conti, poi, tra i proventi derivanti dai servizi pubblici troviamo i parcheggi (164%) e gli impianti sportivi (6%): un abisso tra i due servizi. “Il dato dei parcheggi è significativo: il Comune guadagna sulla gestione del servizio, che risulta fortemente in attivo, ma resta il problema del recupero dei crediti dal consorzio Urbania. Il 6% degli introiti derivante dagli impianti sportivi è invece una percentuale vergognosa: nelle casse comunali entrano quasi 60mila euro, a fronte di costi per circa un milione di euro. Questo dato fa pensare non solo dal punto di vista economico – che accolla così la spesa per il 94% alla collettività dei cittadini – ma riflette anche l’atteggiamento politico di voler favorire gli interessi di qualcuno. Come vogliamo chiamare questo fenomeno? Mi riferisco a grosse società, che non fanno certo beneficenza, ed alcune delle quali occupano impianti sportivi senza titolo perché i contratti sono scaduti”.

Più in generale Zuliani afferma che la gestione delle partecipate è confusa, all’insegna dell’immobilismo e del non detto, ed apre un capitolo su Latinambiente: “E’ stata ricapitalizzata rivalutando le nostre quote in Ecoambiente. I conti sono stati rimessi a posto, ma in modo fittizio e non sostanziale: la società è in continua perdita. La cosiddetta ricapitalizzazione è stata un pasticcio: quei soldi erano debiti fuori bilancio. Intanto i costi del servizio aumentano e si parla tanto di differenziata, ma il 31 dicembre del prossimo anno rischiamo di accollarci i debiti del socio privato e il Comune andrà in default. Tutto questo con una commissione Ambiente che resta paralizzata”.

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