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Bassiano si ferma: tutti in marcia contro la chiusura della Primaria

I genitori costituiscono un Comitato in difesa della scuola

scuola_-aulaScienzeR375BASSIANO – Bassiano si ferma e manifesta contro la chiusura della scuola primaria decisa dal piano regionale di dimensionamento scolastico. Bloccati gli autobus, il sindaco Domenico Guidi ha mobilitato tutti: grandi e piccoli, anziani, politici e cittadini comuni in corteo, per una causa che è di tutti: riavere la scuola elementare che mortifica il diritto allo studio degli alunni più piccoli: “Saranno costretti a fare levatacce, ad affrontare la strada con tutti i climi, per raggiungere centri distanti e andare a scuola quando tutti i bambini della loro età fanno pochi metri per raggiungere quella più vicina a casa. E’ una vergogna”. Guidi se la prende con il presidente della Regione Nicola Zingaretti, ma anche con l’atteggiamento che considera troppo poco partecipato,  della Presidente della Provincia Eleonora Della Penna: “Da lei mi sarei aspettato una presenza incisiva e un’esposizione in prima persona”, dice. ASCOLTA guidi scuola

Chi ha deciso – dicono il sindaco e  il Comitato di cittadini che si è costituito per difendere il diritto alla scuola dell’obbligo – “non si è preoccupato di verificare se effettivamente esistessero le motivazioni giuridiche, amministrative, geografiche, territoriali, economiche e sociali, a supporto della tesi accampata in qualche richiesta unilaterale presa come unico criterio di giudizio e unica motivazione per la soppressione delle classi”.

“L’Amministrazione si sta già muovendo per le azioni in sede giudiziaria, amministrativa, civile e penale, avverso quanti risultassero responsabili di azioni lesive dei diritti costituzionali dei cittadini di Bassiano”,  fa sapere il sindaco Domenico Guidi . Intanto i genitori, anche uniti in un Comitato di Difesa di Diritto allo Studio, hanno formalizzato un documento al Dirigente Scolastico, al Consiglio di Istituto, al Collegio dei Docenti dell’I.C. Pacifici, e al Comune di Bassiano in cui ribadiscono con forza la loro contrarietà alla soppressione delle classi di scuola primaria e secondaria di I° grado, la loro rivendicazione al diritto all’istruzione, la loro richiesta di garanzia dell’offerta formativa sul territorio così come sancisce la legge.

“I cittadini si dichiarano parte lesa sono pronti ad intraprendere tutte le azioni legali che portino alla risoluzione di una grave ingiustizia, compreso il chiedere alla Procura della Repubblica di avviare tutte le procedure necessarie onde accertare eventuali abusi, responsabilità o altri reati che l’A.G. possa ravvisare dei fatti esposti”.

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