sanità

Registro tumori nel Lazio, l’aula della Pisana lo approva all’unamità

Un progetto che a Latina esiste da molti anni

mediciLAZIO – E’ stato istituito dalla Regione Lazio il Registro tumori della popolazione del Lazio. La proposta del consigliere Barillari è stata approvata all’unanimità dal’Aula. Lo strumento consentirà interventi mirati di prevenzione primaria e l’attivazione di campagne di diagnosi precoce e screening oncologici. Il Registro tumori verrà insediato presso il Dipartimento di Epidemiologia (Dep) del Servizio sanitario regionale e sarà collegato a cinque unità funzionali: una per la Città metropolitana di Roma e per ciascuna delle quattro province, più una unità a carattere regionale specifica per i tumori infantili.  I Registri sono necessari perché in nessuna struttura ospedaliera, c’è l’obbligo di archiviare i dati relativi alla diagnosi e alla cura dei tumori.

Registro che a Latina esiste da molti anni e che ha riscosso un ottimo successo.

GIUSEPPE SIMEONE – “Un’ottima proposta di legge che consentirà di verificare le incidenze delle malattie neoplastiche, comprendere e studiare le cause sulla loro insorgenza grazie alla codificazione e archiviazione dei dati indispensabili per studi, ricerche, campagne di informazione e prevenzione. Iniziativa molto importante come dimostra l’esperienza maturata nella provincia di Latina che, da trenta anni, è stata infatti la prima nel Lazio ad esserne dotata, rappresenta una eccellenza raccogliendo e fornendo le informazioni necessarie per valutare l’impatto sulla salute delle attività di prevenzione e cura, studiando la casistica, l’incidenza e la mortalità dei tumori in base ai singoli territori di riferimento, in base all’età, e alle dinamiche socio economiche del territorio. Gli studi correlati ai dati del registro tumori nella provincia di Latina hanno consentito in questi anni di comprendere che, ad esempio, il tumore più frequente in provincia, nel totale di uomini e donne, risulta essere quello del colon-retto, che quello alla mammella è il più diffuso tra le donne e che il tumore della tiroide per incidenza si colloca sul nostro territorio al terzo posto rispetto al sesto a livello italiano. Tutti elementi che hanno e stanno contribuendo a migliorare anche l’azione delle aziende sanitarie per collocare le risorse e offrire ai cittadini i servizi necessari ma anche accrescere la capacità di monitorare la qualità del percorso assistenziale garantendo adeguato supporto al cittadino. La patologia oncologica richiede, infatti, una elevata e complessa integrazione di funzioni di base, preventive, diagnostiche terapeutiche che richiedono sempre di più un piano basato su un patrimonio informativo preciso e costantemente aggiornato. Per queste ragioni, stando la complessità delle procedure necessarie, e già sperimentate per l’istituzione del registro tumori, restano tuttavia confermate le perplessità che abbiamo sollevato in merito all’esiguità delle risorse investite dalla Regione, circa 100 mila euro, per l’istituzione del registro tumori. Siamo certi e ci auguriamo quindi che, data l’importanza del progetto, al più presto Zingaretti proceda all’integrazione delle somme necessarie a rendere attuativa ed efficiente quanto contenuto nella legge”.

ENRICO FORTE E ROSA GIANCOLA –  “L’istituzione da parte della Regione Lazio di un Registro tumori della popolazione del Lazio non può che confermare la assoluta bontà del modello scelto alcuni decenni fa dalla provincia di Latina. In provincia di Latina il Registro tumori esiste dal 1982, anno in cui venne istituito dall’allora Osservatorio epidemiologico della Regione Lazio e da allora svolge un prezioso lavoro di monitoraggio su una popolazione di circa 530mila abitanti. Uno strumento che si è rivelato ed è tuttora fondamentale nella raccolta, elaborazione e registrazione di dati statistici completi e validati scientificamente su incidenza, prevalenza e sopravvivenza dei casi di tumore tra la popolazione del territorio pontino. Il Registro di Latina – spiega Forte – è storicamente accreditato; i suoi dati recenti sono sottoposti a verifica con esito positivo e la struttura rappresenta dunque un modello di qualità nella sanità pontina, in particolare in quella che si deve occupare della lotta contro i tumori. Con la nuova legge si creerà un Registro regionale ma la struttura di Latina potrà proseguire la propria attività di raccolta, elaborazione e registrazione dei dati ed entro un anno sarà chiamata ad adeguarsi al nuovo sistema di rilevazione, costituendosi in Unità funzionale”. “La proposta – spiega la Giancola – conferma la giusta modalità di lavoro adottata dell’assemblea della Pisana che, come in questo caso, ha lavorato in modo bipartisan ad esclusivo beneficio della salute dei cittadini e delle cittadine laziali. Nello specifico, la nostra Regione si dota di uno strumento necessario per la ricerca la prevenzione e la cura dei tumori. Una legge che insieme ai quattro ordini del giorno rappresenterà un punto di riferimento unico per il rafforzamento della rete oncologica del Lazio”.

ENRICO PANUNZI – «L’istituzione del Registro tumori della popolazione del Lazio segna una tappa molto importante per la sanità del Lazio perché siamo di fronte ad uno strumento che consentirà da una parte interventi di prevenzione e dall’altra attività di diagnosi precoce e screening oncologici. Grazie alla legge si dà il via libera alla raccolta di dati statistici completi dal punto di vista scientifico, che potranno essere d’ausilio nella ricerca. Il Registro tumori verrà insediato presso il Dipartimento di Epidemiologia (Dep) del Servizio sanitario regionale e sarà collegato a cinque unità funzionali, una per provincia, più una unità a carattere regionale specifica per i tumori infantili». Lo afferma in una nota Enrico Panunzi, Presidente Sesta Commissione consiliare Regione Lazio. «Per quanto riguarda i Registri delle province di Latina e Viterbo, gli unici del Lazio già attivati, potranno continuare la propria attività ed entro un anno si costituiranno in unità funzionali – aggiunge – Mi piace sottolineare inoltre due aspetti. Per prima cosa di un testo partecipato, che è stato elaborato con la collaborazione di quanti – personale sanitario in primis – tutti i giorni è alle prese con questo delicato tema. Il via libera all’unanimità, poi, dimostra che quando c’è unità di intenti e si lavora per il bene dei cittadini si raggiungono ottimi risultati».

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