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Aviointeriors, la preoccupazione di lavoratori e sindacati dopo l’arresto di Veneruso

"Gli stipendi verranno pagati? La produzione andrà avanti?". I timori sono legittimi

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LATINA – Il giorno dopo l’arresto dell’imprenditore Alberto Veneruso, della compagna e del suo manager Giorgio Di Mare, lavoratori e sindacati si chiedono che cosa accadrà. Molta preoccupazione perchè nessuno sa ancora se il prossimo stipendio verrà pagato. Anche se Alberto Veneruso aveva, di fatto, lasciato ogni delega per la gestione dell’Aviointeriors di Tor Tre Ponti a Latina Scalo in favore proprio di Di Mare, la sua figura era sempre nota all’interno della società e i soldi con cui fino ad ora sono stai pagati gli stipendi, arrivavano proprio dai suoi conti.

LAVORATORI – “Noi per primi abbiamo presentato una denunciato alla Guardia di Finanza, e questi arresti ci confermano che avevamo ragione. I nostri timori non aumentano perché da anni viviamo in bilico, sull’orlo del licenziamento”.

PRESIDIO – “Se ci avessero ascoltato due anni fa, quando sono partiti i primi licenziamenti, non saremo a questo punto, da sempre infatti denunciamo una situazione al limite della legalità purtroppo passata sempre sotto silenzio – dicono gli ex dipendenti in presidio da due anni fuori dall’azienda – le nostre perplessità sulla gestione dei fallimenti purtroppo si sono rivelate fondate. La nostra lotta oggi non si ferma, anzi ricomincia più forte e serrata di prima con un unico obiettivo: riavere un posto di lavoro”.

UGL – “In questi anni –  afferma Giuseppe Giaccherini, segretario della Ugl metalmeccani di Latina, da sempre in prima linea sulla vertenza – l’imprenditore sul territorio ha portato avanti vari fallimenti e incassato molti soldi pubblici. La preoccupazione è per gli oltre 200 lavoratori che non sanno che cosa ne sarà del loro lavoro”.

UIL – “Siamo molto preoccupati perché stavamo intavolando una discussione con l’azienda – spiega Roberto Caccavello, segretario della Uilm – e speriamo che le trattative non si interrompano. Ora cosa accadrà? Non possiamo saperlo, speriamo solo che il posto di lavoro per i 230 dipendenti venga mantenuto e che gli stipendi vengano pagati”.

CGIL – “Non possiamo dire che non ci aspettavamo un’azione dalla magistratura – dice Tiziano Maronna della Fiom Cgil – i fallimenti di cui si è reso protagonista Veneruso non potevano passare inosservati. E se questo arresto arriva per i fallimenti di Agw e Alfer c’è timore per quello che potrebbe accadere quando si scoprirà il coperchio sull’altro fallimento, quello della Meccano.

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