attentato a Berlino

Amis Amri, gli investigatori seguono la pista pontina. Il terrorista forse diretto ad Aprilia

Sequestrati alcuni telefoni cellulari nel corso delle perquisizioni a Campoverde

CAMPOVERDE – Alcuni telefoni cellulari sono stati sequestrati nel corso delle due perquisizioni eseguite dalla Digos a Campoverde, ad Aprilia, nell’ambito dell’inchiesta della procura di Roma sull’attentato di Berlino.
I controlli sono scattati alla scoperta di contatti che Amis Amri ha avuto un anno fa con un connazionale residente a Campoverde e attualmente detenuto per spaccio di droga a Velletri. Dagli stessi accertamenti disposti dal pm Francesco Scavo è emerso anche che Amri è stato ospite nelle due abitazioni (la prima occupata dalla moglie italiana del detenuto, la seconda abitata da parenti della stessa donna) nel 2015. Gli apparecchi telefonici sono ora oggetto di verifiche per stabilire se ci siano stati contatti con il terrorista tunisino dopo la strage di Berlino. Il sospetto degli investigatori è che la destinazione di Amri, prima del conflitto a fuoco in cui è morto a Sesto San Giovanni, fosse proprio l’Agro Pontino.

PERMANENZA – L’ultima volta Amri è stato ad Aprilia a luglio, poi ha fatto perdere le sue tracce, subito dopo una rissa scoppiata a Campoverde tra immigrati. Dopo quell’episodio, anche se non era coinvolto, ha lasciato la casa.
Ora nessuno nella frazione di Campoverde crede alla possibile presenza di una “cellula” di terroristi in zona, forse si tratta più di un “appoggio” che Amri ha avuto dal conoscente. Una ricostruzione però, che apre diversi interrogativi che riguardano l’intero territorio provinciale.

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