il film

“Socialmente pericolosi” al Traiano di Terracina: la vera storia di Fabio Venditti, giornalista amico di un boss della camorra

Nel racconto anche la vicenda di un gruppo di ragazzi dei Quartieri Spagnoli protagonisti e coautori di due doc

TERRACINA – Sarà proiettato dal 2 all’8 febbraio presso il Cinema Teatro Traiano di Terracina con tre proiezioni giornaliere: 18.30, 20.30, 22.30, il film Socialmente Pericolosi, di Fabio Venditti, con Fortunato Cerlino e Vinicio Marchioni, che racconta la difficile amicizia fra un giornalista e un camorrista. Una storia che Fabio ha vissuto sulla sua pelle.

Ne abbiamo parlato proprio con lui

Tratto da una storia vera e prodotto da Massimo Spano e da Michelangelo Film con Una Vita Tranquilla e con Rai Cinema, Socialmente pericolosi, il film di Fabio Venditti con Vinicio Marchioni e Fortunato Cerlino che racconta con passione la storia dell’amicizia fraterna fra un giornalista televisivo e un camorrista ergastolano, da una parte; e la vicenda di un gruppo di ragazzi dei Quartieri Spagnoli di Napoli protagonisti e coautori di due documentari andati in onda su TG2 Dossier. Due vicende entrambe reali.

Doppio, quindi il piano narrativo: quello della vicenda umana affidato alla densa interpretazione di Marchioni e Cerlino. E quello documentaristico che riprende frammenti delle interviste che hanno fatto parte dei due speciali (Le compagne di Gilda e Quartieri Spagnoli Italia) di Tg2 andati in onda nel 2013. Con una nota: le parti della sceneggiatura ambientate in carcere sono tutte scritte dagli stessi carcerati, coordinati da Antonio Turco che dirige la Compagnia Teatro Stabile Assai.

LA TRAMA – Fabio Valente è un giornalista ed inviato (Vinicio Marchioni, il Freddo di Romanzo Criminale). Mario Spadoni è un camorrista condannato all’Ergastolo (Fortunato Cerlino, il Boss di Gomorra, la serie). I due si conoscono in occasione di un reportage dal carcere di Sulmona. La loro confidenza cresce con il tempo e con gli incontri che si susseguono per scrivere un libro sulla terrificante guerra di camorra degli anni’80. Insieme decidono di mettere in piedi un progetto di studio e di lavoro per i ragazzi di strada dei Quartieri Spagnoli di Napoli. Un percorso durissimo per il giornalista romano che si immerge in quel mondo con delle regole tutte sue, dove il tipo di relazioni del mondo cosiddetto normale sono non soltanto disattese, ma addirittura del tutto sconosciute. Però ottenendo, a volte, dei risultati sorprendenti. Quando all’ex boss viene diagnosticata una patologia gravissima quasi allo stato terminale, il suo nuovo amico si sente in dovere di combattere perché riceva cure adeguate. Quantomeno, per non lasciare che muoia senza averle provate tutte. Si offre di ospitarlo agli arresti domiciliari nella sua casa di Roma, dove vive con la moglie (Michela Cescon) e la figlia quindicenne (Blu Yoshimi), provocando anche un piccolo terremoto familiare. Al piano di sotto, abitano la figlia più grande (23 anni, Eleonora Pace) e suo marito. In una sequenza di momenti durissimi e di colpi di scena continui fra i pericoli determinati dalla malattia e dai sospetti di un ritorno all’attività criminale del boss uscito dal carcere per gravi motivi di salute, il film non perde per un secondo la tensione  narrativa. Con dei sapori molto diversi fra loro nel finale.

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