Sanità, arriva un primario per il Dono Svizzero, ma “La situazione è al collasso”, denuncia la Uil

FORMIA – Nel giorno in cui la Regione Lazio rende nota la decisione dell’assunzione di un ulteriore primario alla Asl di Latina (per la dirigenza del Pronto Soccorso del Dono Svizzero di Formia), che va ad aggiungersi ai cinque per i quali entro la fine del 2017 sarà bandito il concorso, la Uil Funzione pubblica invia una nota impietosa sullo stato della sanità pontina.

UIL – le strutture ospedaliere sono obsolete e congestionate; le necessarie apparecchiature sanitarie sono vecchie, insufficienti se non addirittura assenti; le dotazioni organiche sono talmente carenti che non si riescono a garantire né gli standard assistenziali normativamente previsti né i diritti fondamentali dei lavoratori, insomma una situazione letteralmente al collasso che si ripercuote inevitabilmente sull’offerta sanitaria erogata ai cittadini: lunghe liste di attesa; sovraffollamento dei Pronto Soccorso (perfino Striscia la Notizia ha testimoniato la dura realtà); servizi inesistenti e la conseguente migrazione sanitaria; il grado d’insoddisfazione degli utenti e degli stessi operatori. Gli organici sono ridotti all’osso ed il personale subisce quotidianamente uno stress psicofisico correlato che incide pericolosamente sulla propria salute e sulla serenità lavorativa; elementi indispensabili per garantire una elevata e necessaria professionalità nelle aree dei servizi essenziali e ad alta intensità assistenziale.
A ciò si aggiunge l’incertezza sulla gestione del personale, non ultima la questione relativa alla stabilizzazione del personale precario (circa 600), che ha ingenerato una situazione di forte sconcerto e malcontento tra gli operatori.
Tale circostanza esaspera il personale interessato poiché oltre a sostenere altissimi carichi di lavoro è da mesi impossibilitato a beneficiare dei diritti minimi contrattuali e di Legge quali i riposi, le ferie, i permessi e la regolarità dei turni di lavoro.
Riteniamo che la popolazione del territorio pontino, per quanto riguarda le prestazioni sanitarie, sia figlia di un Dio minore e secondo una scala di attribuzione regionale debba considerarsi di serie B ed addirittura di serie C in alcune zone. La UIL FPL Latina, chiede l’intervento degli organi istituzionali in indirizzo a difesa dei cittadini e dei lavoratori per la salvaguardia dei loro diritti costituzionalmente sanciti e in caso contrario, ritiene appropriato chiudere i servizi che non osservano esaurientemente la legislazione sanitaria nazionale e regionale, in termini di standard e di sicurezza, poiché le deficienze organizzative, strutturali e finanziarie non possono continuare a ricadere sempre ed unicamente sulle spalle dei lavoratori e dell’utenza bisognevole!
Chissà che non sia il caso di chiedere l’intervento umanitario della protezione civile, della Croce Rossa oppure dell’ONU?

Clicca per commentare

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

In Alto