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L’Ugl inaugura il “Villaggio” in piazza del Popolo e presenta il rapporto sui giovani: “4 su 10 sono senza lavoro”

L'intervista a Paolo Capone

LATINA – E’ stata inaugurato oggi il Villaggio della Ugl a Latina che per tre giorni invaderà piazza del Popolo. Il segretario generale Ugl, Francesco Paolo Capone ha raccontato che cosa sta cambiando in Italia nel mondo del lavoro con un particolare riferimento alla provincia di Latina e ai giovani, per i quali è stato presentato un rapporto che disegna un quadro molto allarmante.

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“Non è un Paese per giovani” è il titolo della ricerca dell’Ugl Giovani ma è anche la sintesi di una delle più grandi preoccupazioni: “Il nostro è un Paese fermo e stagnante, così come lo sono le prospettive e la vita stessa dei giovani, delle famiglie, degli anziani. Noi siamo qui per ragionare, per proporre soluzioni, per contribuire a rifondare una Italia migliore, così come grazie al sudore e alla forza degli uomini e della politica è stata fondata Latina”, ha detto Capone. Secondo la ricerca “il numero di disoccupati in Italia è inesorabilmente cresciuto nell’ultimo decennio. Nel 2007 le persone in cerca di occupazione risultavano quasi 1,5 milioni. A distanza di 10 anni il numero è raddoppiato. Oggi i disoccupati sono poco più di 3 milioni (media 2016). Se a questi si aggiungono altri 2 milioni circa dei cosiddetti scoraggiati, stiamo discutendo di un bacino di circa 5 milioni di giovani in evidente stato di difficoltà”. “A Latina – ha aggiunto Daniele Morello di Ugl Giovani – l’occupazione segna un record storico negativo pari soli 36,7% di giovani che lavorano e per giunta con stipendi medi di 1000 euro”.
“In media in Italia solo 40 giovani (15-34 anni) su 100 hanno un’occupazione. – è scritto nel rapporto – Ma il dato territoriale mostra differenze notevoli. Se, infatti, in territori quali la Provincia Autonoma di Bolzano, l’Emilia Romagna e la Lombardia l’occupazione tra i 15 e i 34 anni è superiore al 50%, in Calabria, Sicilia, Campania e Puglia risultano occupati meno di 30 giovani su 100 (valori al 2016)”.
La ricerca approfondisce anche il rapporto con il web tra i giovani per la ricerca del lavoro. Linkedin ad aprile 2017 raccoglieva nella piattaforma circa 5,5 milioni di curriculum di giovani Italiani sino a 34 anni, mentre anche Facebook vede sempre più aziende presenti al proprio interno. L’Istat calcola che il 39,2% delle imprese italiane più strutturate abbiano una presenza almeno su un social media. Nonostante l’avvicinamento al web social da parte di molte imprese, su Linkedin, ad esempio, a fronte di 4 milioni di profili aziendali solo 42 mila aziende italiane erano quest’anno alla ricerca di personale. L’Istat rileva, del resto, che solo il 12,4% delle imprese considera effettivamente strategico il digitale scegliendo di utilizzare personale interno appositamente dedicato alle funzioni Ict, Web e Social.

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