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Affitti, a Latina l’offerta cresce del 5,4%

Le case in centro, troppo care, si svuotano, quelle in periferia vanno per la maggiore

LATINA – Crescono gli affitti a Latina, e nella provincia pontina, dove dal settembre 2016 a oggi l’offerta di abitazioni in locazione è cresciuta, facendo rimarcare un +5,4%, dato decisamente superiore a quello nazionale (+3,7%) sebbene ancora inferiore rispetto agli anni precrisi, in cui si registravano incrementi a doppia cifra.
È quanto emerge dai dati della nota trimestrale Omi, lo studio realizzato dall’Osservatorio del mercato immobiliare dell’Agenzia delle Entrate, comparata con dati Fiaip nazionale.
«Il calo della domanda delle famiglie potenzialmente interessate ad acquistare una casa negli ultimi anni ha, di fatto, favorito un aumento della richiesta di abitazioni in locazione», spiega il presidente provinciale Fiaip, Santino Nardi. A Latina cresce dunque l’offerta di case in affitto e aumentano le famiglie che traslocano in cerca di canoni di locazione meno cari. Questa tendenza ha portato all’aumento di case sfitte nel centro a favore di una richiesta maggiore nei borghi e nelle periferie.
A confermarsi zona di maggior pregio nel capoluogo, e conseguentemente più cara, l’area Cucchiarelli – via Milano, storica zona residenziale individuabile tra via del Lido e il centro Morbella, «dove per un appartamento in buone condizioni il canone medio oscilla tra i 6,7 e i 10,2 euro al metro quadro, ovvero per affittare un bilocale di circa 75 metri quadrati sono da preventivare mediamente (le variabili sul prezzo possono essere dovute al piano, ascensore, riscaldamento autonomo ecc) una spesa mensile quantificabile intorno ai 650 euro. Quella più economica si conferma l’area Lido/Borghi dove l’asticella per l’affitto è posta tra i 5,5 e i 6,8 euro/mq al mese, ovvero per la stessa tipologia si andranno a spendere, con tutti i distinguo del caso, circa 450 euro/mese».
«La contrazione dei canoni è stata determinata dalla maggiore offerta di immobili in locazione – continua Nardi – e dalla diminuzione della disponibilità di spesa dei potenziali inquilini, il cui parco clienti è formato da coloro che non sono in condizione di acquistare in quanto non riescono ad accedere al mercato del credito, primi fra tutti i giovani, i monoreddito e gli immigrati. A questi si aggiungono poi gli studenti, i lavoratori fuori sede e coloro che volutamente scelgono l’affitto in attesa di vedere cosa accadrà sul fronte dei prezzi per un eventuale acquisto».
A cercare una casa in affitto – continua il report Fiaip – nel 61% dei casi sono persone single, per la maggior parte divorziati o separati. La quota rimanente è rappresentata dalle famiglie. Per quanto riguarda la tipologia di immobili offerti, il 39% delle case in affitto sono trilocali, seguiti da un 25% di bilocali e un 16% di monolocali. Il 32% si trova in zona semi centrale, il 29% più verso il centro. Per quel che riguarda le età degli affittuari, il 45,4% dei potenziali inquilini hanno un’età compresa tra 18 e 34 anni, il 25,8% tra i 35 e 44 anni, il restante 28,8% è over 45.
Dal mercato residenziale delle locazioni arrivano quindi segnali incoraggianti. Non è così per i locali commerciali. «I consumi ripartono, seppure lentamente – osserva il presidente provinciale Santino Nardi -, ma la crisi del commercio non si arresta. I segnali della resa sono ben visibili nelle centinaia di saracinesche abbassate della nostra città, anche di negozi dal brand prestigioso, e in strade che erano il regno dello shopping ma che ora sono sempre più deserte e sempre meno sicure”. La Fiaip rileva che nel 2016 oltre 200 esercizi commerciali hanno chiuso. Le cause? «Certo la crisi – conclude Nardi -, ma anche le liberalizzazioni e i canoni non ancora del tutto in linea col momento».

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