sanità

Chikungunya, tavolo tecnico in Regione. Procede secondo i programmi, la disinfestazione

Tre i casi i provincia, tutti concentrati nella frazione di Latina Scalo

ROMA – Si è svolto in Regione Lazio oggi un tavolo tecnico sulla problematica zanzare infette che ha riguardato in particolare la zona di Roma, Anzio e Latina.

Al tavolo tecnico convocato dal coordinatore regionale della Sanità, erano seduti, oltre alla Regione Lazio, l’Istituto Superiore di Sanità,  l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale, l’Asl Rm H6, e i comuni interessati dal virus.

LATINA –  Al tavolo ha partecipato la Asl e in rappresentanza dell’Amministrazione comunale di Latina il dirigente del servizio Ambiente e Protezione civile, Sergio Cappucci. L’Azienda sanitaria locale ha confermato i tre casi di febbre virale accertati nel capoluogo pontino, concentrati tutti nella frazione di Latina Scalo. Il Comune ha dato conto sia del trattamento di disinfestazione ordinario svolto durante l’estate, a fine luglio nei pressi di Latina Scalo, sia del trattamento straordinario avviato nelle zone di residenza e nei luoghi di lavoro dei pazienti affetti in questi giorni. Le linee guida indicate dal Ministero della Salute prevedono che le operazioni di disinfestazione coprano le aree limitrofe per un raggio di 200 metri, nello specifico l’Amministrazione, in via del tutto precauzionale, ha  provveduto ad estendere il raggio d’azione a 500 metri. Una misura apprezzata dalla stessa Regione, anche per la celerità di azione dell’amministrazione Comunale di Latina. Il trattamento, larvicida e adulticida, è infatti iniziato nel pomeriggio di sabato scorso e proseguirà nei prossimi giorni fino a mercoledì 20 settembre incluso. La ditta incaricata dell’intervento, con cui il Servizio Ambiente è in contatto costante, ha riscontrato ampia disponibilità nella cittadinanza che ha agevolato l’ingresso del personale preposto anche nelle aree private da disinfestare. Dalla scorsa settimana non sono giunte da parte delle autorità competenti altre segnalazioni, ma il Sindaco sta valutando la possibilità, sempre in via del tutto precauzionale, di pubblicare un ordinanza per contrastare ancor più efficacemente il problema.

ANZIO – “Ci siamo attivati immediatamente – dice il Sindaco di Anzio, Luciano Bruschini – intervenendo, la sera stessa del 7 settembre, con trattamenti larvicidi ed adulticidi, in zona Lido delle Sirene/Cincinnato e su tutto il territorio comunale. I nostri interventi sono stati confermati, in sede di riunione, dall’Istituto Zooprofillattico che, a nostra insaputa, dal 7 settembre, era presente ad Anzio per monitorare il fenomeno ed i nostri immediati trattamenti che, in totale accordo con gli Enti preposti, proseguiranno fino a debellare il fenomeno. Come hanno sostenuto gli esperti il caso zero della patologia è sicuramente una persona viremica che ha portato il virus ad Anzio”. Il Sindaco invita tutti i proprietari di immobili ad evitare la formazione di depositi d’acqua e a svuotare e disinfettare le piscine all’interno dei giardini privati, in modo da evitare la formazione di larve in acque stagnanti.

DONAZIONI – “Abbiamo scongiurato uno stop generalizzato delle donazioni di sangue in tutta l’area metropolitana di Roma, limitandolo, al momento, al territorio di Anzio e della Asl Roma 2”, lo ha annunciato Vincenzo Panella, a capo della direzione Salute della Regione, dopo quella che ha definito una vera e propria trattativa con il Centro nazionale sangue dopo l’allarme da virus Chikungunya. Il dirigente regionale è stato ascoltato, per fornire un’informativa, dalla commissione Politiche sociali e salute della Pisana, presieduta da Rodolfo Lena. Secondo la ricostruzione fornita ai consiglieri, il rischio maggiore per la salute pubblica sarebbe infatti maggiormente legato alla carenza di scorte di sangue per trasfusioni, che alla diffusione stessa del virus, ovvero una forma influenzale particolarmente fastidiosa e dolorosa ma non mortale, che viaggia attraverso sangue infetto iniettato con puntura di zanzare tigre.

“I protocolli nazionali e internazionali da applicare in caso di presenza di focolai di malattie infettive in un territorio circoscritto – ha spiegato Panella – prevedono, al superamento di una certa soglia, la sospensione delle donazioni di sangue in tutta la provincia. Capirete che il concetto di provincia, applicata ad Anzio e quindi a Roma, significa fare riferimento ad un’area vastissima, con una popolazione paragonabile a quella di una media regione italiana. Per questo – ha continuato il direttore – con l’ausilio di infettivologi ed entomologi, abbiamo sostenuto la tesi secondo cui basta per il momento escludere dalle donazioni solamente i residenti nell’area di Anzio e della Asl Roma 2, incoraggiando anzi il resto della popolazione a recarsi presso i centri trasfusionali. Il resto delle sacche che continuiamo a raccogliere normalmente in tutta Roma e nel Lazio – ha concluso – vengono infatti semplicemente messe in quarantena per un periodo di cinque giorni e poi possono normalmente essere utilizzate, in assenza dell’insorgere del virus nei donatori, monitorati in modo specifico durante questa fase da volontari e medici di famiglia”. Questo perché non esiste ancora un test per effettuare immediatamente e su larga scala lo screening per la presenza del virus in tutte le sacche di sangue donato.

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