l'iniziativa

Un sistema culturale integrato per le città di Fondazione

Prima riunione a Latina; diversi gli attori coinvolti tra cui i Comuni di Aprilia, Pontinia e Sabaudia

LATINA – Primo incontro oggi in Comune tra gli attori impegnati alla realizzazione del “Sistema Culturale Integrato: Le Città di Fondazione”.

Nella sala Enzo De Pasquale si sono riuniti, convocati dall’Assessorato alla Cultura, e alla presenza del Sindaco Damiano Coletta, i rappresentanti dei soggetti che hanno aderito al progetto di cui il Comune di Latina è capofila: i Comuni di Aprilia, Sabaudia e Pontinia, l’Università La Sapienza, la Camera di Commercio di Latina, il Consorzio di Bonifica dell’Agro Pontino, l’associazione “Le strade del vino”, il conservatorio di musica Respighi, l’Istituto Agrario San Benedetto e il Liceo Artistico di Latina, l’Archivio di Stato, i musei Piana delle Orme e della Terra Pontina, il Campus Internazionale di Musica, l’istituto Casa dell’Architettura, la biblioteca storico umanistica “Albenziana”, l’Istituto di Bibliografia Musicale di Roma, l’Istituto Nazionale di Studi Romani, la Fondazione Camillo Caetani, l’Istituto Don Luigi Sturzo.

Il via alla istituzione di un Sistema Culturale Integrato è stato dato dall’avviso pubblico della Regione Lazio “La Cultura fa Sistema” con cui si vogliono valorizzare i sistemi di servizi culturali già costituiti e incoraggiare nuove strategie di sistema ha spiegato l’Assessore alla Cultura Antonella Di Muro.

I quattro Comuni di Latina, Aprilia, Sabaudia e Pontinia hanno partecipato al bando presentando un progetto che include dieci servizi culturali accreditati alle Organizzazioni Bibliotecaria Regionale (O.B.R.) e Museale Regionale (O.M.R.) e si incentra, non a caso, sul tema delle Città di Fondazione.

“L’idea di fare rete per la valorizzazione del patrimonio storico, architettonico, culturale e paesaggistico delle Città di Fondazione – ha spiegato l’Assessore – nasce per fare fronte alla riduzione della spesa pubblica che ha interessato il settore culturale nell’ultimo decennio. La creazione di un network culturale integrato è possibile e auspicabile per la storia che possiamo raccontare. Ci consentirà di sviluppare attività attraverso un progetto condiviso in uno scenario di area vasta; per la risoluzione delle principali criticità che opprimono gli enti pubblici: mi riferisco alla scarsa fruibilità dei poli museali e agli orari di apertura, alla mancanza di spazi adeguati per le esposizioni, alle carenze in termini di programmazione e promozione degli eventi, all’abbattimento delle barriere architettoniche, culturali, cognitive, sensoriali”.

“Da cittadino – ha sottolineato il Sindaco Coletta – ho avuto sempre la sensazione che i luoghi di fondazione non fossero adeguatamente valorizzati. Anche per questo da Sindaco ho partecipato con convinzione alla primogenitura di questo progetto. Il nostro territorio dispone di grandi risorse culturali, storiche, naturali e quest’iniziativa è il primo gradino per riconoscerle e rivalutarle. La cultura deve essere il collante che tiene unite queste risorse e gli attori locali, sociali e politici”.

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