Violenze, minacce, maltrattamenti e stalking, cinque provvedimenti in poche ore a Latina

La Polizia ha arrestato un 26enne a Latina, per lui l'accusa è anche di violenza sessuale

LATINA  – Ancora violenze sulle donne, solo nella giornata di ieri la Polizia ha eseguito ordini restrittivi per  cinque persone.

LATINA – La Squadra Mobile di Latina ha arrestato MARCUS Dragos Daniel, 26enne romeno. Il provvedimento è scattato dopo due denunce presentate dalla fidanzata a febbraio per maltrattamenti in famiglia, violenza sessuale, lesioni aggravate e sequestro di persona. L’uomo, abusando di sostanze alcoliche, aveva ripetutamente maltrattato la ragazza minacciandola e privandola anche della propria libertà personale, chiudendola per diverse ore all’interno delle camera da letto. In una occasione, sempre ubriaco, con la violenza ha costretto la ragazza ad aver un rapporto sessuale. In più occasioni la giovane è stata picchiata e, nell’ultima occasione il 26enne le aveva cagionato un trauma cranico e lividi alle braccia e al volto, ferite per cui è stato necessario l’intervento sanitario. L’uomo, è ora in carcere a Latina.

La stessa Squadra Mobile, ha adottato un provvedimento di allontanamento dalla casa familiare e divieto di avvicinamento alla persona offesa nei confronti di un uomo, M.L. le sue iniziali, di 47 anni, segnalato alla Autorità giudiziaria per maltrattamenti in famiglia e minacce gravi, nei confronti della convivente. La Squadra Volante era intervenuta in mattinata in via Helsinky per la segnalazione di una lite violenta e, una volta sul posto, ha trovato la donna ancora in stato di agitazione, dopo l’ennesima lite con il suo compagno. Subito dopo la donna ha raccontato e denunciato lo stato di vessazione continua in cui era stata costretta a vivere negli ultimi tempi. A scopo precauzionale in casa del 47enne sono state ritirate numerose armi da fuoco e un consistente quantitativo di cartucce regolarmente detenute.

Un altro provvedimento è stato emesso il sei marzo nei confronti di un uomo, D.B.A. di anni 53 con il diviate di avvicinarsi ai luoghi frequentati dalla compagna. L’uomo è ritenuto responsabile dei reati di stalking e lesioni aggravate. Il 53nne aveva ripetutamente minacciato di morte la compagna, contattandola telefonicamente in maniera ossessiva e inviandole numerosi messaggi. In una circostanza aveva minacciato la donna e i suoi familiari con un coltello. Senza dimenticare le lesioni personali gravi, con lividi, fratture e lesioni al collo e al polso sinistro con un coltello.

TERRACINA – gli Agenti della Squadra Anticrimine del Commissariato di Terracina, hanno eseguoto il provvedimento nei confronti di un terracinese di 30 anni, che prevede il divieto di avvicinamento alla vittima e ai suoi familiari, in quanto resosi responsabile del reato di atti persecutori. La vittima 25enne, del posto, aveva avuto una relazione con il giovane la scorsa estate. Da quel momento l’uomo ha iniziato ad inviare alla sua ex copiosi messaggi tra i quali alcuni dal contenuto inquietante. Ha prima incolpato la ragazza del “fallimento” della relazione, poi ha palesato un odio profondo augurando alla sua ex, con cadenza quotidiana, ogni sorta di male. Ben presto lo “stalker” ha esteso le minacce anche agli stretti congiunti della vittima generando in un intero nucleo familiare e nel nuovo compagno un costante e perdurante stato di ansia. Una notte si è presentato a casa della ex e quando la ragazza è uscita di casa l’ha afferrata per la testa strattonandola violentemente. Lo stalker ha continuato con pedinamenti e altri atti intimidatori. In uno dei tanti episodi, la ragazza si trovava con degli amici in un locale quando il suo ex ha fatto irruzione all’interno, schiaffeggiandola violentemente. La 25enne ha quindi deciso di denunciare tutto. Ieri la Polizia ha eseguito il provvedimento.

Un altro caso di maltrattamenti si era verificato a Gaeta.

4 Commenti

4 Commenti

  1. Loredana Basilici

    Loredana Basilici

    10 Marzo 2018 alle 8:12

    E comunque hanno soltanto preso provvedimenti restrittivi,senza sbatterli dentro…aspettiamo un’altra strage!Io mi sento Antonietta,lo Stato prende provvedimenti ma non protegge!Vergogna

  2. Rosella Frasca

    Rosella Frasca

    10 Marzo 2018 alle 8:22

    Perché mettete i nomi degli stranieri e invece solo le iniziali degli italiani ?

  3. Luciano Grigio

    Luciano Grigio

    10 Marzo 2018 alle 8:55

    Che inutili pezzi di merda, andrebbero rieducati con i loro stessi metodi e anche di più

  4. Laura Cataldi

    Laura Cataldi

    10 Marzo 2018 alle 15:24

    Vanno rinchiusi questi viscidi vermi

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