l'inchiesta

Operazione Arpalo, le indagini in Svizzera e il suicidio dell’avvocato Censi

In una intercettazione Maietta chiede a Colletti di "Tenere su la baracca"

LATINA – Un sistema collaudato, semplice, e proprio per questo complesso. Le indagini di polizia giudiziaria e quelle patrimoniali hanno evidenziato nell’operazione Arpalo il ruolo di Pasquale Maietta e dei suoi collaboratori, promotore e organizzatore dell’associazione per delinquere, composta da una rete di fiduciari che, attraverso la costituzione di società schermo, sia in territorio svizzero che in quello italiano, hanno movimentato ingenti capitali utilizzati per acquisizioni immobiliari, appartamenti in cui spesso venivano ospitati i giocatori del Latina Calcio, ma anche per pagare la fideiussione che ha permesso l’iscrizione al campionato di serie B, e per l’arricchimento personale.

Le indagini di Polizia e Guardia di Finanza si è sviluppata attraverso acquisizioni e perquisizioni, audizioni di testimoni ed intercettazioni telefoniche e ambientali, e perfino attraverso la ricomposizione di pizzini trovati nel cestino dello studio dell’avvocato Censi che si è suicidato nel 2015 e che si lega all’inchiesta Arpalo nella quale sono state effettuate due rogatorie internazionali con l’autorità giudiziaria svizzera, consentendo di raccogliere gravi indizi di reato su un sofisticato sistema di riciclaggio internazionale messo in atto attraverso la strumentale costituzione in Svizzera di 4 società anonime, con sede legale a Lugano. Il penalista pontino si è recato in Svizzera pochi giorni prima di suicidarsi e, secondo gli investigatori Censi e Colletti sapevano di essere sotto osservazione, tanto che comunicavano attraverso scritte su fogli di carta per eludere eventuali microspie.

Dopo la morte del professionista, dall’ordinanza firmata dal giudice Laura Matilde Campoli ergono le preoccupazioni di Maietta che in una telefonata, chiede a Colletti di “Tenere su la baracca”. Le indagini sulla morte dell’avvocato non sono ancora concluse.

2 Commenti

2 Commenti

  1. Germano Buonamano Mancaniello

    Germano Buonamano Mancaniello

    17 Aprile 2018 alle 17:05

    Sai in questo ospedale pubblico da laddove fu staccato il condizionatore per rinfrescare le palle dei calciatori che persero la partita con il Cesena manca addirittura la linea per il segnale TV in teoria un paziente oltre che deve attendere nel Pronto Soccorso due notti su di una barella in attesa che si liberi un posto in reparto su quella barella ci può restare anche tre notti sempre nei corridori del Pronto Soccorso Ospedale Santa Maria Goretti e qui si capisce perfettamente il perché un ospedale è malconcio per colpa della malasanità però, nonostante tutti i politici corrotti e collusi sono privilegiati.

  2. Germano Buonamano Mancaniello

    Germano Buonamano Mancaniello

    17 Aprile 2018 alle 17:11

    A quei personaggi della politica che si permisero il lusso di dire lavoriamo per l’ospedale Santa Maria Goretti poi con il tempo indagati perché corrotti e collusi bisognerebbe buttare le chiavi e sbatterli in una cella al 41Bis senza ne pane e ne acqua, invece qui in Italia il Politico corrotto e colluso nonostante è corrotto e colluso è il più delle volte privilegiato fino al midollo osseo.

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