l'incontro

Violenza sui minori, troppe le vittime. I numeri nel convegno “L’Orco non vive nelle favole”

Il Vescovo Mariano Crociata tocca il delicato tema della pedofilia nella Chiesa

LATINA – “Non accettate caramelle dagli sconosciuti”, era la frase che spesso sentivamo dire dai nostri genitori che cosi ci mettevano in guardia sui pericoli del mondo. Oggi non è più così, è stato spiegato oggi nel corso del convegno che si è svolto presso la Curia Vescovile di Latina organizzato dall’associazione Forma Mentis e dal polo polispecialistico San Giuseppe di Latina Scalo dal titolo: “L’orco non vive nelle favole”.

Non è più così dicevamo, e non lo è perchè nel 70% dei casi le violenze sui minori avvengono dentro la mura di casa. “Sono oltre 80mila i bambini che in Italia, in un anno, subiscono violenze, dei quali 800 solo nel Lazio. Ma questa – ha detto la presidente di Forma Mentis, Clarita Pucci – è solo una stima approssimativa, la punta dell’iceberg, visto che 1 bambino su 3 non chiede aiuto”, per la fiducia che nutre nei confronti di chi dovrebbe proteggerlo. Un argomento drammatico per cui c’è ancora molto lavoro da fare: “Con questo incontro noi vogliamo dare strumenti, non è sufficiente indignarsi, bisogna dare risposte. Speriamo che questa sia l’inizio di una strada da percorrere insieme per mettere in campo una azione sinergica e forte ognuno nel suo campo”. Un ruolo fondamentale lo gioca la prevenzione “che non si può misurare in numeri, ma è importante per evitare sofferenze future”.

“Noi, come azienda sanitaria – ha detto Francesco Curinga, del centro polispecialistico di Latina Scalo – abbiamo un obiettivo: accogliere queste famiglie e dare loro un aiuto concreto. Ecco anche spiegato il senso del titolo, forte, L’orco non vive nelle favole: la favola deve raccontare qualcosa di bello, ma chi si trova a vivere la violenza non ha fiducia nel futuro, questo deve cambiare”.

Il Vescovo Mariano Crociata nel suo intervento ha parlato di un tema molto delicato, quella della pedofilia “nel clero cattolico, un fenomeno deplorevole di proporzioni enormi. Le decisioni prese da Benedetto XVI prima e da Papa Francesco ora sono misure importanti per cercare di riparare il danno subito dalle vittime e per condannare chi si è macchiato del terribile peccato. Ci vuole ancora tempo per elaborare il senso di quanto accaduto in questi anni, la strada è lunga e ancora tortuosa. Il convegno di oggi – ha concluso il Vescovo – dà un contributo importante per la crescita della coscienza pubblica”.

Un convegno che, ha spiegato il Garante per l’infanzia della Regione Lazio si pone tre obiettivi: la conoscenza delle istituzioni, gli strumenti di diffusione per capire cosa si fa per tutelare i ragazzi e capire come i genitori e insegnanti possono intervenire per affrontare l’emergenza. “Non parlerò di numeri – ha spiegato Jacopo Marzetti – ma di progetti che abbiamo in campo per la prevenzione. Latina è molto attiva sotto questo punto di vista, è l’unica provincia ad avere uno sportello di ascolto per famiglie e minori guidati da Monica Sansoni, perchè organizza sistematicamente incontri nelle scuole, con le famiglie, con gli stessi ragazzi per confrontarsi e ragionare sul problema della violenza sui minori”.

Al convegno hanno preso parte le autorità civili e militari. Era presente il sindaco di Latina, Damiano Coletta che ha posto l’attenzione su due temi: “la fragilità e la solitudine, in un tempo in cui si è perso il senso della relazione solo incontrando lo sguardo dell’altro si può tornare a interagire. La tecnologia purtroppo frena la capacità di contatto. Il Comune di Latina è molto sensibile al problema e con i servizi sociali lavoriamo molto anche in questo ambito Ognuno deve fare la propria parte per fornire strumenti e percorsi”.

 

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