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Lavoratori del Cup, trovato un accordo con la Regione. Solo Cgil non firma

Lo sciopero del 3 settembre non ci sarà, ma viene mantenuto lo stato di agitazione

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LAZIO – La Regione Lazio ha incontrato oggi le sigle sindacali per dipanare la matassa che riguarda circa duemila lavoratori del Cup: taglio dei salari e demansionamento del personale le questioni più spinose. “Il compito della regione Lazio – dice il presidente della commissione sanità Giuseppe Simeone – resta quello di farsi garante del rispetto delle condizioni salariali e dei livelli occupazionali”.

Nell’incontro, dopo un serrato confronto, è stato sottoscritto da Cisl Lazio, Uil Roma e Lazio e dalle categorie Cisl-Fp Lazio, Fisascat-Cisl Lazio, Uil-Fpl Roma e Lazio e Uil-Trasporti Roma e Lazio, un verbale in cui la Regione Lazio ha confermato integralmente i contenuti degli accordi già firmati nel 2015, 2016 e 2017 per il mantenimento dei livelli occupazionali e salariali dei lavoratori impiegati nei servizi Cup e amministrativi. “Accordi ad oggi inaccettabilmente inapplicati”, dicono le confederazioni e le federazioni di categoria di Cisl e Uil del Lazio al termine dell’incontro. “Abbiamo preteso e ottenuto l’istituzione di un gruppo di lavoro composto da Regione Lazio e sindacati firmatari del verbale per elaborare entro 10 giorni una proposta tecnica che mantenga inalterate occupazione e retribuzioni” spiegano in una nota i segretari generali Paolo Terrinoni (Cisl Lazio), Alberto Civica (Uil Roma e Lazio), Roberto Chierchia (Cisl-Fp Lazio), Sandro Bernardini (Uil-Fpl Roma e Lazio), Carlo Costantini (Fisascat-Cisl Lazio), Simona Rossitto (Uil-Trasporti Roma e Lazio).
“Contemporaneamente la Regione Lazio si è impegnata a bloccare le procedure di cambio appalto di tutti i lotti fino alla conclusione del lavoro tecnico, così come le azioni unilaterali degli enti subentranti. Inoltre, verranno da subito attivati tavoli di confronto con le aziende sanitarie e gli enti gestori per rendere omogenei i trattamenti economici dei lavoratori che hanno già sottoscritto contratti individuali a partire dalla Asl Roma 1”, dicono i segretari.
Lo stato di agitazione rimane comunque aperto ma viene sospeso il presidio previsto per il 3 settembre, ma se non si produrranno entro i 10 giorni i risultati auspicati, si procederà con lo sciopero e il conseguente blocco totale dei servizi”.

CGIL DICE NO – “La riunione di oggi è stata positiva – ha detto Donatella Onofri della segreteria Cgil Roma e Lazio – ma l’irrigidimento sulla iniziativa del 3 settembre è incomprensibile. Crediamo, infatti, sia necessario informare i lavoratori di come procedono le cose. Invece è stato fatto un `aut aut´ spiacevole e quindi abbiamo deciso di non firmare l’accordo”.
REGIONE – “Le parti hanno sottolineato l’importanza del nuovo corso nella gestione del Cup e il mantenimento dei livelli occupazionali e salariali nonché la qualità del servizio reso nei confronti dei cittadini. La Regione Lazio, nell’accettare tutte le istanze presentate dai sindacati (Cgil, Cisl e Uil) ha steso un verbale conclusivo che è stato autonomamente sottoscritto da Cisl e Uil. La Regione, avanza una richiesta di ulteriore riflessione di 24h alla Cgil affinché possa sottoscrivere, anche con una nota a verbale, il testo”, spiegano gli assessori alla Sanità, Alessio D’Amato ed al Lavoro, Claudio Di Berardino.

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