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La comunità Sikh torna in piazza a Terracina per dire “No” allo sfruttamento

La manifestazione Nagar Kirtan è organizzata dalla Comunità Indiana del Lazio con In Migrazione

TERRACINA – Torna in piazza domenica la Comunità Sikh che vive e lavora nel pontino con l’obiettivo di denunciare lo sfruttamento subito nei campi e rompere un isolamento sociale insostenibile. Saranno migliaia, dopo la manifestazione organizzata domenica scorsa con la Cgil e Flai Cgil, i Sikh che sfileranno per la manifestazione Nagar Kirtan, organizzata dalla Comunità Indiana del Lazio in collaborazione con In Migrazione. Un’iniziativa che prenderà il via alle 12.00 dal Tempio Sikh di Borgo Hermada. Il corteo si snoderà per le strade della città sino ad arrivare in piazza XXIV Maggio dove si alterneranno gli interventi di organizzazioni, giornalisti, sindaci, deputati e personalità che si sono contraddistinte per il loro impegno contro il caporalato, lo sfruttamento lavorativo, il razzismo e i diritti dei migranti e dell’uomo.

“La comunità Sikh esce ancora una volta dalla marginalità e dall’invisibilità – spiega  Marco Omizzolo, responsabile scientifico di In Migrazione –  riempiendo le strade e le piazze di colori, con una festa vissuta come ennesimo grido di speranza per uscire dalla condizione di sfruttamento e di isolamento che dura da troppi anni nel nostro territorio”.

La comunità Sikh viene trasformata in un esercito silenzioso di lavoratori e lavoratrici sfruttati nei campi: raccolta manuale di ortaggi, semina e piantumazione  per 10-14 ore al giorno filate sotto il sole, costretti a chiamare “padrone” il proprio datore di lavoro e spesso soggette agli interessi e violenze di finti leaders della comunità. Quattro euro l’ora nel migliore dei casi, con pagamenti che ritardano mesi, e a volte mai erogati, violenze e percosse. Persone che per sopravvivere ai ritmi massacranti e aumentare la produzione dei “padroni” italiani sono letteralmente costretti a doparsi con sostanze stupefacenti e antidolorifici che inibiscono la sensazione di fatica e di stanchezza.

“Le ultime incisive azioni condotte dalle Forze dell’ordine e dalla Magistratura – continua Omizzolo – nel contrastare il caporalato ai danni della comunità indiana confermano le nostre denunce di una condizione disumana. Domenica la parte sana della Comunità indiana vuole ringraziare tutti quelli che stanno aiutando a stroncare i fenomeni di illegalità e sfruttamento perpetrato da italiani e indiani, rafforzando con questa festa la collaborazione fattiva con la parte migliore dei nostri territori”.

“In Migrazione continua la sua azione concreta di presenza sui territori, di monitoraggio e denuncia delle troppe zone d’ombra – spiega  Simone Andreotti, presidente di In Migrazione – e intende rafforzare il proprio contributo sviluppando un progetto innovativo per portare servizi e conoscenza dei diritti e doveri nella comunità Sikh, rompendo così il suo isolamento”.  In contemporanea con la festa In Migrazione lancia infatti il crowdfunding sulla piattaforma internazionale www.gofundme.com “Con i Sikh contro il caporalato”.

E’ prevista la presenza e l’intervento dell’ambasciatrice indiana in Italia. Gli interventi dal palco inizieranno a partire dalle ore 15.00 circa.

Continua intanto la campagna di crowdfunding https://www.gofundme.com/fermiamo-il-caporalato

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