Il manifesto

Parole ostili in rete, Latina dice “No”

Il Comune adotta il decalogo dell'associazione Parole O_Stili di Trieste

LATINA – Minacce, accuse, insulti, attacchi e querele, è quello che ogni giorno si può leggere sul web a prescindere dal colore politico o dall’azione compiuta. Il modo di comunicare sta cambiando, ma non per questo bisogna accettarlo, anzi, si può fare un passo indietro e capire che ogni azione ha una conseguenza (come fa notare anche oggi il Consiglio dell’ordine degli avvocati). Un esempio è quanto accaduto giorni fa dopo la dichiarazione del sindaco di Latina, Damiano Coletta, che aveva chiesto al Governo (lui, insieme a moltissimi altri) di far scendere i migranti dalla nave Diciotti. Invece che plaudire o dissentire civilmente la sua richiesta, sono volati insulti di ogni tipo, tutti sui social è ovvio, come se, in questo mondo virtuale, le parole non avessero peso e conseguenze. Non è vero.

Ma l’amministrazione ha cercato di trarre da qui, qualcosa di positivo, lo ha fatto adottando, attraverso una delibera di giunta municipale, su iniziativa degli assessori Silvio Di Francia, Cristina Leggio e Gianmarco Proietti, il Manifesto per la comunicazione non ostile promosso dall’associazione culturale Parole O_Stili di Trieste per promuovere un uso consapevole e responsabile della comunicazione attraverso i dieci punti del manifesto e perché, come conseguenza dell’adesione al manifesto, vengano rispettati i princìpi di collaborazione e reciproco rispetto tra pubblica amministrazione e cittadini. Già materia di studio in alcune scuole anche della provincia di Latina, attente al tema.

“Sui social media, ma non solo, si manifesta – si legge nella nota del Comune – un’aggressività che travolge ogni limite e fa dell’oggetto della propria avversità non un avversario, ma un nemico da abbattere e umiliare. S’instaura così un clima di contrarietà diffusa che travolge ogni discorso razionale, impedisce il confronto e avvelena la stessa coesione sociale. Non si propone qui la difesa dell’amministrazione pubblica dalle critiche dei cittadini, ma un clima avvelenato dalle minacce e dall’ostilità che si manifesta nella rete impedisce ogni dialettica e persino il conflitto tra idee diverse”.

Con il Manifesto non si vuole limitare la libertà di espressione anche nei confronti di chi ne abusa, si può, però, proporre una battaglia culturale contro l’uso di parole ostili e contrastare i danni che producono.

Anche Lunanotizie e Radio Luna condividono e si impegnano ad applicare il Manifesto della parole non ostili. E intanto per continuare a dialogare sui temi dei linguaggi ostili online e sulle relazioni digitali, la seconda edizione di Parole O Stili parte dalle parole ponte.

1 Commento

1 Commento

  1. Pierluigi Manetti

    Pierluigi Manetti

    6 Settembre 2018 alle 21:03

    Sempre a piange il sindaco

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