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Corden Pharma, la crisi preoccupa. Al presidio la solidarietà dei sindaci e della Provincia

Fissato per giovedì l'incontro al Ministero del Lavoro, ma si teme il peggio. Nel piano industriale poche prospettive future

LATINA – Il coordinamento dei sindaci, insieme ai sindacati e al presidente della Provincia di Latina, hanno fatto visita questa mattina al presidio istituito dai lavoratori della Corden Pharma, fuori dai cancelli dell’azienda per protestare contro i 192 licenziamenti annunciati nel corso della riunione che si è svolta in prefettura venerdì scorso, insieme all’annuncio della richiesta del concordato di continuità al Tribunale di Latina.

Proprio la richiesta del Concordato preoccupa i sindacati che già nel 2010, in occasione del passaggio da Bristol a Corden, ha affrontato il taglio di 270 lavoratori. “Da allora le cose sono solo peggiorate”, spiega Luigi Cavallo della Uil di categoria, che già nel 2010 aveva affrontato la vertenza

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A preoccupare sono anche le ricadute sulle aziende esternalizzate, che non percepiscono i pagamenti da oltre 4 mesi, “Che cosa ne sarà di loro? Per gli indiretti il numero era già partito elevato in un accordo fatto nel 2013 e pensavamo che lo stabilimento ripartisse, oggi invece ci ritroviamo ancora seduti, con un numero così elevato di licenziamenti. Il problema è che non riusciamo neanche a parlare con l’amministratore delegato, l’abbiamo visto in totale due volte. E’ il caso che dicesse che fine farà questo stabilimento”, afferma il delegato della Femca Cisl, Bruno Di Giacomo

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Si spera che domani, nell’incontro fissato al Ministero del Lavoro si possano trovare soluzioni, anche se “Credo che debba partecipare anche il Ministero dello Sviluppo economico, perchè non è solo parlando di ammortizzatori che si risolverà la situazione. Se, per tenere l’impresa aperta, si vuole scaricare il costo solo sul salario è un errore che noi non possiamo accettare”, ha detto Sandro Chiarlitti della Cgil di categoria

“Una crisi che stupisce per due motivi: il primo è che nonostante gli ammortizzatori di cui l’azienda ha benificiato fino ad ottobre, nessuno si aspettava una vertenza di tale portata, e la seconda è che il chimico farmaceutico in questa zona ha ancora una forte attrattività, con numerosi investimenti”, ha spiegato il presidente della provincia Carlo Medici

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Una situazione drammatica, che potrebbe aprire le porte a un altro spettro, quello della chiusura, che ora non sembra più così impossibile. E la ricaduta anche sul territorio, potrebbe essere pesantissima, come ha spiegato il sindaco di Sermoneta Claudio Damiano

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I sindaci si sono mossi insieme per chiedere a Regione e Ministero del Lavoro e Sviluppo Economico di aprire sul territorio un’area di crisi complessa, “questa potrebbe essere una soluzione per uscire dall’empasse”, ha detto il sindaco di Norma, Gianfranco Tessitori

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“Il territorio non si può permettere un’altra crisi di questa portata, è un colpo mortale, ma dobbiamo anche chiederci perchè. Dal 2000 troppe industrie hanno chiuso, in questo caso con una modalità molto cinica e repentina. Inoltre il concordato interrompe una prospettiva perchè se si blocca il rapporto con i fornitori non si da futuro”, ha detto il sindaco di Latina, Damiano Coletta

E la situazione all’interno della azienda non è certo facile, c’è chi si è trovato improvvisamente a non poter pagare neanche il mutuo, come racconta la Rsu

1 Commento

1 Commento

  1. Marco Gasparotto

    Marco Gasparotto

    15 Novembre 2018 alle 1:03

    Ma xk non propongono la vendita!!!

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