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Corden Pharma, firmato al Mise l’accordo sulla cassa integrazione

Cgil: "Non ne usciamo illesi, ma è stata una grande prova di responsabilità"

SERMONETA – E’ stato firmato questa mattina al Ministero per lo sviluppo economico, l’accordo tra la Corden Pharma, i sindacati e la Regione per l’avvio della cassa integrazione, per 12 mesi, per 400 lavoratori a rotazione. “Già nella notte tra giovedì e venerdì le Organizzazioni Sindacali grazie all’intermediazione della Regione Lazio, erano riusciti a trovare un’intesa che dopo 70 giorni di serrata trattativa, accomodasse le esigenze della Società e la salvaguardia dei posti di lavoro scongiurando i licenziamenti”, spiega il segretario della Filtecm Sandro Chiarlitti.
“È stata una vertenza difficile sotto tanti aspetti, l’azienda fino all’ultimo è rimasta ancorata sulla posizione espressa al primo incontro, siamo riusciti a trovare un’intesa solo grazie alla nostra tenacia e alla spinta dei lavoratori che, insieme a noi hanno lottato per un finale diverso da quello annunciato. Giovedì in Regione Lazio abbiamo chiuso solo il primo capitolo di questa travagliata storia, mettendo in sicurezza i lavoratori scongiurando i licenziamenti, oggi mettiamo invece un primo importante mattone per permettere, dopo il conseguimento dell’omologa sulla procedura concordataria, il consolidamento del sito attraverso gli investimenti e il coinvolgimento del Mise, come da noi richiesto a gran voce fin dal primo giorno”.
“Purtroppo non ne usciamo completamente illesi da questa vicenda, perché tutti e 500 dipendenti vedranno per i prossimi 5 anni il congelamento della 14esima mensilità, che poi sarà riattivata automaticamente, ma ne usciamo sicuramente a testa alta per non aver ceduto alle richieste aziendale sul taglio definito dell’istituto e per aver ripristinato la contrattazione di secondo livello che era stata disdettata a partire dal prossimo febbraio. L’accordo raggiunto non è solo di natura economica, è importante sottolineare che sono state previste sostanziali iniziative normative come l’accordo di ricollocazione prevista dalla L 148, la possibilità è volontà di accedere a contratti di sviluppo nazionali e regionale, alla revisione di importanti investimenti su sito, fino alla possibilità di mobilità in altre aziende del gruppo per chi volesse spostarsi volontariamente. Ci auguriamo che queste norme inserite nell’accordo insieme ai 12 mesi di cassa integrazione straordinaria per crisi per 400 dipendenti che inizierà dal prossimo 4 di febbraio, siano sufficienti per sistemare e far rientrare completamente l’esubero strutturale dichiarato dall’azienda. È stata una grande prova di responsabilità, che abbiamo potuto superare egregiamente perché avevamo il mandato e la fiducia da parte dei lavoratori con i quali non abbiamo mai smesso di confrontarci liberamente in assemblea. Adesso non dobbiamo abbassare la guardia, perché la parte più dura sarà proprio nel rilancio del sito”, conclude il sindacalista.

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