cronaca

L’arbitro di Latina Gavillucci vince in Corte d’appello: riammesso in A

Per la prima volta viene ribaltata la sentenza del Tribunale Federale. La nota dell'Aia

LATINA – Ha vinto il ricorso e torna ad arbitrare partite di serie A l’arbitro di Latina Claudio Gavillucci, escluso al termine della scorsa stagione “per motivate ragioni tecniche”. L’arbitro aveva presentato ricorso per la mancanza di trasparenza nella compilazione delle graduatorie arbitrali e il suo ricorso, dopo essere stato bocciato in primo grado dal Tribunale Federale, è stato accolto dalla Corte d’Appello federale che ha dato ragione al 39enne di Latina. Il verdetto emesso ieri dal dottor Santoro ha quindi capovolto la decisione dello scorso 3 dicembre con la quale il giudice Proietti aveva ritenuto infondate le ragioni di Gavillucci. Tra una decina di giorni si conosceranno le motivazioni della sentenza.
Non è ben chiaro che cosa accadrà ora, non essendoci mai stati precedenti. Tecnicamente Gavillucci potrebbe tornare a dirigere in Serie A anche subito, anche se dovrà ovviamente prima sostenere tutti i test fisici e le visite mediche a cui non è stato sottoposto la scorsa estate.

NOTA AIA – “L’Associazione Italiana Arbitri, tramite il suo Presidente Marcello Nicchi, prende atto della decisione con cui la Corte Federale di Appello, presieduta da Sergio Santoro, che ha annullato la delibera del Comitato Nazionale AIA di avvicendamento dalla CAN A dell’arbitro Claudio Gavillucci, avvenuto al 30 giugno 2018”, si legge nella nota inviata dall’Aia che esprime “rispetto verso tale pronuncia, pur non condividendola e riservandosi, dunque, ogni impugnazione”.
Pari rispetto l’A.I.A. deve: ai suoi associati, che, con le stesse norme oggi contestate, hanno raggiunto la serie A (come Gavillucci) o sono stati avvicendati prima, accettando il verdetto del campo con le valutazioni degli osservatori arbitrali e dei designatori; al mondo del calcio, cui vuole assicurare, anche in futuro, i migliori arbitri, che siano soggetti ad una valutazione tecnica, ad una selezione meritocratica, ad un loro ricambio negli organici di ogni categoria, come oggi accade; ai valori di merito dello sport posti a base della delibera oggi annullata, quali sono i due ultimi posti ed il penultimo posto conseguiti nelle graduatorie di ogni singola stagione sportiva, dal ricorrente in serie A.
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