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Cittadinanza attiva, i ragazzi dell’Einaudi Mattei in prima linea

Presenteranno il lavoro realizzato alla presenza di Marco Omizzolo

LATINA – Hanno raccolto in immagini e parole una parte molto importante del territorio pontino, quella dell’agricoltura e dello sfruttamento della manodopera straniera, individuata in più di qualche operazione delle forze dell’ordine. Mercoledì, i ragazzi dell’istituto superiore Einaudi Mattei presenteranno un lavoro svolto nell’ambito del progetto “CITTADINANZA ATTIVA”. L’appuntamento è per le 11 di domani a cui seguirà anche un incontro con Marco Omizzolo, da anni impegnato nella lotta contro il capolarato. Sarà un’occasione per gli allievi delle classi V per essere informati da un testimone diretto, sulla realtà della provincia, ma anche per confrontarsi con chi si assume la responsabilità di conoscere, denunciare e agire contro quei problemi che, circondati dall’indifferenza dei più, sembrerebbero destinati a rimanere senza soluzione. Anche se le leggi tutelano i lavoratori e condannano lo sfruttamento, questo è ancora presente come ha dimostrato nel Gennaio di quest’anno” l’Operazione Commodo”, portata a termine dalla Questura di Latina.

Per i ragazzi sarà molto importante confrontarsi con Marco Omizzolo sociologo, giornalista, responsabile scientifico della associazione “In Migrazione” che da anni studia, scrive e denuncia le infiltrazioni della camorra nell’agro-pontino. Per la sua attività il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella gli  ha conferito l’Onorificenze al Merito della Repubblica Italiana, “Per la sua coraggiosa opera in difesa della legalità attraverso il contrasto al fenomeno del caporalato”.

Marco Omizzolo, e con lui altri coraggiosi cronisti di quella terra, non ha solo scritto e descritto, ma è anche andato, accompagnato da un avvocato, e dai sindacalisti della Cgil, davanti ai caporali, e poi li ha denunciati e ha contribuito a mettere in moto indagini e inchieste: “Quando difendo i diritti del bracciante indiano, difendo anche i miei diritti, i suoi, quelli di mia nipote o quelli di un qualunque impiegato italiano. Se passa l’idea per cui si può sfruttare una persona nei campi per 14 ore al giorno con un compenso di 2 euro l’ora, allora può passare qualsiasi altra idea. La mala-accoglienza genera criminalità. Alimenta un sistema criminale in cui pochi si approfittano delle necessità di tante povere persone”.

Il lavoro degli studenti

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