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Sanità al collasso, i sindacati pontini scrivono a Zingaretti e D’Amato

"Necessario aprire un confronto sui gravi problemi che riscontriamo ogni giorno"

LATINA – I sindacati di Cgil, Cisl e Uil scrivono una lettera al presidente della Regione Nicola Zinagaretti e all’assessore alla sanità D’Amato sulla sanità pontina per palesare la forte preoccupazione sui “gravi problemi” da cui è afflitta sottolineando l’assoluta necessità di aprire un confronto sui problemi della sanità provinciale. Liste di attesa infinite, carenza di posti letto (a Latina ce ne sono 2,58 teorici per ogni 1000 abitanti, contro la media regionale di 3,57), passando per la gravissima e cronica carenza di personale, pari ad oltre 1.200 unità rispetto all’organico minimo essenziale, soprattutto nei presidi ospedalieri, oltre che nei settori amministrativi. Tutto questo sta mettendo in ginocchio l’intero sistema della sanità Pontina, con serie conseguenze per il regolare funzionamento dei reparti, dei servizi e più in generale di ogni altra attività, comprese talvolta, quelle salvavita”.
“L’età media del personale della ASL di Latina – spiegano nella lettera – è di oltre 56 anni, notevolmente più alta della media nazionale, inoltre negli ultimi anni la stessa ASL di Latina ha visto diminuire il  personale di oltre mille unità e nell’anno in corso, anche per effetto dei pensionamenti aggiuntivi previsti con “quota 100” che stimiamo potranno essere dell’ordine di diverse centinaia, la situazione è destinata ad aggravarsi ulteriormente, rischiando di far collassare l’intero sistema sanitario Pontino.
I presidi ospedalieri di Terracina e Formia sono in forte sofferenza per tutti i problemi irrisolti descritti in premessa e più in generale per la carenza di investimenti e interventi come ad esempio una efficace rete informatica aziendale”.
​”L’Ospedale del capoluogo, il S. Maria Goretti, pur essendo classificato come un DEA di secondo livello, non ha però, di fatto, mai visto realizzati appieno tutti gli interventi necessari. Il pronto soccorso che risulta essere uno dei più intasati del Lazio a causa della chiusura dei molti ospedali del territorio, versa in condizioni intollerabili e inaccettabili, con pazienti posti per giorni su barelle stanziate in corridoi e nei pressi dei servizi igienici”.
“Abbiamo finalmente, appreso con piacere dell’avvio del bando per la stabilizzazione dei lavoratori precari che troveranno finalmente stabilità lavorativa, ma ribadiamo che ciò non sposta di un millimetro la questione: resta la carenza di personale per oltre 1.200 unità rispetto all’organico minimo essenziale, peraltro destinata ad aumentare drasticamente. Noi crediamo non sia più tollerabile assistere passivamente a questa situazione che fa regredire il nostro territorio anche in termini di qualità della vita”.
I sindacati chiedono l’istituzione di un tavolo di confronto per definire gli interventi urgenti da mettere in campo per scongiurare il rischio di collasso del sistema sanitario della provincia di Latina.

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