cronaca

Beni confiscati alla criminalità, un milione dalla Regione Lazio per il loro recupero

A Latina gli immobili sono 209. C'è tempo per rispondere al bando, fino al 17 ottobre

LATINA – “Oltre un milione di euro per finanziare interventi di recupero e ristrutturazione dei beni confiscati alla criminalità organizzata”. Lo annuncia il Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti secondo il quale “La restituzione alla collettività dei beni confiscati rappresenta la risposta più concreta alle richieste dei territori e alle esigenze dei cittadini. L’obiettivo è quello di creare sinergie per sviluppare un sistema condiviso per il riutilizzo sociale dei beni confiscati”.

Il bando è stato pubblicato sul Bollettino Regionale n.75 del 17 settembre e prevede lo stanziamento di 1.112.000euro per la concessione di finanziamenti ai Comuni, ai Municipi e alle organizzazioni del Terzo Settore per interventi di ristrutturazione e recupero di beni confiscati alla criminalità organizzata. I progetti finanziabili fino a 70.000 euro devono prevedere il ripristino dell’agibilità del bene e la sua messa in sicurezza con interventi di tipo strutturale, di finitura e/o di impiantistica, l’abbattimento delle barriere architettoniche, l’adeguamento alla normativa vigente in materia di misure antincendio ecc. Gli interventi devono essere finalizzati a garantire il riutilizzo e la funzione sociale dei beni confiscati alla criminalità ed essere funzionali alle attività/servizi da svolgere al loro interno. Le domande di finanziamento devono pervenire entro il 17 ottobre 2019.

I beni confiscati trasferiti dall’Agenzia Nazionale dei Beni Sequestrati e Confiscati ai Comuni del Lazio sono 793 di cui 448 in provincia di Roma, 209 in provincia di Latina, 99 in provincia di Frosinone, 30 in provincia di Viterbo e 7 in provincia di Rieti. I Comuni assegnatari di beni confiscati sono 74. Nei prossimi mesi saranno trasferiti nel Lazio da parte dell’Agenzia Nazionale altri 1.116 beni.

“Il territorio deve essere in grado di cogliere queste  opportunità. E’ più forte oggi la capacità dei Comuni di trasformare questo patrimonio in qualità e servizi, perché solo così rendiamo la lotta alla mafia qualcosa di popolare e diffuso. Dobbiamo essere tutti, con responsabilità, protagonisti di questa lotta. I Comuni non possono essere lasciati soli, la Regione Lazio fa la sua parte, ma la dimensione numerica dei beni confiscati richiede la necessità di inserire il Lazio tra le Regioni assegnatarie di risorse da parte del Ministero dell’Interno”, dichiara il presidente dell’Osservatorio per la Sicurezza e la Legalità della Regione Lazio Gianpiero Cioffredi.

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