cronaca

Latina, morte sul lavoro in via Monti, aperta un’inchiesta

La Cgil: "Più controlli sui cantieri". Luigi Frabotta era il titolare dell'impresa

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LATINA – Il sostituto procuratore Antonio Sgarrella ha aperto un’inchiesta, con la collaborazione dei carabinieri e degli ispettori della Asl, sulla morte dell’impreditore edile Luigi Frabotta, 53 anni di Sezze che ieri è precipitato da una altezza di nove metri in un cantiere di via Monti a Latina. La ditta incaricata dei lavori di proprietà di Frabotta, stava montando un ponteggio autosollevante quando la vittima è precipitata dal terzo piano. I motivi dovranno essere chiariti dai Carabinieri intervenuti sul posto insieme ai sanitari del 118 che non hanno potuto fare altro che constatare il decesso dell’uomo. Il cantiere è stato messo sotto sequestro, mentre sulla salma saranno effettuati gli esami medico legali di rito.

Una tragedia sul lavoro che arriva a meno di 48 ore dalla morte a Fondi, di Alfredo Gentile per lo scoppio di un tubo ad alta pressione.

“L’ennesima morte nel cantiere edile di via Monti ripropone i temi della sicurezza in maniera forte. Come Assessore ai Lavori Pubblici del Comune di Latina – dice Emilio Ranieri – sento la necessità di stimolare un confronto con gli operatori del settore, i sindacati e i professionisti perché la cultura della sicurezza nei cantieri sia vista come un occasione di crescita. Le opere fatte bene sono realizzate in sicurezza”.

“Crediamo che sia il momento di dire basta alle morti e agli infortuni gravi sul lavoro”, dice il segretario della Fillea Cgil Frosinone e Latina Francesco Chiucchiolo. “Dall’inizio dell’anno al 31 Luglio le morti sul lavoro sono state 599 su scala nazionale, con un aumento del 2% rispetto allo stesso periodo del 2018. Il settore Edile è quello maggiormente colpito, con una prevalenza di infortuni per caduta dall’alto, folgorazione e sepoltura, dopo 50 anni si muore ancora nello stesso modo. Tra le cause figurano la permanenza sul lavoro in età avanzata dovuto all’aumento dell’età pensionabile oltre alla mancata applicazione delle norme sulla sicurezza che molte aziende potrebbero mettere in atto per avere un risparmio sul costo del lavoro.
Ci sono inoltre forme di caporalato e lavoro nero o grigio, in costante aumento nell’edilizia delle nostre province. Un altro elemento importante è l’applicazione di contratti diversi dal contratto edile, infatti nel contratto edile è previsto l’obbligo di corsi di formazione specifici per le varie tipologie lavorative non presenti in altre tipologie di contratto; non è più tollerabile che nei cantieri edili vengano applicati contratti diversi. Riteniamo necessario che i controlli vengano effettuati con tempestività e maggiore sinergia e con uno scambio di informazioni tra gli enti preposti. Andare sui cantieri preventivamente per il controllo dell’applicazione dei sistemi di sicurezza e dell’uso dei presidi antinfortunistici che permettono un corretto svolgimento dell’attività lavorativa senza rischi inutili e gravi soprattutto per i lavoratori”.

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