le indagini dei carabinieri

Un sequestro di ombrelloni dietro l’attentato al Parco del Circeo

Giovanni Scavazza, 67 anni è finito in manette, voleva scappare dall'Italia

SABAUDIA – E’ Giovanni Scavazza, 67 anni, l’uomo arrestato dai Carabinieri del Comando Provinciale dei Carabinieri di Latina per il tentato incendio al Parco del Circeo e le minacce con i proiettili indirizzate al comandante della Stazione Carabinieri del Parco di Sabaudia, Alessandro Rossi. L’uomo, dopo i  controlli all’attività balneare gestita dal figlio, anche lui indagato, ha voluto vendicarsi senza considerare il grave danno che avrebbe causato all’area naturale. Oltre 100 litri di benzina quelli sversati davanti l’ingresso del Parco, seguiti ai due sequestri operati dai Carabinieri Forestali all’attività di noleggio ombrelloni sul lungomare di Sabaudia.

“Voglio sottolineare due elementi molto importanti – ha detto il colonnello Gabriele Vitagliano, che dirige il comando provinciale dei Carabinieri di Latina – la sproporzione di un gesto per colpire un banale interesse personale rischiando di bruciare la foresta demaniale e poi voglio far capire chiaramente che l’Arma non viene intimidita da gesti del genere. E’ invece un segno che facciamo bene il nostro lavoro”.

LE INDAGINI – Un’indagine articolata svolta sotto lo stretto coordinamento della Procura, e la richiesta d’arresto formulata al Gip dal Procuratore Aggiunto Carlo Lasperanza. “Il presunto responsabile – ha spiegato il comandante della Compagnia Carabinieri Latina Carlo Maria Segreto – era stato subito individuato, ma non è stato facile avere le prove. Solo il rilevamento del Dna sulle taniche di benzina ha permesso di eseguire l’arresto”. L’uomo aveva deciso di lasciare l’Italia, diretto o in Svizzera o in Portogallo, ma la richiesta da parte dei Carabinieri del prelevamento del dna, ha convinto l’uomo a recarsi in Procura con i suoi legali per raccontare la sua versione. Secondo il 67enne, le indagini dei militari si erano accanite con l’attività del figlio che per due anni di fila ha subito un sequestro preventivo del materiale.

“Il nostro è un lavoro capillare di controllo del territorio – ha detto il maggiore Catia Ferri che dirige la stazione di Sabaudia – sull’abusivismo da combattere a 360 gradi, anche nelle dune private dove lavorano questi noleggi sperimentali”. In pratica funziona così: i noleggiatori non hanno una concessione demaniale e dunque affittano lettini o ombrelloni montandoli nel momento dell’affitto, non possono essere preinstallati sul suolo demaniale, cosa che invece accadeva regolarmente, tanto che tutti e 4 i noleggi sono stati sequestrati. Il 67enne però era convinto che i militari, e in particolare il comandante Alessandro Rossi l’avessero preso di mira, aveva già presentato diversi esposti in Procura, tutti rivelatesi infondati. L’attentato è stato messo a segno tre giorni dopo l’ultimo sequestro avvenuto il 21 giugno 2019, il precedente era avvenuto nel giugno 2018.

Ma c’è di più: “Scavazza aveva intenzione di bruciare quella parte dove è contenuta tutta la documentazione del Parco per creare un caso eclatante – ha spiegato  il comandante del Reparto Operativo dei Carabinieri Paolo Befera – e vendicarsi così della immaginata persecuzione nei suoi confronti”.

ASCOLTA BEFERA

L’uomo si trova detenuto in carcere a Latina ed è accusato di tentato incendio, minaccia aggravata e detenzione illegale di munizioni. Il figlio invece è indagato come concorrente morale delle azioni del padre, praticamente sapeva quello che il 67enne voleva fare e non l’ha impedito.

I COMMENTI –  “Esprimiamo come Ente Parco i più sentiti complimenti e ringraziamenti al Comando Provinciale dell’Arma dei Carabinieri e a tutti coloro che hanno operato, come organi di P.G. e inquirenti, sin dalla mattina del grave attentato del 24 giugno, con professionalità e celerità per l’indagine che sembra efficacemente conclusasi”, ha detto il direttore dell’ Ente Parco nazionale del Circeo, Paolo Cassola.

“La legalità vince sempre – è il commento del deputato del M5S Raffele Trano –  Ringrazio il comandante provinciale Gabriele Vitagliano ed il comandante Giuseppe Persi per aver dato risposta alle mie sollecitazioni. A Sabaudia i Carabinieri Forestale ed i dipendenti del Parco Nazionale del Circeo possono servire lo Stato a testa alta, come del resto hanno sempre continuato a fare nonostante le intimidazioni. A loro rinnovo la stima che manifestai durante la visita, effettuata a poche ore dal vigliacco attentato.”

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