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Antimafia, sequestrati beni per un milione e mezzo all’imprenditore Antonio Piattella di Latina

Terreni, conti, società e fabbricati intestati all'uomo e ai suoi familiari

LATINA – La divisione anticrimine della polizia di Latina ha eseguito questa mattina il  sequestro di un milione e mezzo di beni immobili e conti correnti intestati ad un noto imprenditore pontino, Antonio Piattella, impegnato fino a due anni fa nel settore dello smaltimento dei rifiuti, alla moglie e ai due figli. L’operazione è scattata su disposizione del Tribunale di Roma, sezione Misure di Prevenzione, su proposta della Procura della Capitale e del Questore di Latina, ai sensi della normativa antimafia. Il 55enne era stato arrestato due anni fa nell’ambito dell’operazione “Dark side” perché ritenuto a capo di un sodalizio dedico allo smaltimento illecito di rifiuti, interrati abusivamente in un’ex cava in località Tufetto, alle porte di Aprilia.

“Colpiamo l’imprenditoria malata di questa provincia e tuteliamo così anche gli imprenditori che rispettano la legge”, ha sottolineato il Questore Rosaria Amato al microfono di Roberta Sottoriva

Le attività investigative avevano consentito di accertare come l’imprenditore, avendo la disponibilità dei terreni, fosse il promotore e gestore dei traffici illeciti con il sostegno e la partecipazione dei familiari i quali, oltre ad organizzare l’attività di conferimento abusivo, provvedevano ad incassare i compensi per i vari “scarichi” illeciti. Dai servizi di monitoraggio è emerso che all’interno della cava erano stati realizzati, nell’arco di 5 mesi, circa 200 sversamenti abusivi con anche rifiuti di natura tossica, che avevano procurato sia agli smaltitori che ai conferitori di ottenere elevatissimi profitti, successivamente reimpiegati nel circuito economico legale. Infatti, mentre i primi avevano interamente incamerato, sottraendole al fisco, le somme percepite per i singoli sversamenti, i secondi, invece, avevano conseguito un considerevole risparmio di spesa, evitando i maggiori costi derivanti dall’osservanza delle procedure previste per lo smaltimento autorizzato di rifiuti.

“Il reato di traffico dei rifiuti ha consentito a Piattella di accantonare delle somme popi reinvestite nelle sue attività. la normativa antimafia consente di individuare come questi soldi neri, provvista dell’attvità illecita, sono stati reimpiegati: 7 terreni, 9 fabbricati e numerosi rapporti bancari, per un valore complessivo di quasi un milione e mezzo di euro.  Con questa operazione neutralizziamo il frutto dell’attività illecita e il reimpiego che si ritiene l’imprenditore abbia fatto dei soldi per aumentare le sue ricchezze personali”, ha spiegato Giuseppe Linares capo del Servizio Centrale Anticrimine della Polizia di Stato, al microfono di Roberta Sottoriva.

Nell’area della discarica illegale erano stati riscontrati in soli 5 mesi quasi 200 sversamenti, anche di rifiuti tossici. Inoltre era sconosciuto al Fisco fino al 1996 e aveva accumulato un enorme patrimonio attraverso numerose società intestate ai familiari. Si stima che in quei 5 mesi l’attività del traffico di rifiuti aveva comportato guadagni per 180mila euro.

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