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Terracina, la Uila pronta a sostenere il bracciante di Terracina vittima di violenza

Si sta valutando se presentare un esposto per verificare i servizi di controllo

TERRACINA – La Uila-Uil è pronta a offrire assistenza sindacale e legale al lavoratore indiano, in possesso di regolare permesso di soggiorno, “vittima dell’ennesimo atto di sfruttamento, prevaricazione e violenza verificatosi a Terracina e non esclude la possibilità di costituirsi parte civile nel procedimento penale”. La Uila, inoltre, sta valutando se presentare un esposto alla magistratura per verificare il corretto funzionamento dei sistemi di controllo ordinari da parte dell’ispettorato del lavoro e dei servizi ispettivi degli istituti previdenziali e assistenziali.

Ne danno notizia il segretario generale Stefano Mantegazza e il segretario provinciale di Latina Giorgio Carra, in merito ai gravi fatti avvenuti lunedì e che hanno visto come protagonisti alcuni spregiudicati imprenditori agricoli.

“Ancora una volta dobbiamo ringraziare le forze dell’ordine per il loro puntuale ed efficace intervento ma, al contempo, dobbiamo anche denunciare il clima di totale impunità nel quale avvengono questi fatti e il totale disinteresse degli organi di controllo ordinario della provincia”. “Solo attraverso un’azione coordinata da parte dell’Ispettorato del lavoro e dei servizi ispettivi degli istituti previdenziali e assistenziali, in raccordo con la sezione territoriale della rete del lavoro agricolo di qualità e dell’Ente bilaterale agricolo provinciale, sarebbe possibile intervenire preventivamente in tutte quelle situazioni dove i lavoratori sono a più forte rischio di sfruttamento. È un problema non più rinviabile, da affrontare in modo continuativo anche attraverso il coordinamento del Prefetto e utilizzando tutte le risorse disponibili, comprese quelle previste dal protocollo regionale contro il Caporalato”.

“L’episodio di Terracina ha anche un aspetto legato all’applicazione dei protocolli di sicurezza anti covid 19. In molti casi le misure di sicurezza non vengono adottate e, come si è visto, la loro rivendicazione da parte dei lavoratori viene considerata un elemento di disturbo e di fastidio da parte di aziende che spesso agiscono nell’ombra, non hanno un rappresentante aziendale per la sicurezza e non aderiscono all’Ente bilaterale che pure, in queste settimane ha fornito informazioni e, soprattutto mascherine protettive”.

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