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Giovani, mafie e una rete con i cittadini: il Questore Michele Maria Spina racconta Latina ai nostri microfoni

"Vivo e sto imparando a conoscere questa città come se fosse la mia"

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LATINA – Incontrare e conoscere i giovani è un impegno a cui il Questore di Latina, Michele Maria Spina, tiene molto. Lo scorso 30 settembre il Capo della Polizia, il prefetto Franco Gabrielli è stato a Latina per consegnare ai ragazzi delle quarte elementari il Diario della Legalità che per il settimo anno la Polizia porta avanti: “Il messaggio che vogliamo lanciare è quello di diventare cittadini responsabili, consapevoli, rispettosi di se stessi degli altri perchè questi sono i fondamenti per costruire un mondo migliore”.

Il Questore è arrivato a Latina lo scorso 8 gennaio e ha subito incontrato gli studenti del liceo classico Dante Alighieri: “La pandemia ha bloccato questi incontri, ma per me sono molto importanti perchè è fondamentale che loro vedano e conoscano le donne e gli uomini che sono sotto la divisa e capiscano qual è la nostra funzione”.

Ma come sono i giovani pontini? “Oltre agli incontri nelle scuole e alle passeggiate in città, mi sono iscritto anche in palestra e ho potuto vedere che c’è una larghissima maggioranza di ragazzi per bene, rispettosi delle regole. Ovvio che a questa maggioranza fa fronte una minoranza di ragazzi che cedono alla tentazione delle dipendenze, alcool e droghe oppure che aderiscono a un atteggiamento violento, ma fortunatamente si tratta di una minoranza”.

La preoccupazione maggiore espressa dal Questore, dunque, è quella che i giovani cadano nella tentazione di rendersi incoscienti e che per ottenere uno sballo finiscano nella rete delle sostanze stupefacenti o nell’alcool: “Quando ci si droga o ci ubriaca si perde la consapevolezza e quindi dignità e non si ha la capacità di riconoscere la bellezza di ciò che si ha intorno. Un’altra cosa che temo è l’indifferenza, la disattenzione nei confronti dei problemi degli altri. A partire dalle famiglie, ma poi anche scuola e istituzioni dobbiamo metterci insieme per trasmettere il valore della responsabilità per se stessi, per gli altri e per il modo che li circonda”.

ASCOLTA LE PAROLE DEL QUESTORE

Non solo giovani però, con il Questore di Latina abbiamo approfondito anche il Rapporto mafie nel Lazio che “Fotografa una situazione che noi conosciamo molto bene e che deriva da sentenze e indagini che portiamo avanti e che registrano la presenza di infiltrazioni delle mafie tradizionali qui in provincia, che è stretta tra Roma, Napoli e Casterta, dunque è evidente che essendo una provincia ricca, le mafie siano attirate dal flusso degli interessi economici. Inoltre, a fronte della presenza delle mafie tradizionali, c’è a Latina un gruppo autoctono che viene riportato puntualmente nel rapporto, quello dei sinti che sono stati colpiti da più indagini della Polizia in più tempi, fino a dimostrarne la mafiosità. Significa che il gruppo si avvaleva della forza intimidatrice per seminare la paura. Le ultime due indagini, inoltre, hanno dimostrato che ci sono anche i cosiddetti colletti bianchi che si muovono sottoterra, nel fango della criminalità. La magistratura ordinaria, la Dda e tutte le forze di Polizia, hanno fatto un lavoro efficace inchiodando alle loro responsabilità queste persone”. L’avvertimento del Questore è semplice ed efficace: “Chiunque intenda continuare a delinquere sappia che gli teniamo il fiato sul collo”.

E la criminalità si può combattere anche grazie all’aiuto dei cittadini: “Nel mio ultimo incarico a Napoli creai una strategia che ho chiamato Aracne, proprio dal mito di Aracne che si fonda sulla creazione di una rete con i cittadini, in tutte le loro accezioni, i singoli, i comitati di quartiere, i commercianti, le associazioni, chiunque abbia interesse a partecipare al progetto della prevenzione e sicurezza”.

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