conferenza dei sindaci

Coronavirus, Casati: “Latina non è messa male, ma senza rispetto delle restrizioni la curva non si abbasserà”

Il dg della Asl parla insieme al sindaco di Latina Damiano Coletta

LATINA – “Sentivamo l’esigenza di un confronto con il direttore generale della Asl di Latina Giorgio Casati per fare il punto su alcuni quesiti con cui noi sindaci ci confrontiamo ogni giorno”, lo ha detto il sindaco di Latina Damiano Coletta che oggi ha convocato la conferenza dei sindaci sulla sanità a cui ha preso parte anche il dg Casati. I temi su cui si è discusso sono diversi: prima di tutto la situazione epidemiologica alla luce degli ultimi numeri, ma anche il trend in provincia dopo l’inizio delle misure restrittive che a Latina sono iniziate il 23 settembre con obbligo della mascherine e poi con l’ordinanza regionale dell’8 ottobre, ma si è parlato anche di scuole, con 450 classi chiuse da settembre e in particolare proprio sulle competenze sulla chiusura e le difficoltà delle certificazioni sul rientro in classe, difficoltà rappresentata anche dai medici di medicina generale e il Comune ha dato la disponibilità per mettere a disposizione locali e strutture per eventuali screening diagnostici. “Ci interessava sapere come sta andando la curva dei contagi perchè dobbiamo capire che se alle misure restrittive c’è una risposta efficace nella contrazione, il messaggio diventa più convincente”, ha detto Coletta.

Il dirigente della Asl Giorgio Casati ha fatto una riflessione sul trend: “Oggi 162 nuovi positivi – ha detto Casati – il dato, in comparazione a quello precedente, è leggermente inferiore, ma negli ultimi giorni la Rsa di Cori ha portato la situazione oltre i numeri abituali. Abbiamo toccato una punta massima quando ci aspettavamo una decrescita. Rileviamo comunque che nell’azienda di Latina i contagi hanno un andamento in progressione lineare, sicuramente non esponenziale e questo va ascritto alle misure prese. Abbiamo goduto di qualche giorno di vantaggio, con risultati che ritengo buoni tenuto conto dell’andamento dell’epidemia in Italia. Rispetto alle zone vicine a noi Latina ha una prevalenza di 92.72 per 10 mila abitanti, Rieti 96, Roma 111.68, Frosinone 132, Viterbo 155.58, Caserta 178.56. La Asl di Latina è un’isola in cui le cose vanno meglio, ma non possiamo certo fare salti di gioia perchè non è una situazione facile. Abbiamo avuto la capacità di abbassare l’inclinazione della curva che si stava generando”.

Perchè tanti contagi? “Due sono le ragioni: per quanto siano adottate le restrizioni, lavoriamo su un sistema aperto, questo non vuol dire che domani auguro un lock down che ci offrirebbe la possibilità di sgonfiare la curva, ma so bene che il dato sanitario non è l’unico da prendere in considerazione. Lavorare in sistema aperto vuol dire che chiunque è portatore del virus o è infettabile. Deve essere chiaro che il virus viaggia con le persone dunque ogni singolo luogo interessato dalle misure restrittive è ragionevolmente sicuro, ma le persone si muovono per arrivare e dunque possono portare con se il virus. L’obiettivo è ridurre gli spostamenti non necessari per la vita”. Un’altra considerazione riguarda il tipo di contagi con la difficoltà di risalire al caso 0: “In questi 10 giorni abbiamo avuto contagi che hanno interessato intere strutture come la casa risposo di Itri e la Rsa di Cori. Tutti gli altri sono casi amicali o intrafamiliari – ha detto Casati – e questo ci preoccupa perchè c’è sempre un paziente 1 che introduce il virus, ma non sempre è rintracciabile il caso 0. C’è quindi sempre una persona positiva ragionevolmente asintomatica che circola e ha la possibilità d infettare anche altri. Ce ne dobbiamo fare una ragione. Una cosa è certa però – ha concluso Casati – senza rispetto della misure restrittive, la curva non si abbassa”.

 

7 Commenti

7 Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

In Alto