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Telemedicina, la sfida (vinta) dalla Asl di Latina

Gabrielli dell'ISS: "Il territorio pontino può diventare un ottimo laboratorio di sperimentazione"

LATINA – “Change Management e Digital Innovation nell’ASL Latina”, è questo il tema della conferenza convocata per questa mattina e che nasce dalla collaborazione tra il MIP Politecnico di Milano Graduate School of Business e l’Azienda sanitaria locale proprio al fine di ripensare e riqualificare il modello assistenziale aziendale.

L’importanza della telemedicina è stata spiegata dal direttore generale della Asl di Latina Giorgio Casati, che si è rivelata importantissima in questa fase pandemica: “La telemedicina è da anni oggetto di attenzione perchè è uno strumento che permette forme di assistenza sanitaria diverse”. Difficile però farlo diventare uno strumento ordinario e la Asl di Latina in questo senso sta facendo scuola “La pandemia ha sviluppato un rinnovato interesse in questo campo, soprattutto per la possibilità di curare pazienti cronici che non sono affetti dal Covid. Questi pazienti si sono trovati in forte difficoltà e la telemedicina ha avuto un ruolo importante. Ecco dunque che è arrivato il momento – spiega Casati – che questo modello diventi una modalità ordinaria”. La Asl ha mostrato un video su una visita cardiologica in questa modalità e Casati ha specificato: “La registrazione non è stata fatta ai fini della conferenza, la cardiologia sta gestendo così alcuni pazienti e questa è la scommessa: fare in modo che queste prestazioni possano essere usate in modo più diffuso. Ovvio che la telemedicina non dovrà essere sostitutiva, ma un’aggiunta. Si tratta di un progetto ambizioso, ed è una sfida che Asl di latina con il modello +Vita può portare a compimento”.

“Questa è una giornata importante – ha detto il direttore sanitario Giuseppe Visconti – perché parliamo finalmente di telemedicina che chiaramente non è una semplice adozione di strumenti tecnologici, ma è la realizzazione di un nuovo modello organizzativo che prevede integrazione tra più figure professionali, che fino a poco tempo fa si integravano con difficoltà. Inoltre poter arrivare, per determinati esami, al letto del malato nel proprio domicilio, trasforma l’offerta sanitaria che diventa pro attiva, rappresenta un cambiamento di un modello organizzativo estremamente complesso. Siamo partiti con il progetto +Vita e ancora prima con il progetto Isole, e poi a fine gennaio 2020 è arrivato il covid”.

Il responsabile della Medicina interna del Goretti di Latina, Salvatore Di Somma ha spiegato come, in 15 anni di responsabile del pronto soccorso del Sant’Andrea, ci si è resi conto che il Pronto soccorso veniva ingolfato, con due possibilità solo da parte dei medici: dimettere o ricoverare. Il lavoro pubblicato due giorni fa dimostra che il modello portato avanti dalla Asl di Latina ha consentito  diverse innovazioni: “Avevamo una quantità importante di positivi a casa per i quali era necessario fare qualcosa in più. Nel marzo 2020 abbiamo selezionato mille pazienti e li abbiamo messi in telemonitoraggio ottenendo due risultati: abbiamo ricoverato solo 82 pazienti prima che la malattia diventasse grave e nessuno di loro è finito in terapia intensiva. La maggior parte è guarita a casa”. La Asl di Latina, per la sua realtà geografica si è adattata perfettamente al modello, evitando di accentrare le cure in ospedale”. Lo studio si è concentrato su una patologia cronica che affligge molti paziente: lo scompenso cardiaco, a causa del covid molti pazienti con questa patologia non hanno avuto accesso in ospedale, ma la telemedicina permette un incontro tra paziente, medico generale e infermiere che insieme possono dare una risposta nuova a una medicina per qualità e assistenziale buona. L’obiettivo è creare un modello integrato che può essere virtuoso”.

Non si tratta solo di tecnologia – precisa la Asl – ma di modelli avanzati che utilizzano nuove tecnologie come nuovo strumento di lavoro. L’obiettivo è appropriatezza ed efficienza, oltre alla fondamentale importanza dell’attività dei medici del territorio, come ha sottolineato Giovanni Cirilli, segretario regionale Fimmg: “Il covid ha messo a nudo il problema: senza un territorio organizzato non c’è nessun sistema sanitario in grado di resistere alle sfide, non solo a quella del covid, ma anche delle cronicità. I nostri pazienti cronici hanno difficoltà a mantenere gli standard di assistenza. Il progetto +Vita dà una risposta a questa esigenza partendo dal presupposto che i medici di base devono svolgere un ruolo attivo nella loro gestione stratificando i pazienti: ci sono alcuni che devono essere gestiti solo da medico base, altri dallo specialista a seconda della gravità della patologia. Questa situazione vale sempre di più per il futuro, abbiamo la necessità di immaginare modello di sanità territoriale che non si limiti a fare solo le prenotazioni dei pazienti alle visite, ma che inizi a dare risposte anche in termini di prestazione, a Latina il modello sta dando risultati ed è il futuro”.

Una nuova figura di medico quindi, che abbia competenze non solo cliniche ma anche tecnologiche, ecco perchè è stato fondametale la collaborazione con il Mit e con Novartis.

Apprezzamenti arrivano anche dal nuovo direttore generale della Regione Lazio, Massimo Annichiarico secondo il quale “C’è una grande necessità nel processo di evoluzione dell’organizzazione sanitaria”, così come da Francesco Gabbrielli, Direttore del Centro Nazionale per la Telemedicina e le Nuove Tecnologie Assistenziali dell’Istituto Superiore di Sanità secondo il quale “A Latina c’è la grande possibilità di trasformare il territorio in un enorme ottimo laboratorio di sperimentazione di soluzioni organizzative e di telemedicina”. Sfida immediatamente colta dal direttore generale Giorgio Casati.

Hanno preso la parola durante la conferenza, anche il Professor Davide Chiaroni, Associate Dean for Executive  Education, MIP Politecnico di Milano Graduate School of Business; Gaia Panina – Chief Scientific Officier, Novartis; Professor Paolo Romolo Locatelli – Direttore Executive Master in Gestione dell’Innovazione in Sanita’ del MIP Politecnico di Milano Graduate School of Business; Francisco Garcia – Country Chief Digital & Data Officier, Novartis.

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