il punto del sindacato

Gilda Latina: “Casi in aumento, didattica in presenza ora è insostenibile”

Le scuole sono allo stremo e vicine al collasso

LATINA – «A dispetto delle rassicurazioni che arrivano dal governo dal giorno del rientro in aula, i dati dei contagi nelle scuole sono allarmanti e la nostra provincia non fa eccezione. Ne è prova il report settimanale diffuso dalla Asl. Di più: dalle segnalazioni che ci giungono in questi giorni dagli istituti, sono numeri destinati a crescere». Per la coordinatrice della Gilda Insegnanti di Latina, Patrizia Giovannini, la gestione dei casi di positività e della didattica è diventata insostenibile, le scuole sono allo stremo. «Riteniamo la didattica in presenza l’unica modalità di insegnamento valida, ma in questo momento – afferma la segretaria del sindacato – è impraticabile perché sostituita nella maggior parte dei casi da una pseudo didattica digitale integrale, ibrida, che non funziona né consente di mantenere la programmazione, tantomeno la continuità educativa».

Al 18 gennaio si contano oltre duemila positivi tra alunni e personale scolastico e 207 classi messe in quarantena. «Un quadro davvero preoccupante, segno evidente – sottolinea la prof.ssa Giovannini – che i contagi corrono nelle scuole malgrado il ministro insista col dire che le stesse sono luoghi sicuri. E’ assurdo che docenti e Ata obbligati alla terza dose di vaccino, in caso di contagio o contatto con positivi, siano chiamati a rimanere in presenza, in autosorveglianza, e a doversi pagare tampone e mascherine Ffp2 per lavorare».

Come denunciato più volte dal sindacato, le regole per la gestione dei casi di positività entrate in vigore con l’ultimo protocollo ministeriale sono confuse e inappropriate in quanto non tengono conto delle misure di sicurezza e prevenzione essenziali al contenimento dei contagi: vedi il distanziamento, l’aerazione degli ambienti scolastici, il sovraffollamento delle aule. «Le disposizioni, per sollevare le Asl intasate – spiega Giovannini – rinviano la decisione dell’applicazione delle quarantene direttamente agli istituti, che navigano a vista perché non hanno gli strumenti idonei a fronteggiare una simile situazione».

«Due anni di pandemia non sono serviti a riorganizzare le scuole, alla luce di un’emergenza diventata ormai routine» è la constatazione amara della sindacalista, che si dice  «sconcertata dalla cecità di un Ministero che continua a negare l’evidenza, a vessare il personale, i docenti in primis, a non ascoltare le associazioni di categoria e a non pretendere investimenti in un settore che rischia il collasso.

C’è anche da considerare la difficoltà a sostituire gli insegnanti contagiati o in quarantena, per cui i colleghi presenti sono chiamati a supplire le assenze senza tutele: «Oltre il danno la beffa, perché non sono stati stanziati neanche i fondi necessari di supporto per la sostituzione – spiega Giovannini – per cui i docenti precari non percepiscono regolare stipendio. A queste condizioni diventa difficile accettare un incarico».

«Nonostante l’obbligo vaccinale imposto alla scuola – conclude la coordinatrice della Gilda – nulla è cambiato. Ancora si continua a vivere nel disagio, nell’insicurezza e senza la giusta considerazione di un ruolo che ancora di più oggi sarebbe importante riconoscere e valorizzare».

 

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