economia

Inflazione record, è emergenza rincari. Il presidente della Camera di Commercio: “Non c’è più tempo. Intervenire con misure urgenti”

i dati Excelsior parlano chiaro

LATINA – L’attuale contesto economico inizia a restituire i conti il cui squilibrio era annunciato. L’escalation dei costi dell’energia, che ha intaccato in primis i margini aziendali, con gli ultimi aumenti delle bollette, è divenuta insostenibile ed il rischio ormai tangibile è quello di contare le perdite in termini di aziende, posti di lavoro e reddito delle famiglie. La corsa record dell’inflazione, con la conseguente riduzione della capacità di acquisto delle famiglie, ed il rialzo dei tassi di interesse rischiano di minare la sostenibilità economica delle imprese e la capacità di far fronte all’aumentato costo del debito.

Sull’attuale scenario socio economico che sta vivendo il Paese è intervenuto il presidente della Camera di Commercio, Giovanni Acampora: “L’instabilità diffusa sui diversi fronti della gestione aziendale degli ultimi mesi ha imposto alle imprese di governare le nuove pressanti urgenze, senza essere ancora uscite completamente dalla fase dell’emergenza pandemica, con un ulteriore doppio rischio: da un lato  gli effetti depressivi sugli investimenti e dall’altro il mancato utilizzo delle risorse del PNRR. Gli interventi compensativi dell’ultimo decreto aiuti rappresentano misure importanti per affrontare l’emergenza ma non bastano, servono con estrema urgenza ulteriori risorse.”

Poi, commentando i dati contenuti nel Report dell’indagine Excelsior, Acampora ha aggiunto: “Gli effetti del peggiorato clima economico si stanno manifestando con crescente evidenza anche nel mercato del lavoro: le previsioni di ingresso nel trimestre settembre-novembre 2022 sono in contenimento a tutti i livelli territoriali, con la più significativa frenata per le attività commerciali e la manifattura. Nell’attuale contesto, come emerge dal focus sui mercati internazionali, la resilienza delle esportazioni italiane è evidente anche nel nostro territorio: l’area vasta di Frosinone e Latina, che da sola vale oltre la metà dell’export laziale, esprime una quota delle esportazioni sul valore aggiunto pari al 67%, a fronte del 32% su scala nazionale. Un dato strutturale di assoluto rilievo che vede le nostre due realtà ai vertici della graduatoria nazionale delle province nel segmento dell’industria farmaceutica; altrettanto avviene per le produzioni agricole dell’area pontina.

A tali dati si affiancano le performance congiunturali riferite al I semestre di quest’anno in decisa crescita, in linea con le dinamiche regionali e nazionali; a  riguardo, si evidenzia che gli incrementi del valore delle esportazioni sono fortemente condizionati dalle tendenze dei prezzi con una componente inflattiva che amplifica i valori dei flussi”.

“Pur tenendo conto delle accezioni positive emerse – ha concluso il presidente Acampora – siamo nel pieno di una fase emergenziale che va affrontata con tutti gli sforzi possibili per tutelare le nostre eccellenze, i nostri imprenditori, i nostri lavoratori e le nostre famiglie. Non c’è più tempo. Occorre intervenire con misure urgenti”.

 

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