{"id":146654,"date":"2014-02-14T09:48:58","date_gmt":"2014-02-14T08:48:58","guid":{"rendered":"http:\/\/www.radioluna.it\/news\/?p=146654"},"modified":"2014-02-14T13:36:17","modified_gmt":"2014-02-14T12:36:17","slug":"agromafie-e-caporalato-il-dossier-i-numeri-dellagro-pontino-e-il-caso-latina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.radioluna.it\/news\/2014\/02\/agromafie-e-caporalato-il-dossier-i-numeri-dellagro-pontino-e-il-caso-latina\/","title":{"rendered":"AGROMAFIE E CAPORALATO, IL DOSSIER<BR> I numeri dell\u2019Agro pontino e il caso Latina"},"content":{"rendered":"<div id=\"fb-root\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.radioluna.it\/news\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/caporalato.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-146655\" alt=\"caporalato\" src=\"http:\/\/www.radioluna.it\/news\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/caporalato.jpg\" width=\"279\" height=\"181\" \/><\/a><strong>LATINA<\/strong> &#8211;\u00a0Si terr\u00e0 sabato 15 Febbraio alle ore 16.00, presso il Liceo G.B. Grassi di Latina in Via P.\u00a0Sant\u2019Agostino 8, l\u2019incontro pubblico promosso dalla Flai-Cgil, Legambiente e Libera sul tema delle\u00a0agromafie e caporalato. L\u2019iniziativa si inserisce nella folta lista di appuntamenti verso la\u00a0manifestazione del prossimo 22 Marzo a Latina, Radici di Memoria Frutti di Impegno, promossa\u00a0per celebrare la XIX Giornata della Memoria e dell\u2019Impegno in ricordo delle vittime delle mafie.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019iniziativa \u2013 che vedr\u00e0 la partecipazione di numerosi esponenti delle Istituzioni locali,dell\u2019associazionismo, del sindacato e della comunit\u00e0 Sikh \u2013 ha come obiettivo l&#8217;emersione dei tanti\u00a0fenomeni di illegalit\u00e0 presenti sul territorio, in particolare legati alle condizioni di lavoro nel settore agricolo, al rispetto dell\u2019ambiente e del territorio e, pi\u00f9 in generale, alla massiccia infiltrazione e\u00a0radicamento delle organizzazioni mafiose nel territorio pontino e in tutta la regione Lazio; dal\u00a0caporalato al riciclaggio di capitali illeciti, dalla tratta dei lavoratori stranieri al sistema diffuso di\u00a0violenze continue e sopraffazioni a cui sono costretti a sottostare migliaia di indiani e le loro\u00a0famiglie.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La manifestazione sar\u00e0 introdotta dalle relazioni di Giovanni Gioia (segr. gen. della Flai CGIL diLatina) e da Marco Omizzolo (coordinatore provinciale di Legambiente) che descriveranno le\u00a0diverse problematiche del territorio pontino legate al settore agricolo e alle politiche per la\u00a0valorizzazione e tutela del territorio. Seguiranno gli interventi di Rossella Muroni (direttrice\u00a0nazionale di Legambiente) e di Roberto Iovino (Flai Nazionale) che metteranno a confronto i casi di\u00a0illegalit\u00e0 riscontrati nel territorio pontino con l\u2019attuale contesto nazionale, per concludere \u00e8 previsto\u00a0l\u2019intervento di Don Luigi Ciotti, presidente nazionale di Libera.\u00a0Le organizzazioni promotrici dell\u2019evento distribuiranno un documento con dei dati sui principali\u00a0punti critici legati al fenomeno del caporalato, delle agromafie e delle ecomafie nel territorio\u00a0pontino.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>IL DOSSIER<\/strong> &#8211; I lavoratori impiegati in agricoltura nel Lazio sono complessivamente 37.404 (dati INPS 2011). L\u2019agricoltura laziale da sempre ha una forte centralit\u00e0 nell\u2019economia regionale; nonostante rappresenti poco meno del 2% del PIL regionale (bisogna tener presente che solo i servizi nel producono l\u201984%), \u00e8 soprattutto la quota relativa all\u2019indotto, ai mercati ortofrutticoli e alla presenza di forti distretti di trasformazione agroalimentare industriale a rendere l\u2019agricoltura laziale tra le pi\u00f9 importanti in Italia e in Europa. Questo straordinario potenziale viene spesso mortificato dalla forte presenza dell\u2019illegalit\u00e0 in questo settore. Secondo i dati Istat (2011) il Lazio sarebbe medaglia d\u2019oro per percentuale di lavoro sommerso in agricoltura (media regionale del 32,8%); in sostanza ci sarebbero pi\u00f9 di 15.000 (ma forse sono molti di pi\u00f9) lavoratori \u201cinvisibili\u201d, impiegati illegalmente nelle campagne laziali. Rispetto a questi numeri \u00e8 quasi impossibile quantificare l\u2019evasione contributiva e la mancanza di introiti per lo Stato anche perch\u00e9 spesso l\u2019irregolarit\u00e0 lavorativa, soprattutto per le stagionalit\u00e0 delle raccolte agricole, si sovrappone a tanti altri fenomeni illegali, quali il caporalato, la tratta degli essere umani, la riduzione in schiavit\u00f9 e l\u2019infiltrazione della criminalit\u00e0 organizzata nella gestione della manodopera (come affermato dall\u2019ultima relazione della Direzione Nazionale Antimafia). A dimostrarlo sono i dati in merito agli arresti; solo nel 2012 sono stati circa 550 le persone arrestate per queste tipologie di reato su tutto il territorio laziale.lATINA<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0IL CASO LATINA<\/strong> \u00a0&#8211;\u00a0\u00c8 soprattutto la provincia di Latina a preoccupare gli operatori del settore, considerando che, secondo le stime della Flai Cgil, essa \u00e8 il territorio che ospita pi\u00f9 della met\u00e0 dei lavoratori irregolari dell\u2019intera regione. Solo negli ultimi due anni sono state pi\u00f9 di 30 le denunce per riduzione in schiavit\u00f9, caporalato e sfruttamento lavorativo; fenomeni che hanno visto soprattutto la comunit\u00e0 Sikh (indiani provenienti dal Punjab) al centro dei fenomeni di sfruttamento. Salari bassissimi (circa 2 euro l\u2019ora a fronte dei 8.26 previsti dal contratto!), orari improponibili (10\/12 ore di lavoro al giorno invece delle 6 ore e 40 minuti previsti dal contratto) e condizioni abitative del tutto inadeguate, queste sono le principali problematiche sul territorio pontino. Tale contesto favorisce il radicamento della criminalit\u00e0 organizzata nel settore agricolo. La forte disponibilit\u00e0 economica e il possesso d\u2019ingenti quantit\u00e0 di denaro contante sono una leva impareggiabile per un settore con un\u2019incidenza del sommerso cos\u00ec rilevante, il che danneggia la competitivit\u00e0 dell\u2019intera economia regionale. Ma la pervasivit\u00e0 della criminalit\u00e0 organizzata \u00e8 testimoniata anche dalla forte presenza di terreni agricoli confiscati alla criminalit\u00e0, dallo sversamento illegale dei rifiuti in terreni originariamente destinati all\u2019agricoltura e dai recenti fatti di cronaca che hanno coinvolto il Mercato Ortofrutticolo di Fondi. Le inchieste Bilico e Sud Pontino (DDA Napoli) hanno svelato un patto tra le diverse criminalit\u00e0 (Camorra, \u2018Ndrangheta e Cosa Nostra) per la gestione del mercato; inchieste che hanno portato ad importanti arresti e alla richiesta di scioglimento (respinta) del Comune di Fondi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>NUMERI<\/strong> &#8211;\u00a0Nei registri anagrafici in capo all\u2019Inps (anno 2012) risultano iscritti 16.827 braccianti disseminati nel territorio provinciale, la maggiore concentrazione di braccianti si trova nei Comuni pi\u00f9 grandi: Latina (2500), Aprilia (1024), Cisterna (1478), Fondi (1187), Sezze (1516), Sabaudia (1883), Terracina (2889).Le aziende agricole registrate presso la Camera di Commercio di Latina al 31 dicembre 2013 sono 9500 di cui solamente 3400 assumono stabilmente manodopera, altre 3000 hanno l\u2019esenzione alla contabilit\u00e0 e non assumono, altre 3000 sono piccole aziende spesso a conduzione familiare. Di fatto sono 6000 le aziende agricole propriamente dette.Basta guardare i numeri per capire che 16827 braccianti da distribuirsi su 6000 aziende significa circa 3 braccianti ad azienda; se questa proporzione la dividiamo invece per le 3400 che stabilmente assumono manodopera, significa 5 braccianti ad azienda agricola. Se aggiungiamo che moltissime delle 3400 aziende agricole hanno estensioni territoriali significative per diverse decine di ettari, si evince facilmente che esiste una sacca di lavoro nero di dimensioni significative. Relativamente al meccanismo di controllo della manodopera e per farsi un\u2019idea della grandezza del fenomeno citiamo un dato del 2011: a seguito del decreto flussi che in provincia di Latina prevedeva 6500 unit\u00e0 furono presentate presso la Prefettura di Latina oltre 25000 richieste, quattro volte la necessit\u00e0 dichiarata!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dalle nostre stime, approssimative e basate sul numero delle aziende, l\u2019estensione territoriale e gli indici di congruit\u00e0, risulta circa il triplo della manodopera bracciantile, spesso retribuiti in nero, soprattutto migranti provenienti da Paesi Terzi, condannati a vivere in condizioni prossime alla riduzione in schiavit\u00f9, costretti a pagare per i permessi di soggiorno, per alloggi fatiscenti, per essere portati al lavoro. Un mercato delle braccia gestito da caporali locali ed etnici che oltre alle condizioni sopra citate genera anche concorrenza sleale tra le aziende.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0LA COMUNITA\u2019 DEL PUNJAB<\/strong> &#8211;\u00a0Possiamo dire che sono decine di migliaia disseminati in tutto il territorio provinciale e limitrofo alla provincia di Latina. Quando parte un lavoratore dal proprio Paese di origine, la famiglia si adopera per raccogliere i fondi necessari per garantirgli il viaggio, la permanenze e le condizioni necessarie per arrivare a destinazione, in alcuni casi ipotecandosi la casa o vendendo beni necessari alla propria sopravvivenza. Il \u201cviaggio della speranza\u201d costa mediamente dai 5.000 agli 8.000 euro e comprende: spese di trasporto e (solo andata) nulla osta provvisorio per entrare in Italia. Tale fenomeno \u00e8 ben descritto anche nel docu-film Padrone Bravo prodotto dalla Cooperativa Parsec insieme alla Flai Cgil di Latina che racconta la condizione di vita di queste persone. La loro giornata tipo \u00e8 fatta da 12\/14 ore di lavoro nei campi, utilizzati (ovviamente in nero) per la raccolta dei prodotti o per l\u2019allevamento del bestiame, con una movimentazione continua da un campo all\u2019altro a seconda del fabbisogno. I \u201cpi\u00f9 fortunati\u201d vengono pagati dai 2 ai 4 euro l\u2019ora. Nonostante queste proibitive condizioni, gli indiani del Punjab presenti nel nostro Paese hanno un senso della comunit\u00e0 e delle tradizioni molto forte. Nell\u2019unica giornata settimanale libera, la domenica, si riuniscono nei templi (Gurudwara) per pregare, mangiare e passare almeno una giornata a settimana in comunit\u00e0. In provincia di Latina ci sono 4 templi di grandi dimensioni uno a Sabaudia, uno a S.Vito, Fondi e l\u2019altro a Pontinia ma ce ne sono altri tre nelle zone limitrofe (Velletri, Lavinio e CampoVerde) e due a Roma (Anagnina e Massimina). In ognuno di questi templi la domenica si contano pi\u00f9 di 1500 persone. Le condizioni abitative portano queste persone a dover pagare per un posto letto in un tugurio anche fino a 150 euro al mese. Senza il contributo della comunit\u00e0 Sikh, il settore agricolo, strategico per l\u2019economia laziale, sarebbe inesorabilmente in crisi, con conseguenze economiche, lavorative e sociali gravissime per il territorio. I sikh contribuiscono alla crescita e allo sviluppo economico e sociale della provincia di Latina, tanto da avviare processi virtuosi i cui vantaggi sono evidenti. Solo una politica miope pu\u00f2 negare questo contributo. Non tenerne conto significa promuovere un sistema illegale di sfruttamento. A tale concreta potenzialit\u00e0 ancora non corrisponde invece un positivo percorso di inclusione. La carenza di servizi dedicati (primi fra tutti l\u2019insegnamento della lingua italiana L2 e la mediazione culturale), le aggressioni razziste, l\u2019isolamento rurale e sociale pesa come un macigno sulla comunit\u00e0 sikh pontina. La mancanza di comunicazione e comprensione tra cittadini indiani e italiani amplifica ancora pi\u00f9 l\u2019isolamento sociale e l\u2019esposizione dei primi a truffe e sfruttamento.La scarsa conoscenza della lingua italiana costituisce il fattore di emarginazione pi\u00f9 importante, spesso usato strumentalmente da sfruttatori e approfittatori per realizzare piccole occasioni di business a tutto discapito dei lavoratori indiani. Per questo la Flai-Cgil dopo aver tradotto i contratti di lavoro, la Costituzione Italiana e alcune Leggi nella loro lingua, ha deciso di organizzare corsi di italiano gratuiti prima presso la sede di B.go Hermada e ora addirittura nelle scuole.Le occasioni sono drammaticamente continue. Dal rinnovo dei permessi di soggiorno o dei documenti anche pi\u00f9 semplici, all&#8217;intermediazione con la P.A., ai servizi sociali, alla ricerca di un posto di lavoro, al relativo reclutamento, sino all&#8217;affitto di una nuova abitazione. Esistono ormai numerosi saggi e pubblicazioni in tal senso, a dimostrazione di un sistema collaudato di sfruttamento che poggia sulle spalle di migliaia di migranti e sull&#8217;assenza di scrupoli di truffatori e sfruttatori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le stesse violenze sono continue. Sono stati registrati casi di violenza fisica, aggressioni immotivate, alcune anche particolarmente gravi come il tentativo di dare fuoco ad alcuni migranti con il solo obiettivo di \u201cdivertirsi\u201d o di derubarli il giorno di paga del denaro in contante. In alcune aziende agricole si sono registrate prepotenze e violenze di varia natura. Dal salario non corrisposto anche per diversi mesi, a violenze fisiche come percosse, ad altre di carattere psicologico, come nel caso di lavoratori indiani costretti a chiamare i datori di lavoro PADRONI, ad abbassare la testa e a fare due o tre passi indietro prima di rivolgersi a loro. Storie e sistemi che vigono da anni e che sono stati documentati abbondantemente come nel caso del documentario di Patrizia Santangeli, Visit India, dei dossier di In Migrazione e Amnesty International. La saldatura tra tratta degli esseri umani, reclutamento, caporalato e sfruttamento nei campi agricoli e sistemi criminali costituisce l&#8217;emergenza maggiore. In primis ci\u00f2 costituisce l&#8217;occasione attraverso la quale le organizzazioni mafiose possono impadronirsi quasi completamente del settore agricolo pontino, stritolando gli imprenditori che hanno invece investito in qualit\u00e0 e legalit\u00e0. Diventa anche occasione per riciclare in maniera sempre pi\u00f9 facile fiumi di denaro provenienti dai traffici tradizionali delle mafie, e infine, sistema attraverso il quale schermare traffici tradizionali come la tratta di esseri umani, lo sfruttamento, il caporalato ma anche, come molte inchieste giudiziarie hanno accertato, attraverso la logistica e la complessa rete che la caratteristica, il traffico di armi, di uomini e di droghe. La lotta per sconfiggere il caporalato e le agromafie \u00e8 di fondamentale importanza per vincere contro le mafie e le loro logiche perverse e di morte. Stare dalla parte dei lavoratori indiani e di tutti coloro che sono sfruttati nei campi agricoli pontini e non solo \u00e8 la condizione per una democrazia matura e una giustizia sociale compiuta e reale. Come sosteneva un celebre striscione che apriva la manifestazione per la legalit\u00e0 organizzata a Latina dalla Flai Cgil tenuto proprio dai lavoratori indiani, \u201cstesso\u00a0sangue, stessi diritti\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>LATINA &#8211;\u00a0Si terr\u00e0 sabato 15 Febbraio alle ore 16.00, presso il Liceo G.B. Grassi di Latina in Via P.\u00a0Sant\u2019Agostino 8, l\u2019incontro pubblico promosso dalla Flai-Cgil, Legambiente e Libera sul tema delle\u00a0agromafie e caporalato. 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