{"id":162863,"date":"2015-04-07T12:50:12","date_gmt":"2015-04-07T10:50:12","guid":{"rendered":"http:\/\/www.radioluna.it\/news\/?p=162863"},"modified":"2015-04-09T17:00:42","modified_gmt":"2015-04-09T15:00:42","slug":"imprese-leconomia-pontina-arranca-ancora","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.radioluna.it\/news\/2015\/04\/imprese-leconomia-pontina-arranca-ancora\/","title":{"rendered":"Imprese, l&#8217;economia pontina arranca ancora"},"content":{"rendered":"<div id=\"fb-root\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-65204 size-medium alignleft\" src=\"http:\/\/www.radioluna.it\/news\/wp-content\/uploads\/2011\/01\/camera_commercio_latina-300x210.jpg\" alt=\"camera_commercio_latina\" width=\"300\" height=\"210\" srcset=\"https:\/\/www.radioluna.it\/news\/wp-content\/uploads\/2011\/01\/camera_commercio_latina-300x210.jpg 300w, https:\/\/www.radioluna.it\/news\/wp-content\/uploads\/2011\/01\/camera_commercio_latina-500x350.jpg 500w, https:\/\/www.radioluna.it\/news\/wp-content\/uploads\/2011\/01\/camera_commercio_latina.jpg 555w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>LATINA<\/strong> &#8211; &#8220;Si \u00e8 chiuso un anno che ha registrato qualche primo, timido, segnale di ripresa nella demografia delle imprese su base nazionale, lo stesso ancora non pu\u00f2 dirsi, purtroppo, per il contesto locale&#8221;.\u00a0\u00a0Lo dice Osservare, l\u2019osservatorio economico della Camera di Commercio di Latina, rende pubblici i dati Movimprese relativi all\u2019anno 2014 elaborati sulla base dei dati forniti da Unioncamere e la congiunturale per il IV trimestre sempre del 2014.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il tasso di crescita \u00e8 stato proprio il Lazio, trainata dalla consueta vivace performance della provincia di Roma. A sostegno di quanto rilevato, lo stesso presidente di Unioncamere, Ferruccio Dardanello afferma che: \u201cI segnali che vengono dall\u2019economia reale indicano, che a differenza delle tante false partenze registrate in questi anni, stavolta, forse, siamo davanti a una reale opportunit\u00e0 di invertire la rotta\u2026\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Passando alle tendenze rilevate a livello regionale, il Lazio mostra la performance di crescita pi\u00f9 significativa, peraltro in ulteriore crescita tendenziale (+1,80%, a fronte del +1,39% del 2013), mentre analizzando\u00a0le tendenze provinciali nell\u2019ambito della regione Lazio, emerge che subito dopo Roma, il cui tasso di crescita, secondo a livello nazionale dopo Isernia, si conferma in netta accelerazione rispetto all\u2019annualit\u00e0 precedente (+2,24% nel corso del 2014, rispetto al +1,74% rilevato a dicembre 2013), si collocano Latina (+0,66%) e Frosinone (+0,61%) entrambi in rallentamento tendenziale (rispettivamente gli esiti dello scorso anno si attestavano rispettivamente al +0,87% per la provincia pontina e +0,77% per il frusinate).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8220;Diversamente dal passato &#8211; dice ancora lo studio &#8211; \u00a0le dinamiche pontine hanno perso la consueta vivacit\u00e0 posizionandosi sui valori che si sovrappongono a quelli nazionali&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">LA PROVINCIA DI LATINA &#8211;\u00a0Passando ora a esaminare nello specifico la provincia di Latina si rileva a fine 2014 uno stock di imprese pari a 57.563 unit\u00e0 registrate, di cui quasi l\u201982% attive, per un saldo positivo in termini assoluti di 384 unit\u00e0, determinato dalla differenza tra le 3.701 iscrizioni dell\u2019anno e le 3.317 aziende cancellate nello stesso periodo. Il tasso di natalit\u00e0 provinciale si attesta al +6,40%, in rallentamento rispetto alle evidenze rilevate l\u2019anno precedente (+7,12%), collocandosi peraltro ai minimi in serie storica; in flessione, sebbene meno pronunciata, anche il tasso di mortalit\u00e0 (5,73%, a fronte del 6,24% nel corso del 2013).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli esiti di tali dinamiche conducono a un tasso di crescita su base annua pari al 0,66%, superiore ai valori nazionali (+0,51%) ma, come gi\u00e0 evidenziato, in flessione rispetto a quanto registrato alla fine del 2013 (+0,87%); una situazione locale che ci si augura possa migliorare nell\u2019immediato futuro alla luce dei primi segnali di ripresa del quadro economico registrati su base nazionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019ANDAMENTO DEMOGRAFICO PER SETTORE ECONOMICO &#8211;\u00a0La situazione che si presenta alla fine dell\u2019anno evidenzia una maggioranza di segni negativi in termini di crescita nei vari settori. Si conferma in flessione il settore del Trasporto e Magazzinaggio che mette a segno una flessione significativa dello stock (-1,66%), sebbene mostri un recupero rispetto alle analoghe risultanze dello scorso anno (-2,17%). Altrettanto preoccupante anche il dato del comparto Manifatturiero (-0,97%, laddove alla fine del 2013 la flessione dello stock era significativamente pi\u00f9 contenuta al -0,49%), che si traduce in un saldo negativo in valore assoluto di -46 imprese. Contribuiscono all\u2019accentuazione negativa delle dinamiche decrescenti del comparto industriale in primis il bilancio fortemente in rosso dell\u2019industria del legno, appesantita dall\u2019ulteriore arretramento della carpenteria e della falegnameria destinate all\u2019edilizia. Altrettanto avviene per la lavorazione dei materiali edili (vetro, pietra..). In flessione anche la lavorazione dei metalli e la fabbricazione di componenti elettronici, nonch\u00e9 di macchinari per l\u2019industria. Diversamente, si mantengono positive le attivit\u00e0 di riparazione dei macchinari e di installazione di apparecchiature industriali, nonch\u00e9 la consueta industria alimentare delle piccole attivit\u00e0 di lavorazione dei prodotti da forno, mentre arretrano le pasticcerie.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">SETTORE IMMOBILIARE &#8211; Per quanto attiene al settore immobiliare, il relativo dato ai fini di un corretto confronto delle dinamiche tendenziali va corretto delle iscrizioni nella sezione speciale del REA \u201cPersone Fisiche\u201d2 avvenute esclusivamente ai fini del mantenimento dei requisiti abilitanti ottenuti tramite la precedente iscrizione al ruolo degli Agenti di Affari in Mediazione, di fatto soppresso lo scorso anno. Al riguardo, la revisione decurta drasticamente le tendenze di tale segmento di attivit\u00e0 rilevate nel 2013, riportandole su un sentiero negativo (-0,33%); tali esiti risultano in ulteriore peggioramento nel corso dell\u2019ultimo anno, per una variazione negativa del -1,07%, che attesta le difficolt\u00e0 connesse ad un mercato asfittico; tuttavia occorre sottolineare che, secondo l\u2019Osservatorio Immobiliare3, in chiusura d\u2019anno le compravendite a livello nazionale hanno registrato un deciso rimbalzo, dopo un lungo periodo di perdite.<br \/>\nIn flessione le attivit\u00e0 commerciali (-0,33% il tasso di variazione dello stock), penalizzate prevalentemente dalla componente all\u2019ingrosso che soffre delle nuove logiche organizzative aziendali di ottimizzazione dei costi attraverso una catena distributiva pi\u00f9 \u201ccorta\u201d.<br \/>\nALTRI SERVIZI &#8211; Si mantengono su livelli di sostanziale stazionariet\u00e0 le Altre attivit\u00e0 di servizi e le Attivit\u00e0 artistiche, sportive e di intrattenimento; positive anche le dinamiche del settore degli Alloggi e della ristorazione (+2,37%), grazie alla maggiore vivacit\u00e0 delle attivit\u00e0 legate alla somministrazione di alimenti.<br \/>\nAGRICOLTURA &#8211; Per quanto riguarda infine l\u2019Agricoltura, che va sempre comunque tenuta in opportuna considerazione in relazione al numero di imprese del settore rappresentando pi\u00f9 del 18% del tessuto imprenditoriale, anche nel 2014 registra una ulteriore decrescita (-1,58% la variazione dello stock), sebbene pi\u00f9 contenuta rispetto alle analoghe risultanze dello scorso anno. Le tendenze locali sono tuttavia in linea con le dinamiche nazionali, che mostrano un settore in progressiva perdita di unit\u00e0 produttive oltre che per i consueti fattori economici legati alle complessit\u00e0 dei mercati, anche i crescenti cambi di destinazione d\u2019uso dei suoli agricoli.<br \/>\nSi mantengono su di un sentiero positivo i Servizi di informazione e comunicazione (+3,71%), in linea con le dinamiche restituite nei dodici mesi precedenti (+3,59%) e i Servizi di supporto alle imprese (+4,63%, a fronte tuttavia di un +5,12% dello scorso anno).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019ARTIGIANATO &#8211;\u00a0Segnali contraddittori provengono dal comparto Artigiano, poich\u00e9 alla cronica situazione di difficolt\u00e0 riscontrata in alcuni comparti, rilevata negli ultimi trimestri senza soluzione di continuit\u00e0 e confermata nel bilancio annuale negativo, fa da contraltare il segno positivo, in alcuni casi piuttosto significativo, di altri settori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Prima di esaminare le tendenze di dettaglio, si riassumono i dati generali riscontrati per il comparto nell\u2019ultimo anno: le imprese artigiane registrate nell\u2019apposito Albo ammontano a fine 2014 a 9.305 unit\u00e0, delle quali 9.197 attive (quasi il 99%); il saldo risulta negativo per -136 imprese, determinato dalla differenza tra le 615 iscrizioni e le 751 cessazioni annuali. Il tasso di crescita del comparto nel 2014 si \u00e8 attestato al -1,44%, in linea con il valore 2013 (-1,45%), determinato da un tasso di natalit\u00e0 del +6,51% ed un tasso di mortalit\u00e0 del -7,94%. L\u2019artigianato alla fine del 2014 rappresenta il 19,55% del tessuto imprenditoriale nella Provincia di Latina (al netto delle imprese agricole) in lieve diminuzione rispetto al 2013 (19,79% la quota).<br \/>\nSegno meno per le Costruzioni (-2,43% la variazione dello stock nel 2014), per un bilancio annuale negativo in valore assoluto di -76 imprese, il peggiore di tutto il comparto. In ulteriore arretramento le officine meccaniche e i Servizi alla persona (prevalentemente parrucchieri, estetiste e istituti di bellezza), attivit\u00e0 queste ultime che rispondendo alle esigenze di autoimpiego, grazie alle non elevate barriere di ingresso, scontano tuttavia tassi di sopravvivenza mediamente pi\u00f9 contenuti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Diversamente, occorre sottolineare il leggero rallentamento del trend negativo della Manifattura, il cui bilancio di demografia imprenditoriale annuale si attesta al -1,34%, a fronte del -3,03% del 2013; in flessione, sebbene pi\u00f9 contenuta sui dodici mesi precedenti, le realt\u00e0 artigiane del legno e dei metalli, mentre si conferma positiva la componente alimentare (pasticcerie e panetterie).<br \/>\nVanno invece segnalate in senso positivo le performances registrate dai Servizi di supporto alle imprese (+7,90% la variazione dello stock), sebbene si tratti prevalentemente di attivit\u00e0 di pulizia, per un saldo positivo di +23 imprese, laddove nel 2013 si rilevava una variazione nettamente pi\u00f9 contenuta (+2,11%). Buono anche il risultato registrato dalle Attivit\u00e0 di ristorazione senza somministrazione (+1,00% nel 2014, a fronte del -2,15% dello scorso anno), sostenute dall\u2019accresciuta spinta all\u2019avvio di nuove attivit\u00e0, nonch\u00e9 dalla maggiore tenuta delle esistenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">LE IMPRESE STRANIERE<br \/>\nPer quanto riguarda l\u2019imprenditoria straniera in provincia di Latina, lo stock al 31 dicembre 2014 ammonta a 3.698 imprese registrate, di cui 3.220 attive (87,07%), per un tasso di crescita annuale dell\u20198,75%, in aumento rispetto al 2013 (5,38%); il saldo tra nuove iscrizioni e cessazioni \u00e8 positivo per +296 imprese.<br \/>\nLa componente straniera rappresenta il 6,41% del tessuto imprenditoriale locale, guadagnando oltre un punto percentuale nell\u2019ultimo quinquennio, in ragione di un trend demografico in continua crescita; si tratta comunque di valori piuttosto distanti dal 10,67% rilevato su base regionale e dall\u20198,66% su scala nazionale.<br \/>\nAnche alla fine del 2014 si conferma l\u2019estrema vivacit\u00e0 della componente straniera in termini di crescita se raffrontata con quanto evidenziato con riferimento all\u2019universo imprenditoriale pontino: le realt\u00e0 non \u201cindigene\u201d mostrano, infatti, un tasso di crescita (+4,31% per le comunitarie e +10,99% per le extracomunitarie)di gran lunga superiore a quello messo a segno dalla componente italiana (+0,21%).\u00a0In termini di peso percentuale sul totale delle imprese straniere operanti nella provincia i settori che hanno il maggiore appeal tra gli stranieri sono il Commercio (39,24% la quota) e le Costruzioni (16,09% il relativo peso percentuale); tuttavia non \u00e8 da sottovalutare anche la preferenza verso le attivit\u00e0 agricole (8,22%). In relazione invece alla incidenza della componente straniera su quella italiana, questa \u00e8 pi\u00f9 significativa nei Servizi di supporto alle imprese dove rappresentano ormai pi\u00f9 del 13% del totale imprese, nel Commercio, dove quasi 1 impresa su 10 \u00e8 straniera e nelle Costruzioni (7,91% del totale).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">IMPRENDITORIA GIOVANILE &#8211;\u00a0Alla fine del 2014 le imprese giovanili iscritte in provincia di Latina risultano essere 6.938, di cui 5.957 attive (quasi l\u201986%); il bilancio annuale attesta un saldo positivo tra iscrizioni e cessazioni pari a 729 unit\u00e0. Il tasso di crescita registrato nel 2014 si \u00e8 attestato al +10,39%, confermandosi molto significativo, tuttavia risulta in rallentamento se raffrontato alla performance dell\u2019anno precedente (+11,58%). \u00a0La minore crescita, peraltro, \u00e8 evidente anche su scala regionale (+13,85%, a fronte del +14,44% nel 2013); diversamente le dinamiche nazionali non mostrano significative variazioni tendenziali: il tasso di crescita si \u00e8 attestato al 10,52%, pressoch\u00e9 in linea con i valori 2013 (+10,48%).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019aggregato delle imprese giovanili rappresenta il 12,05% dell\u2019universo imprenditoriale locale, per una giovanilit\u00e0 che si riscontra maggiormente nelle Altre attivit\u00e0 dei servizi, dove l\u2019incidenza di imprenditori junior \u00e8 di poco inferiore ad 1\/5; altrettanto vale per il settore del Noleggio, agenzie di viaggio e servizi di supporto alle imprese. In termini di disaggregazione settoriale, <strong>le imprese giovanili operano prevalentemente nelle Attivit\u00e0 commerciali<\/strong> (2.008 imprese, per un peso pari al 28,94%) e nelle Costruzioni (864 unit\u00e0, 12,45% la quota); <strong>degno di nota anche il peso dell\u2019Agricoltura (<\/strong>760 imprese) che, in termini relativi, spiega il 10,95% delle imprese giovanili.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tornando ai flussi, anche per il 2014, l\u2019Agricoltura mostra le tendenze positive evidenziate nelle ultime rilevazioni, continuando a registrare incoraggianti valori di crescita (+5,73 %, contro il +2,98% del 2013), a dimostrazione di come il comparto agricolo sia ritenuto una buona opportunit\u00e0 imprenditoriale per le nuove generazioni. E\u2019 indubbio che tale settore risenta positivamente delle politiche a sostegno dei giovani imprenditori agricoli, che offrono dalla possibilit\u00e0 di accedere a mutui a tassi agevolati nonch\u00e9 misure a sostegno delle filiere agroalimentari, ma un ruolo non secondario \u00e8 sicuramente svolto dalle capacit\u00e0 tecniche che contraddistinguono le nuove generazioni, alla luce anche delle specializzazioni professionali che sono state introdotte in ambito scolastico e formativo.<br \/>\nPer quanto riguarda gli altri comparti di attivit\u00e0, come gi\u00e0 evidenziato, si mantengono su livelli di crescita positiva, sebbene in rallentamento rispetto alle analoghe risultanze rilevate lo scorso anno per le attivit\u00e0 manifatturiere, il commercio, i trasporti, le attivit\u00e0 di ristorazione e bar e le attivit\u00e0 di servizi.<br \/>\nDiversamente, si colloca in area negativa il settore delle Agenzie Immobiliari (-4,86%), a fronte della sostanziale stazionariet\u00e0 rilevata nei dodici mesi precedenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">ANALISI CONGIUNTURALE IV TRIM. 2014 &#8211;\u00a0Come accennato nella parte introduttiva cominciano a intravedersi i primi segnali di ripresa dell\u2019economia, evidenziati anche dalle ultime rilevazioni dell\u2019Istat; a tal proposito i dati emersi dall\u2019indagine congiunturale trimestrale condotta dall\u2019Osservatorio camerale, sembrano andare nella stessa direzione. Le imprese della provincia di Latina, alla luce di quanto dichiarato, cominciano a mostrare un miglioramento del clima di fiducia e questo \u00e8 da ritenersi gi\u00e0 un segnale di per s\u00e9 positivo. Difatti, gli ultimi tre mesi del 2014 registrano una lieve inversione di tendenza del clima di fiducia delle imprese, pi\u00f9 ottimiste sia circa la situazione economica generale del Paese, sia con riferimento all\u2019andamento della propria attivit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019ottimismo delle imprese della provincia di Latina \u00e8 supportato dal livello dei ricavi, giudicati in lieve aumento anche in previsione per la prima parte del 2015, mesi nei quali le imprese si attendono un nuovo incremento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tuttavia, gli elementi a disposizione non consentono di affermare che la crisi sia alle spalle, in quanto alcuni indicatori rimangono \u201cal palo\u201d; infatti non si colgono gli stessi segnali per le prospettive di ripresa dell\u2019occupazione che almeno nel breve periodo non sembrano rosee, anche se gli stessi imprenditori prospettano qualche miglioramento nella prima parte del 2015. Nello stesso tempo si registra una diminuzione dei prezzi praticati dai fornitori a dimostrazione di una spirale deflazionistica che ancora non sembra essere superata.<br \/>\nAltro dato che viene rilevato in peggioramento \u00e8 quello concernente i tempi di pagamento da parte dei clienti, che tornano ad allungarsi, con una prospettiva per inizio anno di ulteriore regressione.<br \/>\nPer quanto riguarda gli investimenti, solo il 20% delle imprese della provincia ha dichiarato di aver effettuato interventi in questo senso negli ultimi due anni, confermando il differenziale rispetto alla media nazionale di oltre 10 punti percentuali a discapito della nostra provincia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come gi\u00e0 sottolineato nei precedenti report, gli esiti sopra descritti impongono una riflessione in relazione alla <strong>debolezza strutturale del tessuto imprenditoriale provinciale, strettamente correlata alle difficolt\u00e0 di finanziamento di medio\/lungo periodo comuni alla maggior parte delle imprese intervistate<\/strong>; il basso livello di investimenti \u00e8 una componente determinante che genera inferiori livelli di ricchezza prodotta, in relazione al minore livello del valore aggiunto dei prodotti e servizi, con conseguente minore competitivit\u00e0. Peraltro, anche a livello nazionale secondo la BCE il lento andamento del PIL italiano \u00e8 fortemente condizionato dalla significativa debolezza degli investimenti privati, nonostante la ripresa dei consumi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Disaggregando il clima di fiducia espresso dagli imprenditori nei vari settori di attivit\u00e0, nel comparto manifatturiero (24,5% l\u2019indicatore di fiducia relativo all\u2019andamento della propria azienda) si rileva un ulteriore leggero miglioramento rispetto ai valori dei trimestri precedenti. Si conferma la lenta progressiva ripresa degli ordini, grazie all\u2019esclusivo contributo dei clienti esteri, mentre il mercato interno langue.<br \/>\nDisaggregando il dato nei diversi settori di attivit\u00e0, si riscontra il deciso miglioramento dei giudizi degli imprenditori dell\u2019industria alimentare e del settore metalmeccanico (l\u2019indicatore, pur attestandosi al 25,4%, dunque un livello non elevato, guadagna 10 punti percentuali rispetto ai dodici mesi precedenti); avanza in termini congiunturali ad un ritmo pi\u00f9 contenuto il chimico-farmaceutico (comunque il miglioramento rispetto alle analoghe risultanze 2013 \u00e8 marcato), mentre tessile e legno confermano l\u2019incertezza dei mercati, rappresentando peraltro gli unici comparti in rallentamento tendenziale.<br \/>\nL\u2019incremento del livello degli ordini si riflette sul ritmo della produzione industriale, anche questa in leggera ripresa (13,1%, a fronte del precedente 9,0%) sebbene ancora decisamente lontana dalla situazione precedente la crisi; tali dinamiche si traducono in una lieve flessione delle scorte, che comunque sono attestate dalle imprese a livelli ancora piuttosto elevati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Passando al comparto del commercio, fortemente penalizzato dalla stagione estiva non positiva, torna a crescere il clima di fiducia delle imprese, il cui indicatore si attesta al 22,1%, in deciso rimbalzo rispetto al 13,8% relativo al trimestre precedente, nonch\u00e9 rispetto alle analoghe risultanze dei dodici mesi precedenti. Il mutato clima \u00e8 attribuibile, sebbene con contributi differenti, ad entrambe le componenti, ingrosso e dettaglio. Gli esercizi al dettaglio registrano un significativo recupero rispetto alla chiusura 2013, senz\u2019altro condizionato dalle dinamiche pi\u00f9 vivaci dei consumi; mentre i pubblici esercizi e le riparazioni mostrano una complessiva maggiore stabilit\u00e0.<br \/>\nMigliora anche il clima di fiducia degli operatori del turismo, soprattutto per quanto attiene alla componente dei campeggi e degli agriturismo; le dinamiche congiunturali sono meno vivaci rispetto agli altri comparti, tuttavia il confronto tendenziale fotografa uno scenario nettamente diverso: 19,2% l\u2019indicatore relativo al sentiment degli operatori, a fronte del 4,6%, valore estremamente critico riferito ai dodici mesi precedenti.<br \/>\nAnche nei Servizi il clima di fiducia \u00e8 in ulteriore miglioramento; al riguardo, le dinamiche dei diversi settori, in primis i Trasporti, l\u2019intermediazione immobiliare e finanziaria sono piuttosto altalenanti, a testimoniare l\u2019estrema incertezza e la forte dipendenza intersettoriale. In ogni caso le risultanze dell\u2019intero comparto si mantengono in un area di forte criticit\u00e0 della domanda, che si attesta su livelli comunque minimi (16,0% l\u2019indicatore).<br \/>\nUnica nota negativa che emerge dall\u2019indagine \u00e8 quella relativa al settore delle Costruzioni che sembra ancora essere coinvolto in pieno nella spirale negativa che lo ha caratterizzato negli ultimi anni. Continua, infatti, la situazione di grande difficolt\u00e0 dell\u2019edilizia che registra un clima di fiducia sempre pi\u00f9 basso, tanto che a fine anno l\u2019indice relativo all\u2019andamento economico delle aziende edili si posiziona appena al 12,7% (a fronte del 22,7% riferito all\u2019intero tessuto imprenditoriale locale); peraltro si rileva una concordanza dei principali indicatori (portafoglio ordini, livelli di attivit\u00e0..) che attesta la staticit\u00e0 dei mercati.<br \/>\nNonostante i segnali positivi sopra descritti, non si arresta il deterioramento della capacit\u00e0 delle imprese della provincia di Latina di fare fronte ai propri impegni finanziari; la congiuntura locale si conferma pi\u00f9 pesante rispetto alla media nazionale, anche se la prospettiva per i primi mesi del 2015 lascia sperare in qualche timido segnale di ripresa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ad ogni modo segnali positivi si registrano con riferimento al mercato del credito: cresce, infatti, la quota di imprese locali che si \u00e8 recata in banca per chiedere un prestito ed aumenta l\u2019accordato da parte del sistema creditizio; tuttavia, presso la totalit\u00e0 delle imprese italiane, la quota di quelle finanziate secondo l\u2019ammontare richiesto \u00e8 ancora di quasi cinque punti percentuali superiore rispetto ai valori della nostra provincia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si riduce significativamente l\u2019area di irrigidimento, a testimonianza del maggior numero di imprese che hanno ottenuto aperture di credito dal sistema bancario; peraltro, le imprese della provincia di Latina con un fido o un finanziamento in corso da oltre sei mesi avvertono il calo dei tassi di interesse nel quarto trimestre 2014 e, di conseguenza, giudicano il costo del credito in miglioramento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si fanno meno severe anche le valutazioni circa la durata temporale del credito. \u00c8 bene evidenziare come, tuttavia, la situazione sia ancora decisamente distante da quella precedente la crisi. Sono ritenute meno restrittive anche le richieste degli istituti di credito in termini di garanzie; anche in questo caso il miglioramento \u00e8 comunque moderato.<br \/>\nDunque, tenendo conto delle politiche monetarie messe in campo dalla BCE, attraverso le iniezioni di liquidit\u00e0 con la conseguente diminuzione dei tassi di interesse praticati, cui si aggiunge la maggiore flessibilit\u00e0 da parte delle banche in termini di garanzie richieste per concedere prestiti, cos\u00ec come indicato in sede di indagine dalle imprese intervistate, senz\u2019altro l\u2019attuale contesto economico \u00e8 sicuramente da ritenersi pi\u00f9 favorevole rispetto al pi\u00f9 recente passato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>FORTE &#8211;<\/strong>\u00a0\u201cL\u2019economia della provincia di Latina pu\u00f2 ripartire e pu\u00f2 farlo grazie ai giovani che sembrano scommettere sulle imprese ma se vogliamo che tale trend si trasformi in un reale sviluppo ognuno deve fare la propria parte, come sta facendo peraltro la Regione Lazio nel sostenere le piccole imprese con finanziamenti ad hoc\u201d.<br \/>\nIl consigliere regionale del Partito Democratico Enrico Forte commenta i dati dell&#8217;Osservatorio della Camera di Commercio di Latina, dati dai quali sembra esserci sul territorio pontino una timida ripresa dell\u2019economia.<br \/>\n\u201cIl rapporto Osserfare \u2013 sottolinea Forte \u2013 disegnano una provincia nella quale i giovani tornano a scommettere sull&#8217;impresa, un elemento che deve far riflettere tutte le istituzioni sulla necessit\u00e0 di mettere in campo un\u2019azione corale, un lavoro di squadra che crei le reali condizioni per dare il via ad un nuovo percorso di sviluppo economico e produttivo. La Regione Lazio, da parte sua, \u00e8 particolarmente attiva avendo gi\u00e0 messo in campo iniziative che puntano a supportare soprattutto le piccole e medie imprese: proprio a beneficio di queste ultime \u2013 ricorda il consigliere regionale &#8211; sono stati creati finanziamenti specifici con un fondo che supera i 155 milioni di euro. Parte consistente di queste risorse \u00e8 destinata\u00a0 al credito delle Pmi, al microcredito per le partite Iva ed alle microimprese non bancabili, tutte realt\u00e0 in definitiva che non riuscirebbero altrimenti a trovare il capitale necessario.<br \/>\nLe opportunit\u00e0 di finanziamento alle imprese offerte dalla Regione Lazio rappresentano una occasione imprescindibile per ridare ossigeno all&#8217;economia pontina ma non possono da sole essere la chiave di volta per rilanciare lo sviluppo del nostro territorio. Occorre infatti che ciascuno faccia la propria parte e che i soggetti interessati (economici ed istituzionali) si approccino in maniera diversa ai problemi, superando la logica di settore e archiviando le rendite di posizione per guardare invece al quadro complessivo. La politica, da parte sua, in questo processo dovr\u00e0 necessariamente ricoprire un ruolo di raccordo e di indirizzo affinch\u00e9 la ricchezza di uno possa diventare la ricchezza di tutti. Si tratta di un passaggio fondamentale che deve portare la politica a rivestire un ruolo diverso rispetto al passato: sino ad oggi le associazioni di categoria, il mondo delle imprese e quello sindacale hanno giocato partite singole nella convinzione di poter andare avanti su rendite di posizione alle quali nella fase attuale si deve necessariamente rinunciare per il bene di tutti.<br \/>\nAppare doveroso fare sistema fissando gli obiettivi primari: reindustrializzazione, formazione, start up. Senza dimenticare il settore dell\u2019edilizia che, dopo una urbanizzazione esasperata del territorio \u2013 conclude Forte \u2013 oggi deve essere in grado di riconvertirsi alla riqualificazione dell\u2019esistente e al recupero delle aree degradate del territorio\u201d.<\/p>\n<div class=\"radio-posizionamento-telefono-in-articoli-dopo-il-contenuto-articolo radio-entity-placement\" id=\"radio-372880362\"><div id=\"radio-3467991293\"><a href=\"https:\/\/grupporedi.it\/\" aria-label=\"Redi-Qr\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.radioluna.it\/news\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/Redi-Qr.jpg\" alt=\"\"  srcset=\"https:\/\/www.radioluna.it\/news\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/Redi-Qr.jpg 800w, https:\/\/www.radioluna.it\/news\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/Redi-Qr-768x639.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 800px) 100vw, 800px\" width=\"300\" height=\"250\"   \/><\/a><\/div><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>LATINA &#8211; &#8220;Si \u00e8 chiuso un anno che ha registrato qualche primo, timido, segnale di ripresa nella demografia delle imprese su base nazionale, lo stesso ancora non pu\u00f2 dirsi, purtroppo, per il contesto locale&#8221;.\u00a0\u00a0Lo dice Osservare, l\u2019osservatorio economico della Camera di Commercio di Latina, rende pubblici i dati Movimprese relativi all\u2019anno 2014 elaborati sulla base [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":60,"featured_media":65204,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[11],"tags":[],"class_list":["post-162863","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-economia"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.radioluna.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/162863","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.radioluna.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.radioluna.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.radioluna.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/60"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.radioluna.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=162863"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.radioluna.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/162863\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.radioluna.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/65204"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.radioluna.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=162863"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.radioluna.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=162863"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.radioluna.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=162863"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}