{"id":225817,"date":"2018-07-06T09:13:36","date_gmt":"2018-07-06T07:13:36","guid":{"rendered":"http:\/\/www.radioluna.it\/news\/?p=225817"},"modified":"2018-07-09T05:40:16","modified_gmt":"2018-07-09T03:40:16","slug":"le-coste-pontine-e-la-piana-di-fondi-a-rischio-di-scomparsa-lo-studio-dellenea","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.radioluna.it\/news\/2018\/07\/le-coste-pontine-e-la-piana-di-fondi-a-rischio-di-scomparsa-lo-studio-dellenea\/","title":{"rendered":"Le coste pontine  e la Piana di Fondi a rischio di scomparsa: lo studio dell&#8217;Enea"},"content":{"rendered":"<div id=\"fb-root\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>LATINA<\/strong> &#8211; Le coste pontine e le nostre pianure costiere sono tra quelle pi\u00f9 esposte al rischio di scomparire, sommerse dalle acque del Mediterraneo che si stanno alzando velocemente. Lo dice la ricerca sulle variazioni del livello del Mediterraneo coordinata dall\u2019ENEA e pubblicata nelle scorse ore sulla rivista scientifica\u00a0Quaternary International (ed Elsevier) dalla quale si apprende che il\u00a0Mediterraneo si \u00e8 innalzato di circa 30 cm negli ultimi 1.000 anni rispetto a un aumento pi\u00f9 che triplo previsto nei prossimi 100 anni e che tra aree particolarmente vulnerabili sono le pianure costiere come le Piane Pontina e di Fondi, in buona compagnia di Fiumicino, per restare solo al Lazio. In pratica sono a rischio di scomparsa porzioni di territorio dove si concentra oggi e vive, oltre la met\u00e0 della popolazione locale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cLa ricerca ha preso in esame l\u2019innalzamento del nostro mare in un arco temporale mai studiato prima\u201d, spiega\u00a0Fabrizio Antonioli\u00a0del Laboratorio Modellistica Climatica e Impatti dell\u2019ENEA, che ha coordinato lo studio. \u201cIn mille anni \u2013 aggiunge Antonioli \u2013 il Mediterraneo \u00e8 aumentato da un minimo di 6 a un massimo di 33 cm, un livello inferiore del 65 per cento rispetto alle pi\u00f9 recenti proiezioni dell\u2019IPCC, secondo le quali l\u2019innalzamento del mare a livello mondiale \u00e8 stimato tra i 60 e i 95 cm entro il 2100. Si tratta di un\u2019evidente accelerazione, dovuta principalmente al cambiamento climatico causato dall\u2019aumento della concentrazione di CO2\u00a0in atmosfera, che negli ultimi quattro anni ha superato in modo stabile il valore di 400 ppm, un livello mai toccato sulla Terra negli ultimi 23 milioni di anni\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cIn Italia \u2013 conclude Antonioli \u2013 sono 33 le aree a rischio a causa dell\u2019aumento del livello del mare. Le zone pi\u00f9 estese si trovano sulla costa settentrionale del mare Adriatico tra Trieste e Ravenna, altre aree particolarmente vulnerabili sono le pianure costiere della Versilia, di Fiumicino, le Piane Pontina e di Fondi, del Sele e del Volturno, l&#8217;area costiera di Catania e quelle di Cagliari e Oristano. Il massimo aumento del livello delle acque \u00e8 atteso nel Nord Adriatico dove la somma del mare che sale e della costa che scende raggiunger\u00e0 valori compresi tra 90 e 140 centimetri\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo studio coordinato dall&#8217;Enea \u00e8 stato realizzato insieme a ricercatori dell\u2019INGV e delle Universit\u00e0 di Roma \u201cLa Sapienza\u201d, Bari \u201cAldo Moro\u201d, Lecce, Catania, Haifa (Israele), Parigi e Marsiglia (Francia).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>LATINA &#8211; Le coste pontine e le nostre pianure costiere sono tra quelle pi\u00f9 esposte al rischio di scomparire, sommerse dalle acque del Mediterraneo che si stanno alzando velocemente. 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