{"id":258910,"date":"2019-12-20T11:15:18","date_gmt":"2019-12-20T10:15:18","guid":{"rendered":"https:\/\/www.radioluna.it\/news\/?p=258910"},"modified":"2019-12-20T11:15:18","modified_gmt":"2019-12-20T10:15:18","slug":"la-lettera-di-natale-del-vescovo-di-latina-crociata-e-dedicata-ai-bambini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.radioluna.it\/news\/2019\/12\/la-lettera-di-natale-del-vescovo-di-latina-crociata-e-dedicata-ai-bambini\/","title":{"rendered":"La lettera di Natale del vescovo di Latina Crociata \u00e8 dedicata ai bambini"},"content":{"rendered":"<div id=\"fb-root\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>LATINA<\/strong> &#8211; I parroci stanno distribuendo in questi giorni ai fedeli la lettera del vescovo Mariano Crociata alla diocesi in occasione del Natale. Il titolo \u00e8 L\u2019Infante e (\u00e8) la Parola ed \u00e8 una meditazione che vuole offrire spunti di riflessione personale e come comunit\u00e0 . L\u2019inizio della lettera esplicita con chiarezza il contesto: \u00abIl Natale del Signore spinge ad approfondire il senso spirituale del cammino diocesano, che quest\u2019anno ha scelto di prendersi cura dei bambini nel loro incontro con Ges\u00f9\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>IL TESTO INTEGRALE &#8211;\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cari fratelli e sorelle,<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">il Natale del Signore spinge ad approfondire il senso spirituale del cammino diocesano, che quest\u2019anno ha scelto di prendersi cura dei bambini nel loro incontro con Ges\u00f9.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La nostra attenzione si indirizza spontaneamente a Ges\u00f9 bambino. La tradizione non manca di offrire toccanti testimonianze della devozione suscitata dall\u2019amore per l\u2019infanzia di Ges\u00f9. Senza dimenticare quella tradizione, c\u2019\u00e8 un pensiero che emerge per noi sopra gli altri, e precisamente il pensiero che Ges\u00f9 \u00e8 stato bambino, un bambino normale, di cui Maria si \u00e8 preso cura come ogni mamma fa con il proprio piccolo. Ci piacerebbe squarciare il velo di silenzio e di mistero che circonda i primi mesi e i primi anni di Ges\u00f9, ma essi rimangono storicamente irraggiungibili. Vorremmo capire come la cura materna e premurosa di Maria abbia trasmesso a Ges\u00f9 quella straordinaria sensibilit\u00e0 finemente religiosa che ha alimentato da subito la sua coscienza di un rapporto speciale con Dio, nella quale \u00e8 cresciuto vivendolo come il proprio padre personale. Ci\u00f2 di cui possiamo essere certi \u00e8 che lo Spirito Santo era il protagonista delle loro persone, di Maria e di Ges\u00f9, come pure del loro rapporto, in continuit\u00e0 con l\u2019azione che lo stesso Spirito aveva esercitato all\u2019atto del concepimento: \u00abLo Spirito Santo scender\u00e0 su di te e la potenza dell\u2019Altissimo ti coprir\u00e0 con la sua ombra\u00bb (Lc 1,35).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo Spirito agiva in tutto l\u2019essere del bambino Ges\u00f9, rendendolo aperto senza riserve a Dio e disponibile a quanto Maria \u2013 anche lei piena di Spirito Santo \u2013 gli trasmetteva insieme al latte, alle cure e alle premure, alle tenerezze e all\u2019affetto che gli donava e di cui lo circondava con infinita dedizione. Ci\u00f2 che possiamo fondatamente ritenere \u00e8 che in questo dialogo ineffabile da madre a figlio si trasmetteva l\u2019amore reciproco e indivisibilmente l\u2019amore di Dio, l\u2019amore del Padre nella persona divina dello Spirito.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non sappiamo dire a quale et\u00e0 Ges\u00f9 abbia cominciato a balbettare e poi a pronunciare le prime parole, ma dobbiamo pensare che lo abbia fatto, come tutti i bambini, a poco a poco, arrivando a parlare speditamente gradualmente e dopo qualche anno. Come ogni bambino, per qualche tempo egli \u00e8 stato letteralmente infante, cio\u00e8 \u2013 secondo il significato letterale della parola \u2013 un bambino che ancora non parla, che sta imparando a poco a poco a parlare. Questo pensiero sfida la nostra riflessione, di noi che professiamo che in Ges\u00f9 si \u00e8 incarnato il Figlio eterno di Dio, secondo quanto dice letteralmente il vangelo di Luca: \u00abcolui che nascer\u00e0 sar\u00e0 santo e sar\u00e0 chiamato Figlio di Dio\u00bb (Lc 1,35), e in modo pi\u00f9 diretto l\u2019evangelista Giovanni, quando dice: \u00abE il Verbo si fece carne\u00bb (Gv 1,14). La tradizione cristiana, pertanto, ha imparato a professare la fede in Ges\u00f9 come Verbo fatto carne, cio\u00e8 Parola eterna e personale di Dio diventata uomo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">D\u00e0 da pensare l\u2019accostamento tra la persona della Parola potente di Dio che crea tutte le cose e la condizione di un infante in cui egli si cala diventando con essa una cosa sola. Il Verbo diventa infante, si rende presente personalmente nella forma di un bambino che non sa ancora parlare. La nostra contemplazione si perde dentro una profondit\u00e0 inesauribile. Possiamo per\u00f2 tentare di dirne qualcosa. E cio\u00e8, innanzitutto, che Dio ha voluto assumere la nostra condizione, con una inspiegabile condiscendenza, che lo porta a mettersi nelle condizioni limitate della pi\u00f9 piccola delle sue creature; colui che \u00e8 sapienza infinita si \u00e8 fatto bambino e ha dovuto imparare a parlare come fa ogni bimbo. In secondo luogo, il Verbo incarnato nella condizione infantile ci chiede di amarlo con la delicatezza, la premura e la dedizione che chiede un piccolo, che non si sa spiegare n\u00e9 sa farsi capire, e perci\u00f2 ha bisogno di tutto per essere compreso nelle sue mute, e il pi\u00f9 delle volte semplicemente strillate, richieste. Nello stesso tempo egli ci chiede di diventare bambini come lui, aperti incondizionatamente all\u2019amore del Padre e ad esso affidati con un abbandono illimitato. In terzo luogo, Ges\u00f9 bambino ci dice che egli \u00e8 capace di parlare anche senza servirsi di parole e che le parole non sono il solo modo di comunicare, di stare in relazione e di amare. Anche da infante egli parla a noi con il suo essere fragile e indifeso, perch\u00e9 non cessa di toccarci il cuore e di convertirlo dalla durezza a cui spesso lo abbiamo ridotto, affinch\u00e9 impariamo a credere e ad amare senza trincerarci dietro parole inutili.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il suo essere un piccolo che ancora non parla ci rende pi\u00f9 attenti alla sua parola, anzi alla sua persona di bambino che sta imparando a parlare. Non vediamo l\u2019ora che cresca perch\u00e9 possa dirci parole divine; noi siamo disposti ad aspettare che sia pronto per dircele, anzi vediamo crescere in noi il desiderio di ascoltarlo. L\u2019infanzia di Ges\u00f9 ci chiede di crescere nel desiderio della sua parola. A misura che cresce il desiderio, faremo l\u2019esperienza di sentirlo comunicare anche senza parole e impareremo perfino \u2013 dopo aver ascoltato qualcuno dei suoi discorsi nei quali vorremmo sostare pi\u00f9 a lungo, perch\u00e9 sentiamo che avrebbero bisogno di essere accolti e meditati \u2013 a tornare al silenzio dell\u2019infanzia, della sua e della nostra infanzia, per assaporare un senso delle parole e del suo parlare, che non ci sono espressioni adeguate per dire ci\u00f2 che esso va producendo in noi, nel nostro spirito e nella nostra vita. In questo modo l\u2019infanzia di Ges\u00f9 diventa per noi non soltanto una fase iniziale della sua vita, che ci chiede di aspettarlo e di prepararci, ma una condizione permanente alla quale tornare per riassaporare il senso profondo, ineffabile, del suo essere in mezzo a noi e del nostro bisogno di lui.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La celebrazione del Natale ci fa crescere nella comprensione, nell\u2019esperienza e nella cura dell\u2019infanzia. La comprensione cresce nella contemplazione del mistero dell\u2019infanzia di Ges\u00f9; l\u2019esperienza tocca la nostra condizione spirituale di fiducia incondizionata in Dio, che desideriamo e non finiamo mai di imparare; la cura si dirige ai nostri bambini, ai quali torniamo con una consapevolezza nuova, forti dell\u2019incontro con Ges\u00f9 e della nostra ricerca di una infanzia spirituale fatta di fiducia e amore per lui. Pensiamo, a questo proposito, al compito educativo dei genitori, al dialogo dell\u2019affetto tra madre e figlio che nutre con e pi\u00f9 di tutte le parole, perch\u00e9 trasmette ci\u00f2 che la madre porta nel cuore e alimenta ci\u00f2 che cresce nel cuore del figlio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Infine, come comunit\u00e0 ecclesiale, abbiamo bisogno di imparare ci\u00f2 che insegna l\u2019infanzia di Ges\u00f9, in particolare l\u2019ascolto attraverso la parola e attraverso la totalit\u00e0 della sua persona. Il concilio Vaticano secondo ha qualcosa di importante da dirci in proposito: \u00abPerci\u00f2 egli, vedendo il quale si vede anche il Padre, con la sua stessa presenza e con la manifestazione completa di s\u00e9, con le parole e con le opere, con i segni e con i miracoli, e specialmente con la sua morte e gloriosa risurrezione dai morti, e infine con l\u2019invio dello Spirito di verit\u00e0, porta a perfetto compimento la rivelazione e la conferma con la testimonianza divina\u00bb (Dei Verbum, n. 4). L\u2019infanzia di Ges\u00f9 ci fa entrare pi\u00f9 profondamente nel mistero del Verbo incarnato, del suo essere parola personale di Dio che si esprime nella totalit\u00e0 dell\u2019esistenza e della condizione di una creatura umana.<\/p>\n<p>Disponiamo ora di una occasione singolarmente propizia per imparare l\u2019ascolto indivisibilmente della parola e della persona di Cristo Ges\u00f9, con la istituzione della Domenica della Parola di Dio (Motu proprio di papa Francesco Aperuit illis, del 30 settembre 2019), che l\u2019anno prossimo sar\u00e0 celebrata il 26 gennaio. Essa ci permetter\u00e0 di riscoprire il valore permanente dell\u2019ascolto della Parola di Dio, al quale abbiamo dedicato in particolare i primi anni del nostro cammino comune. Valorizzare ancora di pi\u00f9 e meglio i gruppi di ascolto e di discernimento sar\u00e0 il nostro impegno costante, arricchito dalla profondit\u00e0 che d\u00e0 ad esso l\u2019incontro con l\u2019infanzia di Ges\u00f9.<\/p>\n<p>Nell\u2019imminente Natale preghiamo il bambino Ges\u00f9 di darci il gusto della parola, della sua e della nostra; ma anche il gusto del silenzio, nel quale l\u2019ascolto si prepara e si prolunga, facendo crescere il desiderio della fede e dell\u2019amore, nel quale culmina l\u2019incontro personale con lui, Parola eterna del Padre.<\/p>\n<p><strong>LE CELEBRAZIONI DEL TEMPO DI NATALE &#8211;\u00a0 <\/strong><br \/>\n24 dicembre \u2013 Solennit\u00e0 del Natale del Signore Cattedrale di S. Marco (Latina), ore 24: Santa Messa della Notte<br \/>\n25 dicembre \u2013 Solennit\u00e0 del Natale del Signore Concattedrale di S. Cesareo (Terracina), ore 10: Santa Messa del Giorno<br \/>\n31 dicembre \u2013 Solennit\u00e0 di Maria Ss.ma Madre di Dio Cattedrale di S. Marco (Latina), ore 18: Santa Messa e Te Deum in ringraziamento per l\u2019anno trascorso<br \/>\n1 gennaio \u2013 Solennit\u00e0 di Maria Ss.ma Madre di Dio Cattedrale di S. Marco (Latina), ore 18: Santa Messa per gli Amministratori pubblici e i Rappresentanti della parti sociali in occasione della 53a Giornata Mondiale della Pace<br \/>\n6 gennaio \u2013 Solennit\u00e0 dell\u2019Epifania del Signore Concattedrale di S. Maria (Sezze), ore 11: Santa Messa<\/p>\n<p>La lettera si pu\u00f2 trovare anche nelle\u00a0 parrocchie o sul sito web della diocesi (diocesi.latina.it).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>LATINA &#8211; I parroci stanno distribuendo in questi giorni ai fedeli la lettera del vescovo Mariano Crociata alla diocesi in occasione del Natale. Il titolo \u00e8 L\u2019Infante e (\u00e8) la Parola ed \u00e8 una meditazione che vuole offrire spunti di riflessione personale e come comunit\u00e0 . 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